La Spagna vende all’asta bond per 3,4 miliardi di euro

La Spagna ha deciso di cedere un buon ammontare dei propri titoli obbligazionari: l’ultima vendita, pari a 3,4 miliardi di euro, è la conseguenza più evidente della crescita della domanda e delle aspettative che si possono riferire alla Grecia e alla sua ristrutturazione del debito. Il Tesoro Público provvederà a emettere bond con scadenza a dieci anni per ben 2,49 miliardi di euro, il tutto a un rendimento medio del 5,47%, un ritorno economico superiore a quello stabilito appena un mese fa. Per il resto, poi, altri 885 milioni di euro verranno spesi per quel che concerne i bond che giungeranno a maturazione il 31 gennaio del 2024 (5,66%). Tra l’altro, la domanda obbligazionaria di questo tipo è in buon salute, ragione per la quale la nazione iberica ha deciso di percorrere tale strada.


L’intento principale, comunque, rimane quello di distanziare la nazione dalle cosiddette “economie periferiche”, dato che gli investitori stanno scommettendo con maggiore insistenza sui provvedimenti risanatori in Grecia; il ministro delle Finanze, Elena Salgado, ha precisato che i fondamentali finanziari non hanno subito alcuna modifica di sorta dall’ultima settimana, pertanto il governo di Madrid dovrà tagliare il deficit e convincere le banche a rafforzare il capitale a disposizione. Come hanno sottolineato molti analisti, le autorità spagnole stanno facendo del loro meglio almeno per convincere il mercato che la posizione nazionale è sostenibile. Quali dati interessano maggiormente agli investitori?

Anzitutto, bisogna precisare che il gap tra i rendimenti di Spagna e Germania si è ridotto da 223 fino a 215 punti base nel corso della giornata di ieri: la stima in questione, inoltre, deve essere necessariamente confrontata con il record dell’eurozona (298 punti base), il quale è stato raggiunto subito dopo che l’Irlanda si è vista costretta a ricorrere al salvataggio. I tagli governativi andranno a riguardare, infine, l’occupazione, i salari e le pensioni, in modo da far uscire il sistema economico dai suoi tre anni consecutivi di declino.

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