Telecom Italia, la crisi impone la riduzione del dividendo

di Redazione 1

Dividendo ridotto e andamento altalenante in Borsa; non si può certo dire che gli azionisti di Telecom Italia siano al massimo della loro felicità in questo momento, comunque bisogna sottolineare che le perdite iniziali del titolo nelle ultime contrattazioni sono state poi compensate da altri guadagni, anche se non della stessa consistenza di quelli della giornata di ieri. In effetti, ventiquattro ore fa la chiusura era stata caratterizzata da un rialzo di 1,58 punti percentuali, un risultato piuttosto importante, anche perché ottenuto in una giornata decisamente negativa per l’indice di riferimento, il Ftse Mib. La chiusura odierna, invece, si è attestata su un guadagno di poco più di un punto percentuale e su una quotazione complessiva pari a 84 centesimi di euro. Decisamente influente in questo caso è stato il declassamento dell’outlook della società da parte di Standard & Poor’s (si è passati da una valutazione stabile a una negativa), visto che il debito non potrà essere ridimensionato in termini soddisfacenti nel corso dei prossimi anni.

Ecco perché, come pronosticato da una folta schiera di analisti finanziari, il dividendo di Telecom Italia potrebbe essere meno sostanzioso di quanto previsto. D’altronde, le decisioni della principale società delle telecomunicazioni del nostro paese non potevano essere diverse: il contesto economico-finanziario è alquanto travagliato, quindi non si può far altro che adeguarsi. Il piano industriale per il periodo compreso tra il 2011 e il 2013 prevede un margine operativo lordo stabile e un indebitamento di poco superiore ai ventinove miliardi di euro.

Tra l’altro, il presidente esecutivo del gruppo, Franco Bernabè, ha fatto chiaramente capire che non c’è alcuna necessità in questo momento di un aumento di capitale, soprattutto alla luce dell’assegnazione di frequenze di nuova generazione. In aggiunta, gli investimenti in questione beneficeranno di un ammortamento quinquennale in modo da poter sviluppare in maniera opportuna la rete, nonostante le richieste di ricapitalizzazione.

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