Saras: acquisto azioni proprie, prezzo medio unitario a 3 euro

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 Saras nel 2009 ha riportato un utile netto adjusted di Gruppo pari a -54,5 milioni di euro, mentre nell’ultimo trimestre dello scorso anno l’utile netto adjusted di Gruppo è stato negativo per 24 milioni di euro. Sono questi alcuni dei dati salienti del preconsuntivo consolidato 2009 di Gruppo esaminati dal Consiglio di Amministrazione di Saras che, in accordo con la propria politica di distribuzione dei dividendi, ha proposto all’Assemblea degli azionisti di non retrocedere alcuna cedola a valere sull’esercizio di bilancio 2009. La società, leader in Italia ed in Europa nel settore della raffinazione del petrolio, ha inoltre fornito un aggiornamento in merito al piano di riacquisto di azioni proprie (buyback) che è scaduto il 29 ottobre scorso in accordo con la delibera da parte dell’Assemblea degli azionisti del Gruppo Saras del 29 aprile del 2008.

Ebbene, il piano di riacquisto delle azioni proprie Saras s’è concluso con l’acquisto di numero 18.387.703 azioni ordinarie della società al prezzo medio di 3 euro, al netto delle commissioni, e per un controvalore complessivo pari a 55 milioni di euro; la durata del piano di buyback è stata pari a diciotto mesi, ed ora la società rende noto di possedere 23 milioni circa di azioni proprie che non danno diritto alla distribuzione del dividendo.

Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, Gian Marco Moratti, presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Saras, ha messo in evidenza come dopo un 2009 caratterizzato da un calo brusco della domanda di prodotti petroliferi, per quest’anno è invece attesa una ripresa graduale che dovrebbe garantire anche il conseguente recupero dei margini di redditività. Il Presidente, pur tuttavia, ha sottolineato come il recupero della redditività sarà anche dettato nel settore dall’affidabilità e dall’efficienza operativa degli impianti di raffinazione, ed in tal senso il Gruppo Saras mira a rafforzare la propria posizione competitiva sul mercato attraverso un ambizioso programma di “asset management” che risulta essere già avviato.

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