Risparmio gestito: le incertezze del 2010 secondo Assogestioni

di Redazione Commenta

Il 2009 del risparmio gestito ha avuto un andamento che si addice maggiormente a un ottovolante, a causa dei numerosi rialzi e improvvisi ribassi: Assogestioni, l’associazione italiana che si occupa proprio di questo comparto, ne ha svelato con le sue statistiche l’evoluzione attuale, la quale però deve fare i conti con una prospettiva futura ricca di incertezze. Nel mese di dicembre 2009, la raccolta complessiva ammontava a 1,6 miliardi di euro: ma esattamente un anno fa, i vari mesi di deflussi e di fuga dei risparmiatori avevano perfino fatto pensare a una chiusura dei battenti dei fondi italiani. Al giorno d’oggi, i gestori sostengono di aver varato una gestione finalmente positiva, col 43% dei prodotti del nostro paese che hanno superato il benchmark di riferimento. A cosa sono dovute allora le incertezze? I buoni risultati del risparmio gestito sono stati favoriti dalle politiche espansive delle banche centrali, però, a questo punto, la sostenibilità dei recuperi rimane a rischio e vi sono anche diversi analisti che parlano di performance che si ripeteranno con difficoltà.

 

Trasformare tali fondi in un investimento duraturo resta dunque una sfida apertissima, così come ha sottolineato Marcello Messori, presidente di Assogestioni. Ora le banche potrebbero suggerire un graduale ritorno ai bond bancari nel corso di quest’anno e rimangono inoltre i problemi di fondo che si sono confermati anche nel 2009: ad esempio, il fatto che i fondi di diritto estero abbiano raggiunto un patrimonio pari a 215 miliardi di euro (il 50,1% del patrimonio totale), un evidente segnale che il problema della tassazione sfavorevole dei fondi italiani rispetto a quelli esteri non è stato ancora risolto.

 

Nel frattempo, gli Etf e gli Etc hanno nuovamente sospinto verso l’alto il mercato, approfittando, in particolare, del recupero dei listini azionari che presentavano gestioni più flessibili e attive rispetto al passato; ciò nonostante, una scommessa sulla raccolta del 2010 appare quantomeno rischiosa.

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