Bot a tre mesi: il rendimento si azzera

di Redazione Commenta

L’asta di Buoni Ordinari del Tesoro disposta ieri dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha sancito come i titoli a scadenza trimestrale, considerando la ritenuta fiscale, al 12,5%, e le commissioni bancarie, offrano oramai un rendimento nullo. Nel collocamento di ieri, infatti, i titoli pubblici sono stati collocati con un rendimento lordo dello 0,37% il che significa che, tolta la ritenuta fiscale, si arriva, senza considerare i millesimi, allo 0,32% netto; a questo tasso netto occorre poi togliere anche la commissione bancaria che, in passato, in corrispondenza di tassi di interesse così bassi, ha comportato a carico degli investitori anche un onere che superava l’interesse percepito sull’investimento. Come diretta conseguenza, il Ministero dell’Economia e delle Finanze nei mesi scorsi ha provveduto ad emanare un Decreto grazia al quale togliendo la ritenuta e le commissioni bancarie il rendimento per l’investitore può essere al più nullo ma mai negativo.

Quindi, non potranno più accadere casi di risparmiatori che hanno speso, ad esempio, 1.002 euro, commissioni incluse, per acquistare 1.000 euro di Bot nominali con scadenza a tre mesi, quando il risparmiatore avrebbe ricevuto a scadenza un capitale di 1.000 euro con una conseguente quanto clamorosa e ingiusta perdita; in questi casi, infatti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze con il Decreto impone alla banca di abbassare la commissione bancaria al fine di garantire almeno che al risparmiatore a scadenza, commissione inclusa, venga restituito un capitale pari a quello investito.

In ogni caso, è fuor di dubbio il fatto che se prima i Bot non erano appetibili, adesso lo sono molto meno visto che i tassi sono ridotti all’osso; come diretta conseguenza, non mancano i risparmiatori, appartenenti alla cosiddetta categoria dei “Bot people“, che stanno dirottando la propria attenzione ed i propri obiettivi di investimento, sempre a basso rischio, su altri strumenti finanziari quali i buoni fruttiferi, i conti di deposito remunerati ed i pronti contro termine.

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