Assogestioni: cresce la raccolta di obbligazionari e bilanciati

SicavIl primo trimestre di questo 2010 si è caratterizzato in maniera piuttosto positiva per quel che riguarda il mondo del risparmio gestito: secondo quanto emerge dalla cosiddetta “Mappa” di Assogestioni, l’associazione italiana che si occupa appunto di questo specifico comparto finanziario, la raccolta in questione ammonterebbe a circa 23 miliardi di euro. Si tratta di un buon dato, visto è riuscito ad andare oltre le attese degli analisti, ma soprattutto oltre le rilevazioni dei tre mesi precedenti, periodo nel quale la raccolta si era invece attestata al di sotto dei 21 miliardi. Anche il patrimonio in gestione è riuscito a rafforzare le proprie potenzialità, visto che il suo totale è pari a 993 miliardi di euro, mentre le sottoscrizioni che sono state poste in essere sono addirittura superiori ai 7,1 miliardi di euro, grazie, in particolare, agli ottimi contributi forniti dai fondi di tipo aperto.

 

Le statistiche che stiamo esaminando sono state registrate dall’ufficio di Assogestioni; un’altra stima interessante che occorre sottolineare è quella delle gestioni di portafoglio, una voce che si è attestata a quota 16 miliardi, a conferma del buon andamento positivo del settore. Ma occorre fare anche dei distinguo. In effetti, vi sono state delle categorie che sono andate per la maggiore, come ad esempio i fondi obbligazionari, i fondi bilanciati, quelli flessibili e, infine, i fondi di tipo azionario; al contrario, non possono esultare allo stesso modo i sottoscrittori di prodotti immobiliari, di hedge fund e di fondi monetari, a causa del segno meno mostrato in questo primo trimestre.

 

I Gruppi Italiani hanno messo a segno delle raccolte interessanti, stabilizzando il quantitativo a 12 miliardi di euro; i Gruppi Esteri hanno accumulato invece soltanto quattro miliardi, senza brillare nemmeno nel patrimonio gestito. La palma di migliori società nel campo del risparmio gestito va sicuramente a Generali (143 miliardi), Pioneer Investments (126 miliardi), ma soprattutto a Intesa Sanpaolo (215 miliardi).

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