Rimborsi Lehman Brothers

di robertor Commenta

Anche se il default della Lehman Brothers risale a oltre quattro anni fa, i clienti italiani che avevano in proprio deposito i bond dell’istituto statunitense stanno ancora attendendo di recuperare buona parte del capitale investito. La speranza è ora datata 25 gennaio 2013, termine entro il quale le banche possono insinuarsi nel passivo della Lehman Brothers Treasury (Lbt), la società olandese coinvolta nel default dell’istituto Usa. Ma cosa possono realmente ottenere i clienti italiani?

I clienti italiani che hanno ancora in possesso dei titoli Lbt devono rivolgersi quanto prima alle proprie banche per procedere alla registrazione dei crediti. In questo modo gli istituti italiani avranno la possibilità – per conto dei possessori dei bond – di potersi insinuare nel passivo della società in corso di fallimento e, quindi, votare il proposto piano di composizione, sino al 25 gennaio 2013. La riunione per l’ammissione al passivo dei crediti insinuati è invece fissata per il 7 marzo 2013 (vedi anche Corporate bond record emissioni a 4mila miliardi nel 2012).

A quel punto, se l’amministratore della Lbt riceverà il via libera dei creditori e del tribunale, entro lo stesso mese di marzo potrebbero partire le prime tranche di rimborso agli ex obbligazionisti Lbt. Complessivamente i rimborsi saranno pari a 5,4 miliardi di dollari, pari al 16 per cento del credito riconosciuto dalla controllante Lehman Brothers Holdings a Lbt per un totale di 34,5 miliardi (di cui circa 6 miliardi in Italia).

I rimborsi di Lbt si aggiungono inoltre a quelli versati direttamente da Lbh: ne consegue che il gruppo dovrebbe poter restituire in tutto una cifra non lontana dai 65 miliardi di dollari, con numeri che confermano l’impressione del crac più grave della storia creditizia americana. L’istituto, prima della crisi, intestava asset per 639 miliardi di dollari ed era considerata una delle principali banche al mondo. Con l’avvio delle proprie criticità, nel 2008, iniziò la crisi del settore finanziario internazionale, ancora in corso (vedi anche Rischi e opportunità dai bond di paesi emergenti).

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