Quotazione oro vicina al costo di produzione

di ND82 Commenta

 Il recente scivolone dell’oro ha riaperto il dibattito tra analisti finanziari e investitori sull’andamento futuro del metallo giallo, che ha chiuso l’ultima settimana sotto la soglia psicologica dei 1.300 dollari. I prezzi sono arrivati a scendere fino a 1.269 dollari l’oncia, sui livelli più bassi da settembre 2010. Ma se c’è chi pensava che il nuovo crollo dell’oro avesse spinto molti investitori e consumatori, in particolare indiani, a fare la fila per acquistare lingotti e gioielli sarà rimasto senza dubbio deluso. Dopo il sell-off di metà aprile la situazione fu completamente diversa.

Cinesi e indiani, principali consumatori di oro al mondo, si misero in fila davanti alle gioiellerie per fare incetta del metallo prezioso. Ora c’è stata una risposta decisamente fredda, probabilmente anche a causa del crollo della rupia indiana sui minimi storici e dell’aumento delle tasse sull’import di oro e gioielli da parte del governo di New Delhi. Tra l’altro l’India ha vietato l’acquisto di oro, se non per la lavorazione di gioielli da esportazione.

COME INVESTIRE IN ORO FISICO

Il vicino Sri Lanka ha imposto un dazio del 10% sull’import di oro. Insomma, dal lato della domanda di oro fisico non arrivano affatto segnali incoraggianti. Le cose non vanno bene nemmeno per l’oro finanziario, che deve sopportare imponenti vendite tra Etf, futures e altri strumenti finanziari. Da inizio anno l’oro perde il 28%, ma nei 12 anni precedenti aveva sempre chiuso l’anno in positivo. Il massimo storico fu toccato a inizio settembre 2011, quando la quotazione raggiunse 1.921 dollari l’oncia.

COME INVESTIRE IN ORO NEL 2013

Secondo quanto dichiarato da Sunil Kashyap, managing director di Scotia Mocatta, nel corso di un’intervista alla Cnbc, “l’oro è ormai vicino al suo costo di produzione. Se il prezo cade seotto 1.250 dollari l’oncia, cominceremo a sentire di miniere che chiudono perché sotto quel livello estrarre oro non è più redditizio”. Secondo alcuni analisti tecnici, però, lo spazio per ulteriori discese è ancora intatto, almeno fino a 1.100 – 1.080 dollari l’oncia.

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