La storia degli Etn come investimento finanziario è relativamente breve: la prima quotazione risale infatti al 12 giugno di 2006 grazie a Barclays, vera e propria leader in tale comparto, che da quel momento sta cercando di espandersi in maniera progressiva. Il debutto di questi giorni presso Borsa Italiana di questo specifico strumento è una conferma importante dell’interesse crescente nei confronti degli Exchange Traded Notes: la firma è sempre la medesima e inconfondibile, quella della britannica Barclays, la quale ha deciso dunque di mettere a disposizione il suo secondo prodotto destinato al nostro paese. La struttura è quella tipica, visto che l’Etn altro non è che un titolo di debito non subordinato e quotato appunto da un istituto di credito; la sua caratteristica conformazione consente agli investitori di accedere ai rendimenti dei vari indici di mercato, usualmente collegati a una strategia benchmark.
Cacao, futures in declino a causa delle vicende politiche ivoriane
Le meraviglie del cacao rimangono per il momento confinate ai tempi di “Indietro tutta” e della celebre canzone televisiva: la commodity alimentare, infatti, ha subito un pesante ribasso nel corso delle ultime contrattazioni di Londra, il livello più basso degli ultimi venti mesi. Si è trattato, quindi, di una brusca frenata, provocata, in particolare, dalla speculazione imperante, fenomeno agevolato dalle travagliate elezioni che si sono tenute in Costa d’Avorio, il maggior produttore al mondo del prodotto in questione. Gli effetti sono stati minimi sull’output, mentre lo zucchero è riuscito invece ad avanzare a New York. Le previsioni, in tal senso, sono piuttosto eloquenti: la produzione di cacao nel continente africano dovrebbero calare del 6,7%, assestandosi a quota 2,6 milioni di tonnellate all’anno, almeno secondo una stima effettuata da Abn Amro.
Edison: apertura di credito con la BEI
Edison e la BEI, Banca europea per gli investimenti, hanno siglato un accordo di finanziamento, senza garanzie, consistente nell’apertura di una linea di credito, pari a complessivi 250 milioni di euro, finalizzata all’aumento della capacità di stoccaggio del gas. A darne notizia è stata la stessa Edison nel precisare come la linea di credito, anche in più tranche, sia utilizzabile entro un periodo pari a quattro anni, e come per ogni utilizzo la scadenza può arrivare fino a quindici anni con tasso fisso o variabile ed un preammortamento di durata fino a quattro anni. Secondo quanto messo in risalto proprio da Edison con un comunicato ufficiale, la concessione del finanziamento senza garanzie dimostra l’apprezzamento della Banca europea per gli investimenti in merito alla qualità del progetto industriale che la società sta portando avanti nel campo della sicurezza energetica.
Bnp Paribas: grande successo per il fondo Clean Energy
Bnp Paribas ha intenzione di confermare il suo amore per la natura e per gli investimenti cosiddetti “verdi”: una grossa mano in questo senso viene offerta sicuramente dal suo fondo Clean Energy, il quale può vantare un ottimo successo tra gli investitori istituzionali con oltre 437 milioni di euro di raccolta. C’è da dire, per la precisione, che il comparto della banca francese che si occupa di operazioni a carattere ambientale è Bnp Paribas Clean Energy Partners GP: si tratta della conseguenza principale della forte richiesta di infrastrutture per l’energia pulita. Qual è il funzionamento esatto di questo specifico strumento? In pratica, l’intento principale è quello di ottenere un profilo di rischio e di rendimento che sia piuttosto solido, con degli investimenti attivi, flussi di cassa sottostanti e una continua valorizzazione del capitale aziendale nel corso degli anni.
Dubai: rally dei bond islamici grazie ai progetti per Qatar 2022
È un vero e proprio boom quello di cui sono stati protagonisti i bond islamici di Dubai nel corso di questa settimana: i Sukuk del Golfo Persico (i certificati di investimento che sono conformi alla legge della Sharia) hanno infatti arginato le perdite accumulate negli ultimi dieci mesi, visto che Standard & Poor’s ha provveduto a rivedere l’outlook di DP World, alla luce dell’ultima trionfale candidatura del Qatar in qualità di paese organizzatore della coppa del mondo di calcio nel 2022. I rendimenti medi di tali prodotti hanno comunque ceduto lo 0,13% ieri, ma le altre stime sono piuttosto incoraggianti: i bond di DP World renderanno il 6,25% in relazione alla scadenza di luglio 2017, mentre si è anche assistito a una interessante crescita da parte dei Sukuk venduti dal governo indonesiano e da quello malese.
Kinexia: impianto fotovoltaico Recanati completato
A Recanati, in Provincia di Macerata, sono stati ultimati i lavori riguardanti un impianto di produzione di energia pulita con il fotovoltaico avente un controvalore pari all’incirca a 2,7 milioni di euro, ed una potenza installata cumulata pari a circa 1 MW. A darne notizia è stato il Gruppo Kinexia S.p.A. con un comunicato ufficiale nel precisare al riguardo come i lavori siano stati ultimati attraverso Volteo Solar S.p.A., una società controllata, e come il parco fotovoltaico, finanziato dalla società Unicredit Leasing, rientri in un pacchetto conto terzi di cinque commesse che sono state acquisite dalla società quotata in Borsa a Piazza Affari il 14 aprile scorso; in particolare, tutti gli impianti fotovoltaici da realizzare hanno una potenza complessiva pari a 2,7 MW, si trovano tutti nella Regione Marche, e saranno tutti ultimati entro il 31 dicembre 2010.Source guarda ai Bric per il lancio dei tre nuovi Etf
Gli Etf sono senza dubbio una delle prerogative principali di Source, l’emittente specializzata proprio in questo tipo di prodotti: l’onda da cavalcare nel momento attuale è quella delle nazioni Bric (Brasile, Russia, India e Cina), dunque la holding londinese ha deciso di puntare con decisione sulle più vivaci piazze emergenti, proponendo tre nuovi Exchange Traded Fund, i quali andranno a osservare da vicino le performance degli indici Msci (Brazil, China e India per la precisione). La gamma di Source era già piuttosto ampia, pertanto sorge spontanea una domanda: qual è il motivo dell’introduzione di tali strumenti? La firma della società britannica era stata apposta da tempo su Etf collegati ai mercati emergenti (si tratta dell’Msci Emerging Markets e dell’Rdx, il quale è relativo all’andamento dell’economia russa), a questo punto, invece, i clienti interessati potranno essere esposti su un’area geografica ancora più allargata, sfruttando i rally dei paesi Bric.
State Street, in vendita undici miliardi di titoli ipotecari
Nell’ideale podio delle maggiori banche depositarie a livello internazionale, State Street Corporation occupa un importante terzo posto e già questo dato fa comprendere il suo rilievo: anche l’ultima operazione finanziaria posta in essere dalla compagnia di Boston ha assunto dimensioni notevoli, visto che si tratta della vendita di ben undici miliardi di dollari di titoli ipotecari ed altri assets. Questo tipo di movimentazione si verifica soprattutto quando le aziende si sono accordate con i regolatori per attenuare i regolamenti alla base del capitale. In effetti, tale cessione dovrebbe ridurre i profitti dagli attuali 350 milioni di dollari; l’annuncio non poteva non avere conseguenze e infatti le azioni della stessa State Street hanno perso 3,4 punti percentuali a Wall Street.
Amplifon perfeziona acquisto NHC Group Ltd
Via libera all’acquisto, da parte di Amplifon, del 100% del capitale sociale di NHC Group Ltd. A darne notizia in data odierna, venerdì 10 dicembre 2010, è stata proprio la società italiana quotata in Borsa nel rendere noto alla comunità finanziaria come i costi inerenti l’operazione siano stati coperti, per una quota pari a 70 milioni di euro, quali costi di transazione, attraverso un’operazione di aumento di capitale riservato, ed i 460 milioni di dollari australiani, pari al controvalore dell’operazione, attraverso un finanziamento bancario. Con l’acquisizione del Gruppo NHC, Amplifon ha così rilevato una società che è strategica per lo sviluppo del proprio business societario; questo perché NHC può vantare su circa 200 negozi in India, Nuova Zelanda e Australia per quel che riguarda la commercializzazione di soluzioni per l’udito; nei mercati in cui opera NHC l’area geografica non risulta ancora essere pienamente presidiata, ragion per cui sono ampi i margini e le potenzialità di crescita per il futuro.
Invesco: ecco le novità che riguarderanno gli Etf nel 2011
Il 2011 rappresenterà un anno denso di novità per quel che riguarda gli investimenti in Exchange Traded Fund, parola di Invesco PowerShares: il comparto specializzato in questi specifici prodotti della omonima compagnia americana ha infatti deciso di lanciare, a partire dal prossimo 5 gennaio, una serie di innovazioni piuttosto interessanti in relazione all’offerta di Etf nel continente europeo. Volendo essere più precisi, c’è da dire che la gamma potrà contare sulla cosiddetta replica sintetica, una metodologia che consente ai clienti di sfruttare gli strumenti per replicare appunto persino quegli indici che non sono contemplati dal metodo basato sul denaro cash (il “cash-based”). Questa opportunità verrà posta in essere mediante un procedimento piuttosto semplice; in effetti, la società di Atlanta convertirà due dei propri Etf dal metodo di replica fisica a quella di impostazione sintetica.
Le opzioni call di KKR scommettono su un rally delle azioni
Kkr Financial Holdings, società californiana dalla spiccata attitudine agli investimenti finanziari, è il nome che maggiormente sta caratterizzando la piazza azionaria statunitense; in effetti, le opzioni call della compagnia sono aumentate di volume in maniera esponenziale, tanto da triplicare addirittura la media settimanale. Si tratta, comunque, di un risultato piuttosto sorprendente, visto che è stato ottenuto proprio mentre i titoli azionari della stessa azienda americana erano in fase di declino. Più di ottomila call improntate all’acquisto dei prodotti in questione è passata di mano, 2,6 volte il numero di opzioni put improntate invece alla vendita: questo ampio scambio ha rappresentato di fatto una strategia volta a far acquisire 1.500 call relative al mese di aprile e a vendere lo stesso numero di put a un prezzo di dieci dollari.
Fondi e Sicav: investire con Deposito Accumulo Azionario
Si chiama “Deposito Accumulo Azionario“, ed è un prodotto di investimento proposto da Banca Sella per chi vuole investire, con il giusto mix, e comunque in linea con il proprio profilo di rischio, in strumenti finanziari di liquidità e contestualmente in quote di Fondi e/o Sicav. Deposito Accumulo Azionario è infatti un prodotto con la liquidità depositata in un libretto nominativo che offre un tasso lordo interessante, e contestualmente, al fine di ridurre e mediare il rischio, si può attivare un piano rateale di investimento in quote di due Fondi e/o i Sicav rientranti nella categoria degli Azionari Internazionali denominati in Euro, e degli Azionario Euro. E’ possibile scegliere, in base alle proprie esigenze di investimento, un piano di conferimento rateale in Fondi e/o Sicav della durata di 18, 24 oppure 36 mesi. La sottoscrizione di Deposito Accumulo Azionario, previa lettura delle note informative e dei prospetti, è quindi ideale per quell’investitore/risparmiatore che vuole investire in liquidità e nello stesso tempo vuole destinare una quota di capitale ad investimenti più dinamici attraverso una metodologia di conferimento come quella a rate che di norma riesce ad abbattere la volatilità.
Titoli di Stato: asta Bot 10 dicembre 2010
E’ stata disposta nella giornata di domani, venerdì 10 dicembre 2010, da parte del MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, un’asta di BOT, Buoni Ordinari del Tesoro, per un controvalore complessivo pari a 4 miliardi di euro. Trattasi, nello specifico, dei BOT 15.12.2011 con scadenza a 365 giorni, mentre il BOT trimestrale non sarà offerto in asta in quanto, così come recita una nota del Ministero, c’è assenza di esigenze di cassa. Il collocamento dei BOT avviene in concomitanza con la scadenza, in data 15 dicembre 2010, di Buoni Ordinari del Tesoro per complessivi 8.175 milioni di euro, dei quali 4.675 milioni di euro di BOT annuali, e 3.500 milioni di euro di Buoni Ordinari del Tesoro trimestrali. I risparmiatori, entro oggi, giovedì 9 dicembre 2010, potranno prenotare in asta i BOT 15.12.2011 attraverso gli intermediari per lotti pari a 1.000 euro nominali o multipli; la data di regolamento dei Buoni è quella di mercoledì prossimo, 15 dicembre 2010.
Brusca caduta dell’oro, gli investitori sono costretti a vendere
Il rally aureo è terminato ieri con una caduta fragorosa da parte del prezioso metallo: tale inversione di tendenza così evidente ha spinto gran parte degli investitori finanziari a vendere titoli, visto che il contemporaneo rafforzamento del dollaro ha drasticamente ridotto l’appeal del comparto in questione come asset alternativo. Anche l’argento si è comportato nello stesso modo. La perdita dell’oro è stata pari a un punto percentuale, declino che ha fatto assestare la bionda commodity fino a quota 1.388,45 dollari l’oncia, prima però di essere scambiato oltre i 1.391 dollari a Seul; i lingotti quotati in euro hanno conseguito importanti record, mentre l’argento ha dovuto subire un calo pari allo 0,7%. Hwang Il Doo, trader presso la Korea Exchange Bank Futures Co., ha fatto sapere di ritenere questo trend soltanto un andamento temporaneo che potrebbe protrarsi fino alla fine del 2010: l’oro, inoltre, dovrebbe continuare a essere il bene rifugio privilegiato dai risparmiatori.