Investire in Fondi comuni aperti a Piazza Affari

di Marco Preziosi Commenta

Ecco come acquistarli in Borsa.

Dal dicembre 2014 è possibile investire anche presso Piazza Affari in Fondi Comuni aperti.

Resta da comprendere quale è il vantaggio per i risparmiatori che acquistano un fondo comune in Borsa anziché presso un istituto di credito. Ci si chiede se saranno le nuove sottoscrizioni e i riscatti, oltre a come è composto il portafoglio, a determinare i prezzi.

La natura del fondo comune aperto non subirà modifiche. A contemplare il Nav (net asset value, ossia il valore del fondo, e proporzionalmente quello delle quote diffuse tra i clienti) rimarrà sempre lo stesso meccanismo. A fine giornata la Sgr prenderà nota dei prezzi di chiusura dei titoli contenuti nel portafoglio del fondo e calcolerà il valore complessivo del portafoglio moltiplicando i prezzi dei titoli per le loro quantità.

Il risultato appare poi suddiviso per il numero di quote in circolazione, e si ottiene la quotazione del fondo di quel giorno. E’ a quella quotazione che i fondi vengono comprati e venduti oggi, e lo saranno pure domani in Borsa. La novità è la creazione di un segmento specifico, incluso nell’Etf plus già operativo per gli Etf, a disposizione delle Sgr che vorranno quotare i loro fondi. Il nuovo mercato, a differenza che per gli Etf, per le azioni e per i bond, sarà in ogni caso incentrato su ordini degli investitori valorizzati solo per la quantità e non per il prezzo.

Questo è il parere degli esperti:

Si dirà «voglio comprare 1000 quote del fondo X», e il prezzo sarà quello del fondo X, calcolato a fine giornata ma comunicato il giorno successivo. Esattamente come succede se si ordinano allo sportello di banca 1000 quote del fondo X. Spiegano alla Borsa che «non esiste una struttura del book (libro) di ordini suddivisa in bid ed ask di prezzo (domanda e offerta a determinati prezzi) ma entrambi i lati del book saranno valorizzati solamente con le quantità». Quante Sgr quoteranno i loro fondi in Borsa? Lo si vedrà nei prossimi mesi, quando avranno valutato i costi dell’ammissione contro il beneficio della visibilità. Il vantaggio per i risparmiatori, come capita di solito quando diverse opzioni di distribuzione aumentano la concorrenza, potrebbe essere una limatura alle spese. Ma è presto per dirlo, anche perché la Borsa di Milano è la prima del circuito London Exchange a offrire questo servizio.

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