Investire in azioni alto dividendo

di robertor Commenta

 Investire in azioni ad alto dividendo può rappresentare una buona strategia di trading sul mercato azionario. Tuttavia, è altrettanto bene non cadere nella facile tentazione di acquistare i titoli sulla sola base del rapporto tra il dividendo concesso e la capitalizzazione di mercato della società: ecco alcuni aspetti da tenere in considerazione se volete veramente effettuare del trading sulle azioni a più alto dividendo presenti in Borsa italiana.

La prima cosa che occorre comprendere è che l’investimento in azioni ad alto dividendo contempla in sé tutti i rischi di un tradizionale investimento in azioni, con il beneficio che tale strumento è molto semplice da capire, ed ha un funzionamento che per certi versi (perdonateci la semplicità dell’esposizione, ma la sintesi lo richiede) è simile a quello delle obbligazioni (vedi anche come investire in obbligazioni), proponendo un rendimento principalmente rappresentato dal dividendo periodicamente erogato.

Come anticipato, non mancano tuttavia i rischi. Tra i principali:

  • La società potrebbe scegliere di modificare la propria politica di remunerazione degli azionisti. Considerando che il dividendo non è certo, ma dipende fondamentalmente dall’andamento gestionale della società, non è detto che quanto agito in passato possa essere proficuamente replicato in futuro.
  •  Il top management della società potrebbe adottare una strategia di brevissimo termine, trascurando investimenti di lungo, e preferendo invece investimenti short nella speranza di accumulare liquidità distribuibile. Un’azione che prima o poi potrebbe condurre la società in gravi condizioni finanziarie.

Stabilito quanto sopra, cerchiamo di capire quali siano le azioni ad alto dividendo da acquistare. Noi vi consigliamo di preferire:

  1. Aziende solide, con livelli di indebitamento contenuti rispetto alla media di settore
  2. Aziende che operano in settori stabili, che siano poco legati alla congiuntura economica nazionale, e che abbiano una buona diversificazione del fatturato
  3. Aziende che negli ultimi 5-7 anni abbiano garantito erogazioni di dividendi stabili o poco volatili

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