Investire in azioni: come gestire il rischio

di Fil Commenta

investire-in-azioniDa quando, parecchi anni fa, le contrattazioni sulle Borse mondiali avvengono in modalità telematica, il grado di correlazione e di influenza tra un mercato e l’altro è aumentato a dismisura; questo è il frutto sia della globalizzazione, sia del fatto che ogni avvenimento, positivo o negativo, che si registra in un’area del nostro pianeta, ha un’influenza diretta o indiretta sulle altre economie mondiali. Di conseguenza, l’investitore in azioni si assume non solo il rischio legato alle oscillazioni di prezzo di uno o più titoli, legate all’andamento ed ai conti dell’azienda o delle aziende detenute in portafoglio, ma deve fare i conti anche con le dinamiche legate alla correlazione tra i mercati. Prima di acquistare un’azione, ad un determinato prezzo, l’investitore accorto deve avere sia le idee chiare sui propri obiettivi di investimento, sia una conoscenza quanto più approfondita possibile della società su cui sta scommettendo.

L’uso di Internet, in tal senso, può rivelarsi di estrema utilità visto che è possibile acquisire, praticamente in tempo reale, sia notizie sul titolo, sia informazioni sulla società magari andando direttamente a visitare il corrispondente sito Internet. Quando si acquista un’azione occorre avere le idee chiare sull’orizzonte di investimento, a breve, medio e lungo periodo, e su quanto si è disposti a guadagnare o a perdere; ad esempio, acquistare un’azione in una fase di mercato calante può significare vedere il titolo scendere a rotta di collo e ritrovarsi nel giro di pochi giorni con perdite ampie, magari del 20 o del 30%, oppure chiaramente può accadere anche il contrario.

Per gestire questo tipo di rischio, è opportuno fissare dei livelli di uscita dal mercato, in questo caso dal titolo, fissando ancor prima di acquistarlo due livelli di prezzo: quello con uscita in guadagno, detto livello di “take profit“, e quello di uscita in perdita, quello di “stop loss“. Ad esempio, se su un titolo siamo disposti a perdere non più del 20%, ed a guadagnare altrettanto, l’investitore in azioni prudente, al fine di evitare guai peggiori, o magari nei casi più estremi, la perdita dell’intero capitale, venderà di conseguenza un titolo acquistato, ad esempio, a 10 euro, quando sarà arrivato a 12 euro, oppure lo venderà in caso di ribasso appena sarà eventualmente crollato a 8 euro, senza ripensamenti e senza pentimenti.

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