Conti correnti a consumo ed a pacchetto

di Fil Commenta

conti-correntiIn Italia i conti correnti si possono suddividere in due grandi categorie: conti correnti “a consumo”, e conti correnti “a pacchetto”; i primi di norma prevedono un costo fisso, detto “canone” molto basso, spesso pari a zero, mentre i conti correnti “a pacchetto”, a fronte di un canone più alto offrono, con la formula del “tutto incluso”, tutta una serie di servizi che di norma si possono utilizzare anche in maniera illimitata. Non esiste il conto corrente ideale per eccellenza, ma quello più adatto alle proprie esigenze che, di conseguenza, costa meno in funzione dei servizi che interessano e delle operazioni che si fanno più di frequente. Ad esempio, se il conto corrente serve solamente per depositare la liquidità, accreditare lo stipendio, ed effettuare periodicamente dei prelievi Bancomat, e nulla più, allora un conto corrente a consumo può essere la soluzione giusta.

Mentre se si ha bisogno di una carta di credito, e se il conto serve per le operazioni non solo personali, ma di tutta la famiglia, allora, nonostante un canone mensile più elevato, il conto corrente “a pacchetto” a conti fatti a fine anno poi costa di meno. Rispetto al passato, un conto corrente si può aprire sia recandosi in filiale, sia inoltrando la richiesta direttamente on line; in entrambi i casi è possibile acquisire informazioni sulle tipologie di conto corrente offerte dall’istituto di credito, ed aprire quello più adatto alle proprie esigenze e, soprattutto, quello più conveniente.

Ed al momento della firma del contratto per l’apertura del conto corrente, è sempre bene leggere attentamente il documento di sintesi che contiene tutte le condizioni economiche del rapporto che, chiaramente, non devono essere sfavorevoli rispetto a quelle pubblicizzate. E se poi per il cliente ci sono i presupposti per sporgere un reclamo, questo deve essere inoltrato alla banca a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure via posta elettronica, fermo restando che, entro 30 giorni, in caso di risposta insufficiente o nessuna risposta, il correntista ha il diritto, trascorsi i termini, di presentare un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

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