Hedge fund, il Parlamento Europeo approva regole innovative

di Redazione Commenta

I fondi speculativi, o hedge fund se si vuole utilizzare un termine anglosassone più comune, sono da oltre sessant’anni, cioè dal momento della loro creazione, uno degli strumenti finanziari più rischiosi in assoluto: non deve dunque stupire la continua ricerca di regolamenti sempre più sofisticati e mirati in questo specifico comparto, così come è successo con l’ultima direttiva che è stata appositamente approvata dal Parlamento Europeo, il frutto di un lavoro piuttosto lungo e complesso. In pratica, l’istituzione del Vecchio Continente ha deciso di porre in essere un giro di vite molto intenso sui controlli di tali fondi; sono almeno due anni, infatti, che gli hedge fund vengono dipinti come i principali responsabili della crisi economica globale, o quantomeno di aver incrementato l’effetto della stessa, ma in realtà la grave congiuntura negativa è stata provocata dalla carenza sostanziale di regole e controlli sulle attività.


Le novità della direttiva in questione sono diverse: anzitutto, nascerà un vero e proprio passaporto europeo, volto a tutelare e monitorare i fondi alternativi che avranno intenzione di operare nelle nazioni dell’Unione Europea. Inoltre, un’autorità di vigilanza fornirà il proprio assenso all’avvio di ogni attività, passaggio che sarà possibile solo a fronte di determinate garanzie. Tra l’altro, bisognerà attendere il 2011 per vedere realizzate queste regole innovative. Quindi, l’atteggiamento dell’Ue sembra piuttosto morbido: gli hedge fund vengono assolti delle loro colpe e viene richiesta a gran voce una diversificazione più ampia all’interno dei portafogli, al fine di generare performance positive in qualsiasi condizione di mercato.

Un’altra soluzione che è stata paventata da più parti è quella di svincolare tali prodotti dalle logiche di benchmark o dai relativi parametri: le innovazioni più importanti vengono intraviste, in particolare, nell’armonizzazione dei fondi (un chiaro riferimento è quello della direttiva Ucits), senza tralasciare comunque la flessibilità, sempre in grado di attirare un buon numero di investitori.

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