Euro debole? Investire in dollari potrebbe essere l’alternativa di qualità

Dollars-300x282L’ipotesi di un euro sempre più indebolito sta avanzando in maniera paurosa e incombe minacciosa su gran parte dei mercati del Vecchio Continente: sono soprattutto i recenti sviluppi del caso greco a far pensare in questo modo e c’è chi addirittura è pronto a fare i conti con la situazione precedente all’introduzione della moneta unica. La svalutazione in rapporto con il dollaro è di tutta evidenza e non può essere in alcun modo trascurata; pertanto, si può prospettare uno scenario abbastanza verosimile, vale a dire quello secondo cui gli investitori che avranno in tasca qualche dollaro potranno beneficiare di importanti performance nei prossimi mesi. Su quale area geografica si può puntare allora? Gli Stati Uniti sono l’indiziato principale, in particolare i comparti relativi all’azionario e ai corporate bond, in particolare quegli strumenti finanziari che sono emessi da società con merito di credito abbastanza basso.

 

Un esempio significativo viene offerto dalle emissioni superiori ai cinque anni, le quali possono garantire anche rendimenti oltre i quattro punti percentuali; il Telecom Italia Capital (scadenza 2019) quotato in dollari offre il 6%, mentre l’Enel Finance in moneta verde paga il 5,26%. Sono entrambi dei rendimenti di gran lunga superiori a quelli di analoga scadenza emessi in euro. Un altro importante vantaggio è poi quello del taglio minimo, visto che le obbligazioni statunitensi possono arrivare anche a 1.000 o 2.000 dollari. Le azioni più convenienti, secondo gli analisti, sono da ricercare in diversi settori.

 

Wal-Mart, noto colosso della vendita retail negli Stati Uniti, potrebbe vedere un buon apprezzamento delle proprie quotazioni, ma anche McGraw-Hill Companies rappresenta un titolo di sicura qualità, il cui valore dovrebbe essere riconosciuto per il business solido e l’incremento degli utili. Altre azioni molto gettonate dai cosiddetti money manager sono, infine, quelle di Apple, General Electric, Microsoft e Pfizer, senza tralasciare nomi forse poco conosciuti, come Intuit, compagnia informatica che garantisce un’esposizione al settore finanziario.

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