Il Governo Monti ha salvato l’Italia? Si, secondo Lagarde

Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale dichiara che non scommetterebbe contro l’Italia perchè, a detta del Wall Street Journal, le misure del Governo Monti potrebbero rappresentare la luce in fondo al tunnel Europeo. Riguadagnare la credibilità di un tempo per l’Italia non era difficile; nella condizione in cui si trovava quando è intervenuto il Governo tecnico di Mario Monti si era praticamente sul fondo e si poteva solo migliorare, ma a quanto pare l’operato è stato lodevole e l’Italia viene rilanciata in Europa come punto di riferimento. Le parole spese non risollevano una giornata difficile sulle Borse Europee, ma nel lungo periodo avere la fiducia dell’FMI cambierà le sorti del Paese che ora non è più visto come la “nuova Grecia”.

Lagarde precisa anche che nella situazione attuale è importante “isolare” i problemi e rafforzare quello che viene chiamato il “firewall” dell’Europa che servirebbe ad evitare di ripetere gli stessi errori che hanno portato l’Euro sull’orlo del precipizio.

Tensione sul mercato per swap Grecia

La crisi nella zona Euro sembra essere arrivata al dunque; gli occhi dell’intero mondo finanziario (e non) sono puntati tutti al Vecchio Continente, anche se a decidere le sorti della crisi saranno investitori dislocati in tutto il Globo. La crisi dell’Eurozona ormai fa’ riferimento unicamente ad un solo Paese; stiamo parlando della Grecia ovviamente, che risulta essere (secondo i canali di informazioni) l’anello debole dell’Unione Europea ma anche il fulcro del problema. Se infatti l’operazione di ristrutturazione del debito di Atene non andasse a buon fine allora a fallire non sarebbe solo la Grecia ma l’intera Unione Europea, che da mesi pensa solo a come “aiutare” la Grecia ad uscire dal tunnel.

Il finanziamento delle imprese con Db Pmi Oltre

I mercati sono risultati molto dinamici e impegnativi in questi ultimi tempi, ragione per la quale le piccole e medie realtà che sono attive nel campo dell’industria, dell’artigianato e del commercio sono sempre più alla ricerca di supporti importanti dal punto di vista finanziario: questi ultimi sono fondamentali proprio per andare a consolidare le posizioni delle aziende stesse, senza dimenticare il contributo che vi sarebbe per la competitività. Si può spiegare in questa maniera Db Pmi Oltre, il finanziamento di medio termine che Deutsche Bank ha ideato per venire incontro alle pmi del nostro paese, un valido alleato su cui si può fare affidamento.

Db ZeroBalance, il nuovo meccanismo per gestire la tesoreria

Deutsche Bank è ben nota per i suoi prodotti e strumenti spesso innovativi e all’avanguardia: non è un caso, quindi, che questi due elementi siano presenti anche in Db ZeroBalance, l’apposito servizio messo a disposizione dall’istituto di credito di Francoforte e che consente di ottimizzare al massimo la gestione della tesoreria. I vantaggi principali sono ben esemplificati dai minori costi finanziari e dalla migliore efficienza per quel che concerne i vari conti correnti aziendali. In pratica, i conti delle diverse filiali o divisioni aziendali sono opportunamente collegati a un solo conto corrente principale, in cui vanno poi a confluire di conseguenza tutte le altre operazioni più importanti.

Un’ondata di ipo per le compagnie attive nell’informatica

Il web e le offerte pubbliche iniziali (meglio note con l’acronimo anglosassone Ipo) sono sempre più unite: dopo gli esempi importanti di Groupon, Linkedin, Zynga e Facebook, altre aziende attive in campo informatico e tecnologico si stanno interessando a un debutto di questo tipo presso il mercato azionario. In realtà, l’obiettivo principale è sostanzialmente quello di risolvere problemi piuttosto importanti, come ad esempio una migliore sicurezza. Ad esempio, appena due mesi fa vi sono state due richieste in questo senso, vale a dire quelle di Infoblox, società attiva nel campo delle infrastrutture di rete, e di Splunk, compagnia americana che si occupa da diverso tempo di raccogliere e analizzare determinati prodotti. In questo caso, si sta parlando di una quotazione in borsa per un ammontare complessivo di 250 milioni di dollari, una cifra davvero importante.

Terza emissione obbligazionaria del 2012 per PepsiCo

PepsiCo, celebre multinazionale americana delle bevande e dell’alimentare, si è cimentata in una delle emissioni obbligazionarie dai costi più bassi in assoluto: si tratta, nello specifico, della quotazione di 2,75 miliardi di dollari che è avvenuta pochi giorni fa, la terza di questo 2012 per la precisione. Il colosso di Purchase ha selezionato per questa occasione due scadenze piuttosto diverse, vale a dire dieci e trenta anni, ma non è mancata nemmeno una tranche dall’arco temporale inferiore, vale a dire tre anni e con la scadenza fissata appunto nel 2015. Per quale motivo si è resa necessaria questa nuova offerta, la quale, come già anticipato, rappresentata la terza operazione di questo tipo in soli tre mesi?

La Nigeria continua ad emettere bond per il mercato locale

La Nigeria ha deciso di aumentare fino a oltre settecento milioni di dollari (111 miliardi di naira per la precisione) la propria offerta di obbligazioni, la seconda che va a riguardare l’anno attualmente in corso: il rendimento scelto per l’asta di questi specifici bond, inoltre, sono di gran lunga superiori a quelli delle emissioni precedenti, in particolare quelli che si riferiscono alla scadenza a sette anni. Il governo della nazione africana ha anche precisato come le due maturazioni siano previste per il 2019 e il 2022, senza dimenticare una cessione obbligazionaria di tipo non competitivo.

Merkel frena l’entusiasmo dopo LTRO

La Merkel non abbassa la guardia ed invita a mantenere alta l’attenzione; anche se l’iniezione di liquidità da 530 miliardi di euro nel sistema bancario dell’Eurozona è andata a buon fine ed ha fatto tirare un respiro di sollievo la Cancelliera Tedesca ricorda all’Eurozona che questo era l’ultimo intervento in programma dalla BCE ed ora anche se la fase di crisi sta rallentando bisogna consolidare i risultati raggiunti e non abbassare la guardia.

L’attenzione si sposta sulla costituzione del Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM) su cui si fa’ pressione per accelerare i tempi di realizzazione; l’idea attuale non è solo recuperare la stabilità persa ma anche evitare che in futuro si arrivi nuovamente a situazioni simili e sfuggano dal controllo.

L’intesa tra i rappresentanti di 25 Stati dell’Unione Europea si concretizza in un patto firmato oggi a Bruxelles che la Merkel non esita a definire “storico”:

Da State Street tre nuovi Etf per i dividendi più stabili

State Street ha ulteriormente arricchito la propria gamma di Exchange Traded Fund: la novità ha riguardato, come accade di consueto in questi casi, la piattaforma specifica che la compagnia ha predisposto per tali prodotti, vale a dire Spdr Etfs, con tre nuovi strumenti di questo tipo che andranno a beneficiare di una quotazione presso la Borsa di Francoforte. Volendo essere ancora più precisi, si può passare a menzionare le denominazioni di questi fondi, vale a dire S&P Euro Dividend Aristocrats, S&P Uk Dividend Aristocrats e Ftse Uk All Share. La replica fisica è la caratteristica comune ai titoli in questione, ora cerchiamo di capire quali altre peculiarità possono attirare gli investitori finanziari.

Dividendo L’Espresso in calo nel 2012

Contestualmente alla pubblicazione dei risultati di bilancio dello scorso anno, il Gruppo editoriale L’Espresso è diventato protagonista anche di un’altra operazione molto attesa dagli azionisti: in effetti, il consiglio di amministrazione della società proporrà all’assemblea dei soci del prossimo 23 aprile la distribuzione di un dividendo ben preciso per quel che concerne l’anno attualmente in corso. Volendo essere più precisi, esso ammonterà a 0,0629 euro per ogni singolo titolo azionario, una quota che si ottiene andando a considerare il valore lordo delle ritenute di legge. Tra l’altro, il monte dividendi che il gruppo in questione si può permettere sfiora i venticinque milioni di euro (24,98 milioni per la precisione).

Nuovi Etf di Lyxor per puntare sui titoli da tripla A

Bisognerà attendere il prossimo 2 marzo (mancano quindi appena due giorni) alla quotazione presso Borsa Italiana di tre interessanti Exchange Traded Fund: si tratta, nello specifico, degli strumenti finanziari messi a disposizione dalla società leader in questo segmento, Lyxor, la quale ha voluto proporre dei fondi che sono collegati ai titoli di Stato che vantano la tripla A all’interno dell’eurozona, ormai una vera e propria rarità di questi tempi. Tra l’altro, in questa maniera sarà possibile diversificare ancora di più le scadenze temporali, partendo da un minimo di un anno a un massimo di sette.

Dividendo Luxottica esercizio 2011

Luxottica, la principale azienda del nostro paese per quel che concerne la produzione e commercializzazione di occhiali, ha reso noti i dati finanziari che sono stati conseguiti lo scorso anno: tra gli elementi di maggior rilievo bisogna senza dubbio sottolineare il fatturato, con un vero e proprio record che ha consentito di superare i 6,2 miliardi di euro (7,3 punti percentuali in più se si considerano i cosiddetti cambi correnti), un margine operativo cresciuto di quasi il 10% (per la precisione, il totale parlava di 1,1 miliardi di euro) e un utile netto anch’esso in ottima crescita, con un +13,1% davvero incoraggiante e sorprendente. L’ultimo trimestre del 2011 ha inciso in maniera netta su questi traguardi, ma ora gli azionisti e gli investitori si pongono una domanda molto utile: quali dividendi potranno essere distribuiti in tal senso?

Il nuovo bond a cinque anni di Axis Bank

L’istituto di credito indiano Axis Bank Limited ha completato in maniera definitiva la vendita di una tranche da cinquecento milioni di dollari per quel che concerne dei titoli obbligazionari a cinque anni: in aggiunta, questa emissione beneficerà della denominazione in dollari americani, con uno spread di 4,4 punti percentuali al di sopra dei medesimi strumenti messi a disposizione dal Tesoro, secondo quanto rilevato da una fonte interna alle trattative a cui si sta facendo riferimento. Entrando maggiormente nel dettaglio finanziario, c’è da precisare che i bond in questione garantiranno un ritorno economico pari a 5,125 punti percentuali, una cedola senza dubbio interessante, con la data di maturazione precisa che è stata fissata al 5 settembre del 2017.

Reliance Industries raddoppia le emissioni di bond di febbraio

Reliance Industries, la maggior compagnia privata di tutta l’India che è nota in tutto il mondo per i suoi prodotti chimici e il petrolio, ha deciso di lanciare sul mercato dei bond a scadenza decennale (la data prevista è il mese di febbraio del 2022), per un importo complessivo di cinquecento milioni di dollari e un ritorno economico di 5,4 punti percentuali. Il mese di febbraio si rivela dunque piuttosto proficuo dal punto di vista degli investimenti finanziari per il colosso di Mumbai, visto che è recente l’emissione di un titolo obbligazionario denominato in dollari americani e di durata identica (dieci anni per la precisione), con l’ammontare totale che è stato fissato in un miliardo. Come mai tante cessioni di questo tipo?