Diversificare il portafoglio con i titoli dei Carbs

Cosa fare quando i titoli di stato italiani non convincono? Come si è avuto modo di appurare, lo spread tra i nostri bond e i corrispettivi tedeschi non accenna a ridimensionarsi, dunque chi teme i rischi collegati a questa situazione può sempre affidarsi a delle alternative molto valide: una di queste è senza dubbio quella che viene suggerita da Ricercaefinanza.it. Si tratta, nello specifico, del gruppo dei Carbs, un’altra sigla che si affianca idealmente a quella dei Brics. L’acronimo sta a indicare cinque paesi, vale a dire il Canada, l’Australia, la Russia, il Brasile e il Sudafrica; come è noto, gli ultimi tre fanno capo anche ai Brics, ma in questo caso si punta a diversificare il più possibile il portafoglio. Quali prospettive possono garantire i paesi appena menzionati?

Piazza Affari chiude a 15027 punti, spread fisso a 497

Buona giornata sui mercati azionari, o meglio non brutta; ci si attendeva un movimento ma i volumi scarsi ed il disinteresse degli ultimi giorni frenano le contrattazioni che a Piazza Affari risultano comunque positive. Il close giornaliero a 15027 del FTSE-Mib dopo il gap-up mattutino costringe a prendere in considerazione un Venerdì rosso per chiudere proprio la finestra di prezzo lasciata aperta ma in ogni caso l’attenzione sarà tutta sullo spread Btp-Bund che nel medio-lungo periodo farà la differenza anche sull’azionario.

Viste le tensioni degli ultimi mesi, la fase attuale anche se viene seguita passo per passo è una fase di stabilizzazione che si spera corrisponda all’ultimo top relativo prima di un ritracciamento consistente; per il momento comunque questo sembra il valore attorno a cui lo spread potrebbe continuare ad oscillare, corrispondente quindi a quello che il mercato ritiene attualmente la quota corretta che rispecchia la situazione Italiana in Europa.

Intel trascina il Wall Street al ribasso

L’alta tensione che si aveva a Piazza Affari si riversa direttamente su Wall Street, dove ad aggravare la situazione abbiamo il Nasdaq in difficoltà dopo le nuove su Intel; il colosso USA infatti ha dovuto rivedere al ribasso le stime per il quarto trimestre che da 14.7 miliardi di dollari sono state riviste ed abbassate a 13.7 miliardi mentre il margine lordo è sceso da 65% al 64.5%.

Dopo la diffusione della notizia la negatività sul Dow Jones sembrava accelerare per un ritorno diretto a 11800 punti entro fine giornata, ma in realtà l’indice ha retto tutto sommato bene il tornado sul Nasdaq, che a sua volta non registra una perdita superiore al Dow Jones stesso.

Acea distribuisce il dividendo per l’esercizio 2011

L’esercizio 2011 di Acea beneficerà di una distribuzione dei dividendi piuttosto interessante per gli azionisti della multiutility romana: nello specifico, infatti, è stato deciso di mettere a disposizione un acconto pari a diciannove centesimi di euro per ogni singolo titolo azionario. Il calcolo e gli importi sono invece differenti se si vanno a considerare i dati della cedola complessiva, visto che la differenza da versare a saldo sarà posta in essere nel corso del primo trimestre (gennaio-marzo) del prossimo anno. Secondo gli analisti di Deutsche Bank si può già ipotizzare l’ammontare in questione, il quale non sarà superiore ai trentaquattro centesimi di euro per azione.

Ford propone un dividendo trimestrale da cinque centesimi

Cinque centesimi di dollaro: è questo l’importo complessivo del dividendo trimestrale proposto dal consiglio di amministrazione di Ford Motor, il colosso automobilistico americano che aveva infatti preannunciato che i titoli azionari avrebbero beneficiato di questa quota. Come ha spiegato la stessa multinazionale di Dearborn, la cedola in questione potrà essere pagata il prossimo 1° marzo a tutti gli azionisti del gruppo. Per la precisione, comunque, questi ultimi devono aver effettuato la registrazione in qualità di titolari di azioni ordinarie, oltre che di classe B (hanno un trentesimo dei diritti di quelle di classe A) alla data del 31 gennaio 2012. La nota in questione contiene anche altri dettagli importanti.

Piazza Affari positiva e spread stabile

Giornata nel complesso positiva quella di oggi, con Piazza Affari che chiude le contrattazioni in netto rialzo ed il Dow Jones che sembra seguire la tendenza Europea. Il downgrade da parte delle Agenzie di Rating americane su 3 istituti di credito Francesi non ha spaventato i mercati che tengono grazie al buon riscontro avuto dal meeting di Bruxelles. Brilla a Milano il settore bancario che vede tra i migliori Intesa Sanpaolo seguita da Banca MPS ed Unicredit, mentre continuano le vendite su Fondiaria-Sai e Campari stenta a recuperare la positività che caratterizza il titolo ormai da tempo.

Occhi puntati come sempre sugli spread, che proprio in una giornata  come questa confondono gli investitori visto che l’andamento non rispecchia le aspettative; i mercati prendono fiato, ma lo spread Btp-Bund consolida il valore di 445 punti che conclude una giornata dove invece ci si attendeva un calo netto del differenziale, facendo tornare dubbi e perplessità agli investitori. In realtà, anche questa volta, è del tutto normale assistere ad un consolidamento dei livelli raggiunti, visto che il close verde dei mercati azionari non dice nulla sull’effettivo sviluppo di quello che oggi è stato deciso.

Nuovi bond Temasek in cambio di azioni della Li & Fung

Temasek Holdings sta lanciando sul mercato delle obbligazioni circa 467 milioni di dollari in bond che potranno essere scambiati con titoli azionari della Li & Fung Limited, compagnia finanziaria singaporegna di proprietà statale: il rating attuale del gruppo asiatico è pari a una importante tripla A, almeno secondo quanto stabilito da Standard & Poor’s di recente. In pratica, si tratta di obbligazioni di tipo zero-coupon e che giungeranno a maturazione nel 2013, quindi tra meno di due anni: lo scambio con le azioni citate in precedenza prevede invece un premio di quaranta punti percentuali rispetto al prezzo di chiusura che è stato registrato nel corso della giornata di ieri.

Stock Picking: STM delude. Scenderà anche in futuro?

L’andamento di STM è stato ripreso più volte ed indicato come pericoloso già da tempo, ed ancora una volta ci troviamo a ribadire quando detto fin’ora; la discesa iniziata in sintonia con l’indice di rifeirmento da oltre quota 9.5 Euro per azione ha spinto il prezzo di STM sotto a 4.5 euro andando ben oltre il 50% di perdita in meno di un anno di tempo. Anche se questo dovrebbe bastare ad intuire la pessima reputazione che STM si è fatta tra gli investitori, possiamo ancora diminuire lo zoom sul grafico per andare ancora più indietro nel tempo e vedere come nel 2007 il prezzo si aggirava a quota 14-15 euro mentre intorno agli anni 2000-2001 si parlava di oltre 70 euro per azione.

Oltre ad avere top assoluti che sembrano ormai irrecuperabili, il grafico mostra un andamento in costante discesa che ha disegnato nel tempo swing di minimo ribassisti; pur non potendo scendere oltre una certa soglia, la perdita di quota 4 euro segnerebbe definitivamente un adeguamento del prezzo intorno ai 2 euro, diventando uno dei peggiori casi di blue-chips insieme a Telecom e Tiscali.

Acea: dividendo “natalizio” per gli azionisti

La deliberazione più importante dell’ultimo consiglio di amministrazione di Acea ha riguardato il dividendo della spa romana: in effetti, l’acconto in questione è stato fissato a 0,28 euro per ogni singolo titolo azionario, con il pagamento che comincerà a diventare concreto il prossimo 22 dicembre, mentre lo stacco della cedola avrà luogo tre giorni prima. Visto anche il periodo attuale, si può parlare a ragione di un vero e proprio “regalo di Natale”. Un’altra decisione importante è stata quella della sostituzione di Aldo Chiarini, consigliere dimissionario per il cui ruolo è stato cooptato Giovanni Giani, amministratore non esecutivo e non indipendente.

Vola Piazza Affari ma lo spread non si muove

Avvio di ottava sopra ogni aspettativa sulle Piazze Europee con Wall Street che segue a ruota recuperando oltre 220 punti. A milano brillano le blue-chips dove gli acquisti fanno una distinzione netta che scartano titoli come Parmalat Diasorin Finmeccanica e Banca Popolare di Milano a favore di tutti gli altri con una nota di merito a Unicredit che recupera l’8.14% sovra-performando il settore che invece si conferma a 5.98% a fine seduta. Nota di merito anche per Fiat, terza sul podio dopo Exor con 7.16% di guadagno e Intesa SanPaolo che segue con 7.04%.

Bene anche Enel con 4.42% di performance positiva e Telecom Italia che a sorpresa si allinea all’indice recuperando terreno. I movimenti Europei arrivano in corrispondenza con il nuovo tracy+1 che a questo punto diventerà ribassista solo se nella prossima seduta vedremo un ritorno a 14250 punti che ora diventa il supporto psicologico insieme a 14000 punti che invece è valido in close daily come punto di reverse al ribasso.

Spread Btp-Bund sale con il crollo dell’azionario, ma non segna nuovi massimi

Avvio di ottava estremamente negativo a Piazza Affari, dove il gap-down iniziale porta immediatamente il panico sui book principali costringendo le blue-chips a seguire la via del ribasso.

Il colpo peggiore lo accusa sicuramente Banca Popolare dell’Emilia che cede il 6.65% seguita da Lottomatica (-6.26%) ed Exor (-6.03%) mentre l’intero settore bancario cede circa il 3%. In questo momento il Dow Jones conferma la negatività di inizio ottava con un crollo verticale al di sotto del minimo della scorsa ottava, avvicinandosi pericolosamente a 11500 punti.

Nuove tensioni e lo spread torna a far parlare di sè, ma il differenziale tra Btp e Bund sale relativamente poco però ed è proprio su questo che si interrogano gli investitori. Come mai in una giornata tanto negativa (l’indice Mib cede al momento oltre il 4% del suo valore) lo spread non è volato a fare nuovi massimi contestualmente con i nuovi minimi di breve visti sull’indice già in apertura?

Juventus FC: approvato il prospetto informativo dell’offerta in opzione

Per la Juventus Football Club spa è già tempo di chiudere il primo trimestre relativo all’esercizio 2011-2012: il club di Torino ha fatto registrare dei ricavi molto vicini ai 34 milioni di euro nel periodo in questione, un dato che risulta però essere in calo di ben trentuno punti percentuali rispetto a un anno prima (48,8 milioni per la precisione). Lo stesso discorso negativo vale anche per il risultato operativo, il quale ha fatto segnare un declino di ben il 40%. Che cosa ha provocato questi “rossi” di bilancio? La variazione negativa è stata pari a 7,6 milioni di euro ed è stata provocata principalmente dagli scarsi risultati sportivi dello scorso campionato: la squadra è infatti giunta settima in campionato, fuori da qualsiasi competizione europea e quindi con meno gare da disputare nel corso del periodo di riferimento.

Crisi Italia: il Mib recupera terreno

Brusca inversione a Piazza Affari e per una volta in meglio; anche se l’abitudine è quella di correre ai ripari quando le giornate aprono in gap-down come oggi, una volta tanto siamo felici di essere smentiti dal Mercato che sconta le buone sulle vendite al dettaglio ed in una sola ora recupera circa 500 punti sul Mib invertendo la situazione negativa di buona parte delle blue-chips.

Il movimento rialzista veloce non sembra però destinato a durare, almeno non senza il supporto di Wall Street che continua a mostrare debolezza dopo l’open di Venerdì scorso decisamente sopra le righe; l’indice USA è infatti in difficoltà e la paura della recessione frena tutte le buone notizie costringendo a riflessioni di lungo periodo sul futuro del mondo finanziario. I problemi dell’Eurozona, tra cui la differenza sostanziale presente tra i diversi stati membri dell’UE, frenano i mercati con l’Italia che resta la sorvegliata speciale.

Tenaris: buona trimestrale e acconto sul dividendo

Il terzo trimestre del 2011 di Tenaris è stato a dir poco sbalorditivo: la compagnia lussemburghese, celebre per la sua fornitura di tubi e per la produzione di gas e petrolio, ha fatto registrare un incremento davvero importante a Piazza Affari, vale a dire 8,65 punti percentuali, la conseguenza più immediata della pubblicazione dei dati in questione. In effetti, l’utile netto e i ricavi hanno mostrato un deciso recupero rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con rialzi, rispettivamente, del 20% e del 4%. Tra l’altro, analisti ed economisti non erano stati così ottimisti alla vigilia di queste stime, preventivando un utile netto pari a 347 milioni di dollari (i dati parlano invece di 365,5 milioni).