Cashback di Stato: rischia di saltare?

di Valentina Cervelli Commenta

E’ nato da poco e già rischia di saltare: il cashback di Stato potrebbe trovarsi a incontrare un destino davvero funesto, se le voci di corridoio che iniziano a girare si rivelassero vere: a quanto pare il premier Mario Draghi avrebbe alcune perplessità in merito a questo sistema di rimborso.

Cashback a rischio prematuramente

Ricordiamo che il cashback di Stato assicurerebbe il ritorno al consumatore del 10% degli acquisti effettuati con le carte di credito registrate sull’applicazione legata a questa iniziativa. Indiscrezioni presentate da Italia Oggi vorrebbero che il Ministero dell’Economia e Palazzo Chigi siano impegnati in un piano di ridimensionamento drastico di questa misura tanto apprezzata dai consumatori,  ma al contempo attaccata da persone non corrette che sono state in grado di perpetrare illeciti. Da quel che si è appreso potrebbe avvenire un taglio del budget, previsto per il 2022 e quindi un forte ridimensionamento.

All’interno del decreto attuativo della misura era stato indicato un budget per il biennio 2021-2022, di oltre 4 miliardi e più nello specifico si parlava 1.750 milioni di euro per il 2021 e di 3 miliardi circa per l’anno 2022. Va ripetuto, si parla al momento solo di indiscrezioni, ma da quel che è stato possibile ricostruire ciò che sarebbe sotto l’obiettivo della scure governativa è in particolare  il super premio di 3 mila euro pensato per i maggiori utilizzatori.

Truffe sulle transazioni al vaglio

Proprio analizzando la situazione si sarebbe scoperto che alcuni di loro avrebbero illecitamente registrato decine di micro pagamenti effettuati per acquistare lo stesso bene: una mezzo illecito per raggiungere il bonus e ricevere un maggiore cashback. Un problema che era stato già evidenziato dai gestori dei distributori di benzina che si erano resi conto di come alcune persone erano riuscite a far registrare fino a 60 transazioni con carta di credito per un solo pieno.

Ad essere presa in considerazione dal Governo vi è anche la conclusione anticipata del programma, fermando il cashback  il prossimo dicembre 2021, risparmiando i 3 miliardi previsti per il 2022. Solo la scorsa settimana si è concluso il pagamento di tutti i rimborsi di coloro che avevano effettuato il cashback di Natale da parte di Consap: in questo caso il rimborso era previsto a fronte di un minimo di 10 transazioni eseguite nel mese di dicembre mentre la prossima tranche di rimborsi è in arrivo a luglio, sulla base di almeno 50 operazioni effettuate nel primo semestre del 2021, e per un massimo rimborsabile di 150 euro.

Se proseguire con iniziativa del cashback dovesse mettere in pericolo le casse dello Stato, di sicuro l’esecutivo non si farà problemi a trovare una soluzione, anche drastica.

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