Italia tra i Paesi più sicuri per le carte di credito

di Marco Preziosi Commenta

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze avverte: la percentuale delle frodi nei pagamenti con carte di credito è irrisoria: 0,19%.

Non sempre gli italiani hanno fiducia nei confronti dei pagamenti elettronici. Il loro rapporto con le carte di credito, ad esempio, è abbastanza complicato come suggeriscono le statistiche. Basti pensare che gran parte delle operazioni di pagamento vengono fatte ancora oggi in contanti. Il denaro elettronico, dunque, non è sempre protagonista delle transazioni. La poca fiducia degli italiani nei confronti delle carte non è aumentata neanche con l’introduzione del Pos. Quest’ultimo, per chi non lo conoscesse, è uno strumento elettronico obbligatorio per i pagamenti che superano i trenta euro.

Ma di cosa hanno paura gli italiani? Si potrebbe obiettare che il timore di frodi sia dietro l’angolo. Ma si tratta, sempre in base alle statistiche, di un timore che va ridotto al minimo. Già, perché in caso di furto di carta di credito, è difficile che chi ha ‘rubato’ possa provarne la titolarità.

I pagamenti elettronici sono dunque sicuri. Lo conferma il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che fa sapere che il tasso relativo alle frodi nei pagamenti con carte di credito nel nostro Paese durante lo scorso anno è stato dello 0,19%. Una percentuale irrisoria, anche se in aumento in confronto allo 0,17% del 2012.

Tuttavia, per una volta, l’Italia può vantare un primato rispetto a illustri Paesi come Francia e Gran Bretagna che hanno fatto registrare una percentuale più alta di frodi. Inoltre, il valore delle transazioni non effettuate (e dunque non riconosciute) dall’intestatario della carta di credito sarebbe addirittura in diminuzione del 14% in rapporto allo stesso periodo dei dodici mesi precedenti. Nel contempo cresce il dato inerente alle frodi su internet.

Tuttavia, malgrado il pessimo rapporto, sono sempre di più gli italiani che si muniscono di carte di credito e bancomat. Nel 2013 è stato messo in archivio un +14% di possessori rispetto al 2012.

 

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