Carige, arriva il decreto salva banca?

di Valentina Cervelli Commenta

E’ arrivato il decreto salva banca per Carige? Forse la scelta delle parole non sarà perfettamente adeguata ma come definire un decreto legge che dà il via libera, in caso di bisogno ad un aumento di capitale finanziato da denaro pubblico?

Quel che è noto è che  il caso Carige è stato discusso ieri sera al Consiglio dei Ministri ed il decreto legge “Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio”  è stato firmato. E la nota che lo riguarda è davvero cristallina nello spiegare come ancora una volta è lo Stato ad intervenire:

Il governo, nel Consiglio dei ministri, ha approvato un decreto legge che interviene a offrire le più ampie garanzie di tutela dei diritti e degli interessi dei risparmiatori della Banca Carige in modo da consentire all’amministrazione straordinaria di recente insediata di perseguire in piena sicurezza il processo di consolidamento patrimoniale e di rilancio delle attività dell’impresa bancaria. In considerazione degli esiti del recente esercizio di stress cui la banca è stata sottoposta viene prevista la possibilità per Carige di accedere, attraverso una richiesta specifica, a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale, volta a preservare il rispetto di tutti gli indici di patrimonializzazione anche in scenari ipotetici di particolare severità e altamente improbabili (cosiddetti scenari avversi dello stress test).

Questo dovrebbe zittire essenzialmente qualsiasi voce si lamenti del salvataggio di MPS da parte del precedente Governo dato che in questo caso la possibilità di intervento è ancora più diretta. Certo, si sostiene che per quanto possibile l’aumento di capitale sostenuto dallo Stato sarà poco probabile ma vista la situazione… quanto crederci?

Nel frattempo ieri i tre commissari Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener hanno incontrato il ministro dell’Economia Giovanni Tria ed il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera, attuale presidente della Sga che come ben si sa è la società controllata al 100% dal ministero candidata a farsi carico di 2,8 miliardi di crediti deteriorati della banca.

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