Azioni Wall Street: 2000-2009, un decennio da dimenticare

di Fil Commenta

 I dieci anni dal 2000 al 2009 non passeranno di certo alla storia per la piazza azionaria di Wall Street; sono stati infatti dieci anni di grandi eventi negativi e di grandi tragedie, dall’attacco alle Torri Gemelle al caso Enron e passando, in ultimo, per il crac di Lehman Brothers e la tempesta finanziaria abbattutasi a seguito del crollo del castello di carta dei mutui subprime. In tale contesto, tra pesanti cadute, e risalite più o meno repentine, chi è entrato sui massimi relativi ha in molti casi perso quasi tutto, mentre chi è riuscito ad entrare sui minimi di periodo ha fatto buoni affari. Ma c’è anche chi dall’investimento in azioni, con un’ottica di medio e lungo periodo, dalla Borsa di New York non avuto grandi soddisfazioni; al riguardo, infatti, nei giorni scorsi il capo economista della Ibbotson Associates ha messo in evidenza come il ritorno finanziario di questi ultimi dieci anni, per chi ha puntato sulle azioni americane, sia stato in media negativo dello 0,5%.

Trattasi chiaramente di un pessimo rendimento, visto che al netto dell’inflazione la perdita in conto capitale è molto ampia, e non ripaga gli investitori che sull’azionario adottano un approccio lungimirante; il dato, inoltre, è ancor più negativo se confrontato coi dieci anni della Grande Depressione, quella del 1929 per intenderci, quando nell’arco di dieci anni, sempre in accordo con quanto messo in evidenza dal responsabile della Ibbotson Associates, il rendimento negativo è stato pari allo 0,2%.

E allora, col senno di poi, l’investimento in azioni americane in questi ultimi dieci anni, supponendo d’aver acquistato all’inizio del 2000, ed aver mantenuto gli asset fino ad oggi, è stato fallimentare, mentre quello in obbligazioni è stato di sicuro più redditizio con un ritorno medio compreso tra il 5,6% e l’8%. Ma ci sono anche altre forme di investimento che hanno reso decisamente di più: è il caso dell’oro, sempre più prezioso e sempre più caro sul mercato dal 2000 ad oggi nonostante da tantissimo tempo gli esperti avessero lanciato più di una volta l’allarme sul rischio di una bolla sul metallo giallo che non è scoppiata e che non sembra ancora voler scoppiare.

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