Rincari dal 1° gennaio 2026, ecco quali

Nuovi rincari a partire dal 1 gennaio 2026 colpiranno i portafogli degli italiani. E non sono moltissimi i settori che si salvano da questo attacco.

Ecco i nuovi rincari del 2026

Non si tratta di singoli piccoli ritocchi, ma di misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e da altri provvedimenti che, combinati, comportano una maggiore spesa per famiglie e imprese.

Il primo settore che ha subito un impatto diretto è quello dei carburanti. Per effetto dell’allineamento delle accise sulla benzina e sul gasolio, previsto dalla legge di bilancio, il gasolio è diventato più caro. Le accise su questo carburante sono state aumentate di 4,05 centesimi di euro al litro, con un impatto di circa 2,5 centesimi anche sul prezzo alla pompa includendo l’IVA. Per un pieno da 50 litri di gasolio si stima un costo extra di circa 2,47 euro rispetto alla fine del 2025: un aggravio che, se si fanno due pieni al mese, si traduce in quasi 60 euro all’anno per automobile. Questo aumento colpisce direttamente chi guida auto diesel e indirettamente chi dipende da trasporti su gomma.

Sui prodotti del tabacco i rincari sono altrettanto concreti. Le nuove accise previste per il 2026 portano a un aumento del prezzo dei pacchetti di sigarette di circa 15 centesimi ciascuno in media. Mentre il tabacco trinciato può arrivare ad aumentare fino a 50 centesimi sul prezzo medio del pacchetto. Anche le sigarette elettroniche e i liquidi con o senza nicotina vedono incrementi tariffari. E i primi aumenti sono nell’ordine di pochi centesimi sui singoli prodotti, più un incremento percentuale per i liquidi per le sigarette elettroniche.

Anche i servizi costeranno di più

Non solo carburante e tabacco. Anche servizi e tariffe entrano nel novero dei rincari. I pedaggi autostradali sono stati adeguati all’inflazione con un aumento medio dell’1,5%, rendendo più costosi gli spostamenti su molte tratte italiane. Insieme a questi, sale anche la tassa di soggiorno applicabile dai comuni fino a 2 euro a notte per chi alloggia nelle strutture ricettive, una novità che può incidere sui costi delle vacanze in città d’arte e località turistiche.

Altri aumenti meno visibili ma non meno reali riguardano il mondo delle assicurazioni auto. L’aliquota fiscale sulle polizze accessorie, come quelle contro infortuni del conducente o per assistenza stradale, è passata al 12,5%, con conseguente maggiore costo per chi rinnova o stipula nuove coperture.

Queste misure, nel loro complesso, secondo associazioni di consumatori comporteranno una stangata complessiva stimata in circa 900 milioni di euro sulle tasche degli italiani nel corso del 2026. Non si tratta solo di numeri, ma di cambiamenti concreti che spingono a ripensare la gestione delle spese quotidiane.

Lascia un commento