Titoli di Stato: nuovi BTP in asta il 13 Ottobre

di Francesco 4

Arriva anche la seconda comunicazione attesa per la giornata di oggi; nuova emissione di Buoni del Tesoro Poliennali e per la precisione si tratta di quattro diversi prestiti che verranno messi in asta il 13 Ottobre 2011 con regolamento al 17 Ottobre prossimo.

Primo della lista l’ISIN IT0004761950 con decorrenza 15 settembre 2011 e scadenza 15 Settembre 2015 e tasso di interesse annuo lordo al 4.75%. Nel comunicato stampa ufficiale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze specifica poi le caratteristiche degli altri tre prestiti non più in corso di emissione; il primo con decorrenza il 1° febbraio 2008 e scadenza 1° agosto 2018 con tasso di interesse annuo lordo al 4.50% ha ISIN IT0004361041, il secondo con ISIN IT0004695075 con decorrenza il primo marzo 2011 e scadenza 1° settembre 2021 a tasso di interesse 4.75% ed il terzo con decorrenza 1° marzo 2009, scadenza 1° marzo 2025 e tasso di interesse al 5%, identificabile univocamente con l’ISIN IT0004513641.

Le caratteristiche dell’asta sono le medesime in vigore anche per le precedenti aste dei Buoni del Tesoro Poliennali, come l’importo minimo di sottoscrizione pari a mille euro.

Ancora più dell’asta di Bot comunicata nella precedente nota, questa emissione misurerà la posizione dei titoli di Stato italiani rispetto al mercato Europeo; l’area è sotto l’attacco delle agenzie di rating (a cui a dire il vero sembrano in pochi a scampare) e la tensione resta alta anche se il rischio percepito attualmente sembra essere ben superiore a quello reale. Si sta infatti basando le proprie analisi e aspettative sul futuro in base unicamente ai rating ricevuti praticamente, quando invece un processo più “sano” vorrebbe che succedesse il contrario, cioè che le aspettative reali condizionassero i voti delle agenzie così da rispecchiare la realtà.

La negatività è comunque evidente e lo spread dei Btp con il Bund è sono la dimostrazione più evidente della tensione superficiale che tiene stretto il nostro Paese; questo è il vero metro di misura visto che confronta direttamente i titoli italiani con il Bund che è considerato storicamente l’obbligazione più stabile dell’Europa e tra le migliori al mondo.

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