Ferretti Group e l’addio di Piero Ferrari

Ferretti Group sta vivendo uno dei più delicati momenti degli ultimi anni. Scopriamo insieme cosa sta accadendo a una delle più grandi realtà della nautica italiana e internazionale.

Ferretti Group e l’addio inaspettato

Da una parte il gruppo continua a registrare risultati economici positivi e a rafforzare la propria presenza nel mercato mondiale della nautica di lusso, mentre dall’altra sta affrontando importanti cambiamenti nella governance e negli assetti azionari. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto l’uscita anticipata di Piero Ferrari, storico azionista del gruppo, avvenuta nel contesto dell’offerta pubblica di acquisto lanciata da KKCG Maritime.

Negli ultimi anni Ferretti Group è riuscita a consolidare la propria posizione tra i principali produttori mondiali di yacht di lusso. Il gruppo controlla marchi molto noti come Riva, Pershing, Wally e Custom Line, simboli dell’eccellenza italiana nel settore nautico.

I risultati finanziari del 2025 hanno mostrato una crescita dei ricavi e della redditività, con oltre 1,2 miliardi di euro di fatturato e margini in miglioramento rispetto all’anno precedente. Anche il portafoglio ordini si è mantenuto elevato, confermando la solidità del marchio nonostante un mercato internazionale più selettivo.

Parallelamente ai risultati industriali, però, negli ultimi mesi è aumentata l’attenzione sulla struttura societaria del gruppo. Tutto è iniziato con l’offerta pubblica di acquisto promossa da KKCG Maritime, società collegata all’imprenditore ceco Karel Komárek. L’operazione ha aperto una fase molto complessa per la governance di Ferretti, creando divisioni anche all’interno del consiglio di amministrazione.

Alcuni membri del board hanno giudicato il prezzo dell’offerta non adeguato rispetto al valore reale dell’azienda, mentre altri soci hanno mostrato maggiore disponibilità verso la proposta.

Un figura utile e simbolica

In questo scenario è arrivata la decisione di Piero Ferrari di cedere la propria partecipazione, pari a circa il 4,6% del capitale. La scelta ha sorpreso molti osservatori perché Ferrari era considerato una figura simbolica all’interno del gruppo. Figlio di Enzo Ferrari e vicepresidente della storica casa automobilistica di Maranello, negli anni aveva investito anche nella nautica di lusso, sostenendo la crescita di Ferretti Group e contribuendo al prestigio internazionale del marchio.

L’addio è stato definito “anticipato” perché molti analisti ritenevano che Ferrari sarebbe rimasto ancora a lungo nella società, soprattutto considerando la fase positiva dal punto di vista economico. Tuttavia, il clima di incertezza legato all’Opa e ai futuri equilibri societari sembra aver accelerato la sua decisione di uscire dal capitale del gruppo. Secondo diversi osservatori, la scelta potrebbe essere legata anche alla volontà di evitare tensioni nella futura governance dell’azienda.

Nonostante queste dinamiche, Ferretti Group continua a presentarsi come una realtà industriale molto solida. L’amministratore delegato Alberto Galassi ha più volte ribadito la strategia del gruppo, basata sulla crescita profittevole, sull’innovazione tecnologica e sul rafforzamento dei marchi storici della nautica italiana. Cosa succederà però ora?

Terminata l’Opa di Campari su Lascelles

Campari ha avviato l’Opa sulle azioni Lascelles all’inizio del mese di novembre: ora si è giunti alla fase conclusiva di tale operazione e, dopo una proroga del termine di qualche giorno, è stato annunciata proprio oggi la chiusura con successo dell’offerta pubblica di acquisto che la celebre spa milanese attiva nel settore delle bevande ha messo a punto per acquisire in contanti tutti i titoli azionari emessi dal gruppo giamaicano del rum (la Lascelles deMercado & Company Limited per la precisione). In pratica, bisogna fare riferimento sia alle azioni ordinarie che a quelle privilegiate della compagnia caraibica.

Opa Marcolin

Secondo quanto rivela la Reuters, il fondo di private equity PAI ha concluso un accordo per rilevare il 78,39 per cento del capitale di Marcolin a 4,25 euro per azione. Successivamente, il fondo è intenzionato a lanciare un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sempre a 4,25 euro, per un prezzo inferiore alla chiusura di venerdì (a 4,78 euro). Vediamo dunque cosa è accaduto – e cosa accadrà – ai titoli Marcolin e ai possessori delle quote di partecipazione nella società.

OPA Snai: Global Games, Documento di Offerta depositato

Nell’ambito dell’Offerta Pubblica di Acquisto sulle azioni ordinarie Snai, la società che l’ha promossa, la Global Games S.p.A., ha depositato presso la Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, il documento di offerta. Questo è quanto si legge in una nota emessa in data odierna, lunedì 18 aprile 2011, nella quale si ricorda come l’OPA riguardi numero 57.618.082 azioni ordinarie della società Snai S.p.A. quotata in Borsa a Piazza Affari sull’MTA, il Mercato Telematico Azionario che è sia organizzato, sia gestito da Borsa Italiana S.p.A.. Le azioni oggetto dell’OPA risultano essere rappresentative del 49,32% dell’attuale capitale sociale. Ricordiamo al riguardo come la Global Games S.r.l., una società che risulta essere controllata, in via paritetica, da due aziende che fanno capo alla Palladio Finanziaria S.p.A., ed alla Investindustrial IV L.P., abbia sottoscritto nel gennaio scorso un accordo per l’acquisizione del 50,68% del capitale sociale di Snai.

Snai: Global Games, contratto acquisizione partecipazione di controllo

La società Global Games S.r.l., controllata in via paritetica da due società facenti capo ad Investindustrial IV L.P., ed a Palladio Finanziaria S.p.A., ha sottoscritto con SNAI Servizi S.p.A. un accordo finalizzato all’acquisizione del 50,68% del capitale sociale di SNAI S.p.A. Il contratto prevede per ogni azione Snai un prezzo pari a 2,3646 euro oltre ad una eventuale integrazione di prezzo. Al verificarsi di tutte le condizioni sospensive, Global Games S.r.l., controllata rispettivamente al 50% da Global Entertainment S.A. e da Venice European Investment Capital S.p.A., promuoverà un’OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) sulle azioni Snai ad un prezzo per azione pari a 2,3646 euro, in parte per cassa ed in parte attraverso l’adesione all’Offerta del diritto all’integrazione di prezzo attribuito a SNAI Servizi.

Granitifiandre: Cda valuta OPA positivamente

Sotto la presidenza di Graziano Verdi, nella giornata di ieri, lunedì 10 gennaio 2011, si è riunito il Consiglio di Amministrazione di Granitifiandre che ha espresso una valutazione positiva all’OPA promossa, sulla totalità delle azioni ordinarie della società quotata in Borsa a Piazza Affari, da parte della società Finanziaria Ceramica Castellarano S.p.A.. In particolare, il Consiglio di Amministrazione di Granitifiandre ha espresso una valutazione positiva sull’Offerta Pubblica di Acquisto volontaria promossa da Finanziaria Ceramica Castellarano S.p.A. tendendo conto anche del fatto che Banca Akros, in qualità di advisor finanziario, ha valutato il corrispettivo congruo per gli azionisti della società. Nei termini e nelle modalità previste dalla Legge, la società metterà a disposizione la documentazione compreso anche, all’esito dell’istruttoria da parte della Consob, il Documento di Offerta.

Mediterranea delle Acque: ricavi in aumento nel primo semestre

Si è chiuso con tutti i principali indicatori economici in crescita il primo semestre 2010 della società Gruppo Mediterranea delle Acque. Il Consiglio di Amministrazione, infatti, ha approvato i risultati al 30 giugno del 2010, caratterizzati in particolare da una crescita del giro d’affari e dei proventi consolidati del 2,6% a 70 milioni di euro rispetto ai 68,3 milioni di euro registrati alla data del 30 giugno del 2009. Forte crescita nel periodo per il risultato netto, balzato del 59,5% a 6,5 milioni di euro rispetto ai 4,1 milioni di euro conseguiti nello stesso semestre dello scorso anno; luce verde anche per l’Ebit, che sale del 20,4% a 10,6 milioni di euro, e per l’Ebitda, che balza nei sei mesi del 14,2% a 21,8 milioni di euro rispetto ai 19,1 milioni di euro conseguiti nel periodo gennaio – giugno 2009.

Sorin: possibile Opa Consorzio investitori

sorin-opaTira aria di Opa in casa Sorin Group. In data odierna, 22 marzo 2010, la società leader nel trattamento delle patologie cardiovascolari ha infatti reso noto alla comunità finanziaria d’aver ricevuto una proposta finalizzata all’avvio di una trattativa riservata da parte di un Consorzio di investitori costituito da Alpha Private Equity Funds,  Intesa SanPaolo S.p.A., Ares Life Sciences AG ed Essex Woodlands Health Ventures UK Ltd. Le attività di due diligence da avviare, in particolare, sono finalizzate ad una valutazione, da parte del Consorzio di investitori, per promuovere un’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) sulla base di una valutazione preliminare compresa tra 1,40 euro e 1,55 euro per azione. La forchetta di prezzo preliminare individuata è in linea con le odierne quotazioni di Borsa; le azioni Sorin, infatti, al giro di boa di seduta hanno fatto registrare nel pomeriggio un prezzo massimo di 1,53 euro per azione.