Petrolio, nuovo crollo dei prezzi in arrivo?

di Marco Preziosi Commenta

Il meeting tra i produttori del cartello non è andato come si sperava durante la settimana scorsa, in quanto aldilà dell’ottimismo di facciata non si è riusciti nuovamente a concordare alcun congelamento della produzione.

Dopo il ‘nulla di fatto’ al termine del vertice tra i Paesi OPEC, il prezzo del petrolio si aggira intorno a quota 50 dollari al barile, con il Brent a 50,69 dollari. Nel contempo il Wti americano si attesta a 49,74 dollari.

Prezzi sempre bassi, dunque, per questa commodity che sembra aver fatto il suo tempo. Il meeting tra i produttori del cartello non è andato come si sperava durante la settimana scorsa, in quanto aldilà dell’ottimismo di facciata non si è riusciti nuovamente a concordare alcun congelamento della produzione. Ma allora perché i prezzi continuano a restare relativamente elevati? Ce lo spiegano gli esperti:

La prima risposta ha a che vedere con le attese positive sulla domanda. Con l’avvicinarsi dell’estate sta arrivando la cosiddetta “driving season”, quella in cui milioni di famiglie si spostano per andare in vacanza, incrementando i consumi di carburante. Il fenomeno riguarda, in particolare, l’America, ma anche l’Europa e in questo periodo persino i paesi arabi, per via del Ramadan, il mese sacro per i mussulmani, al termine del quale ci si reca in pellegrinaggio a La Mecca, in Arabia Saudita.

Se i consumi sono buoni, l’offerta continua a rimanere al di sotto del potenziale dei mesi scorsi, specie per i diversi atti di sabotaggio realizzati dai guerriglieri nigeriani, che stanno fermando di fatto buona parte delle estrazioni dai pozzi del paese africano.

Un altro elemento che rafforza le quotazioni del greggio è la prospettiva di un rinvio (l’ennesimo) del rialzo dei tassi USA. Sembrava fatta per giugno, ma tra dati sul lavoro americano meno brillanti delle attese e il rischio di un esito contrario alla permanenza nella UE al referendum sulla Brexit nel Regno Unito, il mercato è tornato a credere che la nuova stretta non sia così vicina. Lo chiarisce esplicitamente lo stesso banchiere centrale di Atlanta, Dennis Lockhart, che giustifica la “pazienza” della Fed, adducendo tali ragioni. Ciò, dunque, potrebbe causare un nuovo crollo dei prezzi.

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