A partire da oggi, mercoledì 1 settembre 2010, entrano in vigore nuovi tassi per quel che riguarda i libretti di risparmio postale. A darne notizia è la Cassa Depositi e Prestiti nel precisare che da oggi il rendimento lordo annuo, sui libretti di risparmio postale nominativi ordinari appartenenti alla classe di rendimento “giallo”, è pari allo 0,50%, mentre il tasso annuo lordo sulla classe di rendimento “oro” è il doppio e pari all’1%. Leggermente più elevato è invece il rendimento lordo annuo per i libretti di risparmio postale nominativi speciali che sono intestati ai minori; l’interesse annuo lordo pagato è infatti in questo caso pari all’1,15%. Rendimenti magri, invece, per i libretti di risparmio postale al portatore il cui rendimento annuo lordo da oggi è pari ad appena lo 0,35%, mentre per i depositi giudiziari il tasso annuo lordo in vigore dall’1 settembre 2010 è pari allo 0,85%.
Fintel Energia Group compra progetto eolico in Serbia
A fronte di una potenza complessiva pari a ben 138 Mw, il Gruppo Fintel Energia ha annunciato l’acquisizione di un progetto eolico in Serbia, nei pressi di Djerdap dove si trova una centrale idroelettrica; l’operazione, nello specifico, è avvenuta con Cleps, un gruppo svedese, per mezzo di MK-Fintel Wind, controllata serba di Fintel Energia Group. Il contratto sottoscritto riguarda un progetto che si trova nella fase iniziale di sviluppo in attesa delle necessarie autorizzazioni; il progetto, che è stato denominato “RAM”, prevede l’installazione nei comuni di Veliko Gradiste e di Pozarevac di ben 46 macchine eoliche aventi ciascuna una potenza pari a 3 Mw; dalle stime e dalle rilevazioni effettuate negli ultimi anni per mezzo di anemometri, il sito ha una produttività pari a ben 2.900 ore annue a fronte di un fattore di capacità al 37,6%.
Telemar pianifica una vendita di bond dopo le previsioni di Pimco
La maggior vendita annuale di obbligazioni corporate da parte del governo del Brasile ha condotto a un livello record i costi relativi ai prestiti di questo comparto: si è giunti a cifre così alte, che Pimco (Pacific Investment Management Corporation) ha previsto un totale di dodici miliardi di dollari per quel che riguarda le offerte di fine anno. In questo contesto rientrano anche i business di Telemar Norte Leste, la maggiore compagnia di telefonia fissa di tutta la nazione sudamericana e Suzano Papel e Celulose Sa, numero due carioca in relazione alla produzione di polpa di cellulosa, visto che le due aziende hanno intenzione di vendere i propri bond all’interno dei mercati internazionali, e almeno entro la fine del 2010. Come si può spiegare questa situazione? In pratica, i costi brasiliani dei presti hanno raggiunto il loro calo maggiore negli ultimi due mesi, secondo quanto stimato dal Cembi Index di Jp Morgan Chase.
Russell Investments: investitori rinnovano fiducia agli hedge fund
L’ultima edizione dell’indagine condotta da Russell Investments sugli investimenti alternativi ha messo in luce una realtà davvero sorprendente: la società statunitense, leader mondiale nel campo della gestione patrimoniale, ha analizzato le scelte degli investitori di tutto il mondo, mettendo in primo piano le assicurazioni e i fondi pensione e in tal senso è emerso come si preferisca puntare agli investimenti alternativi, una scelta che contrasta con i timori suscitati dalle oscillazioni recenti del mercato. Si pensava, in effetti, che alla luce della congiuntura economica negativa cominciata due anni fa, per gli hedge fund non ci fosse più spazio in portafoglio, un vero e proprio de profundis per questo strumento specifico, ma non è stato così.
Cdc: previsioni 2010 in linea col Piano Industriale
Per la parte rimanente del corrente anno, tenuto conto dello scenario di mercato e dell’andamento dei conti nel primo semestre 2010, Cdc S.p.A., società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari ed attiva nel settore dei prodotti informatici e dei servizi di telecomunicazione, stima di andare a chiudere l’anno con risultati positivi e conformi alle stime che sono contenute nel piano industriale relativo agli anni dal 2010 al 2012. Questo è quanto si legge in una nota ufficiale emessa dalla società in concomitanza con l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione di Cdc SpA, della relazione finanziaria al 30 giugno 2010, caratterizzata in particolare da una crescita del 13,2% a 175,1 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo del 2009, dei ricavi e dei proventi consolidati; il primo semestre del 2009, infatti, era stato chiuso dalla società con un fatturato di 154,7 milioni di euro.
Rendimax vincolato: 2,75% sulla scadenza a dodici mesi
A partire da domani, 1 settembre 2010, gli interessi offerti sul conto di deposito remunerato Rendimax vincolato con scadenza a dodici mesi saliranno di un quarto di punto, dal 2,50% annuo lordo al 2,75% annuo lordo, ovverosia il 2% annuo netto che rappresenta di questi tempi un tasso particolarmente interessante. A ricordarlo in data odierna con una nota ufficiale è stata Banca Ifis alla vigilia dell’aumento, a partire da domani, dei rendimenti sia su Rendimax a giacenza libera, sia sul prodotto soggetto a vincolo. L’aumento degli interessi dello 0,25%, a differenza di tanti altri conti di deposito proposti in formula promozionale, scatterà sia per i vecchi, sia per i nuovi clienti di Rendimax. E se Rendimax vincolato a 365 giorni rende il 2,75% annuo lordo, ricordiamo che i risparmiatori possono anche vincolare le somme per periodi più brevi e con i seguenti tassi in vigore a partire da domani: 2,25% annuo lordo su Rendimax vincolato a 30 giorni, 2,30% a 60 giorni, 2,40% a 90 giorni, 2,50% annuo lordo su Rendimax vincolato a 180 giorni, 2,60% a 270 giorni e, come sopra accennato, 2,75% su Rendimax vincolato con scadenza a 365 giorni.
Il monopolio di Ross nei bond municipali non porterà nuovi profitti
Il monopolio che viene attualmente detenuto da Wilbur Ross sul bond municipale garantito dalla propria società di riferimento non dovrebbe portare a profitti maggiori di quanto è stato ottenuto finora: l’anziano miliardario statunitense si trova infatti a fronteggiare una situazione particolare, in cui Berkshire Hathaway Assurance e Warren Buffett hanno praticamente posto un freno all’emissione di nuovi titoli e strumenti. Ross ha investito ben un miliardo di dollari nel 2008 nel capitale sociale di Assured Guaranty Limited, divenendone di fatto il secondo maggior azionista: la leadership della compagnia potrebbe divenire realtà nel settore di riferimento a breve, ma la crescita dei business dello stesso Ross sembra essere per il momento scongiurata. I fallimenti municipali sono divenuti un problema concreto a partire dal 2007: quest’anno, poi, quarantasei investitori hanno dovuto far fronte al loro default di circa 1,7 miliardi di dollari, sempre relativi alle obbligazioni municipali.
Edmond de Rothschild: i benefici di fusioni e acquisizioni di commodities
Edmond de Rothschild Asset Management rappresenta il braccio finanziario dell’omonima compagnia parigina ed è noto soprattutto per la sua attività nell’allocazione degli assets: l’ultima analisi di questa società ha messo in luce una particolare correlazione che esiste tra il mondo degli investimenti e le operazioni di fusione e acquisizione (meglio conosciute con la sigla M&A, merger and acquisition). Entrando nel dettaglio, c’è subito da dire che i due manager francesi Raphael Dubois e Emmanuel Painchault hanno voluto analizzare con accurata minuzia le operazioni dei principali attori coinvolti nel settore delle commodities e delle risorse naturali, mettendo in luce quelle che sono le conseguenze delle continue fusioni e acquisizioni (l’ultima in ordine cronologico è quella che ha coinvolto Potash e BHP Billiton).
Argentina: il crollo dei warrant nuovo segnale “buy” per Rbs
Il peggior ribasso degli ultimi tre mesi per quel che riguarda i covered warrant argentini ha avuto delle conseguenze di rilievo sulla crescita economica della nazione sudamericana e non solo: in particolare, il declino in questione è divenuto immediatamente un segnale molto chiaro per Royal Bank of Scotland, vale a dire quello di acquistare nuovi titoli azionari, visto che la banca centrale del paese sta tentando in tutti i modi di fornire nuova linfa all’espansione finanziaria. I warrant, come è noto, tendono a rimborsare gli investitori quando la crescita eccede le proiezioni di un determinato governo; nel caso dell’Argentina si è assistito a un decremento pari allo 0,78% nel corso della settimana che si è appena conclusa, il ribasso più consistente da tre mesi a questa parte.
Unicredit, indiscrezioni parlano del lancio di un covered bond
Manca soltanto l’ufficialità, ma pare assai probabile che Unicredit, uno dei principali gruppi bancari del nostro paese, sia fortemente intenzionata a lanciare sul mercato un nuovo covered bond (ricordiamo che si tratta di obbligazioni garantite, caratterizzate soprattutto da una forte liquidità e da un basso rischio): lo strumento finanziario in questione avrà una durata di cinque anni e verrà sostanzialmente garantito da alcuni mutui di tipo residenziale e di qualità italiani. Le principali indiscrezioni, inoltre, parlano con insistenza di un pool di istituti di credito pronti a gestire questa emissione, vale a dire colossi come Hsbc, Ing, Royal Bank of Scotland e Bnp Paribas. Il lancio è molto atteso, potrebbe avvenire nei prossimi giorni, qualcuno azzarda già la data di domani. Si parlava in precedenza di mutui residenziali, ma cosa si intende con questa specifica garanzia?
Deflussi in netto calo a giugno per i fondi comuni Ucits
La sigla Ucits sta divenendo di uso sempre più comune tra gli investitori finanziari: le Undertakings for Collective Investments in Transferable Securities, vale a dire quelle direttive dell’Unione Europea che consentono di porre in essere dei fondamentali schemi di investimento collettivo, stanno caratterizzando i principali fondi comuni del Vecchio Continente. In particolare, c’è da dire che i deflussi relativi a questi specifici strumenti finanziari sono calati in maniera piuttosto evidente in relazione al lungo termine. Fatta eccezione per giugno, infatti, si è registrata questa sensibile diminuzione, a cui ha fatto da contraltare l’incremento subito dai riscatti totali, così come ha messo in luce l’ultima indagine dell’Efama (European Fund and Asset Management Association).
Bolzoni torna all’utile nel secondo trimestre
Si è concluso positivamente il secondo trimestre 2010 di Bolzoni, società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari ed attiva nella produzione e realizzazione di attrezzature per carrelli elevatori e per la movimentazione industriale. Nel periodo, infatti, in accordo con i dati approvati dal Consiglio di Amministrazione, il fatturato è balzato del 33,3% a 23,9 milioni di euro a fronte di una posizione finanziaria netta che è migliorata di due milioni di euro rispetto al 31 marzo scorso, ovverosia rispetto alla chiusura del primo quarto del 2010. Il secondo trimestre 2010 per Bolzoni è stato tra l’altro anche quello del ritorno all’utile visto che il periodo è stato archiviato con profitti ante imposte pari a 0,6 milioni di euro rispetto ai 2,6 milioni di perdita registrata nel secondo trimestre dello scorso anno. Nei primi sei mesi del 2010, allo stesso modo, Bolzoni ha riportato una crescita del fatturato dell’8,2% a 43,3 milioni di euro a fronte di un utile ante imposte pari a 0,3 milioni di euro rispetto ai 5 milioni di euro di perdita al 30 giugno dello scorso anno. Luce verde anche per quel che riguarda l’utile netto dopo le imposte, attestatosi ad 8 mila euro rispetto ad una perdita di 4,7 milioni di euro registrata nel periodo gennaio – giugno 2009.
Snai: ricavi stabili nel primo semestre 2010
Si è chiuso all’insegna della stabilità il primo semestre 2010 del Gruppo Snai. Il Consiglio di Amministrazione della società, quotata a Piazza Affari ed attiva nel settore delle scommesse sportive e delle concessioni ippiche, ha infatti approvato la relazione semestrale al 30 giugno 2010, caratterizzata da un fatturato che si è attestato a 290,3 milioni di euro, ovverosia sostanzialmente in linea con i 290,5 milioni di euro di ricavi con cui è stato chiuso il primo semestre dello scorso anno. Nel periodo, invece, l’Ebitda ha fatto registrare un calo del 52% a 34,7 milioni di euro rispetto ai 52,8 milioni di euro del periodo gennaio – giugno 2009; pollice verso anche per l’Ebit, in calo del 50,3% da 13,3 milioni di euro ai 6,6 milioni di euro al 30 giugno 2010. La caduta dell’Ebitda nel primo semestre 2010, in accordo con una nota ufficiale emessa dal Gruppo Snai, si spiega con costi non ripetitivi per un ammontare pari a 4,7 milioni di euro, e con l’aumento dei pagamenti sulle vincite dei giocatori sulle scommesse sportive a quota fissa.
Ubi Banca emette le nuove obbligazioni a tasso fisso
C’è una data che gli investitori finanziari maggiormente interessati alle obbligazioni bancarie devono segnare sul loro calendario: il 31 agosto, infatti, quindi tra soli due giorni, il DomesticMot, segmento del Mercato Obbligazionario Telematico composto da strumenti finanziari liquidati all’interno del nostro paese, vedrà debuttare per la prima volta il titolo Ubi Scpa Tasso Fisso 2,30% 2010-2012 Welcome Edition, il quale, come si evince dalla denominazione, beneficerà delle performance dell’Unione di Banche Italiane. Anzitutto, c’è da dire che per questo prodotto Moody’s si è espressa in maniera decisamente positiva (il rating è stato fissato ad A1, il primo grado della buona affidabilità).