Sono state tante le promesse dei diversi interlocutori interessati per ciò che concerne Alitalia: oggi a tornare sul tema ci ha pensato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio assicurando una chiusura veloce in tempi brevi.

Sono state tante le promesse dei diversi interlocutori interessati per ciò che concerne Alitalia: oggi a tornare sul tema ci ha pensato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio assicurando una chiusura veloce in tempi brevi.

Per il mercato azionario oggi è giornata di revisione del rating, e le cose non vanno bene per i bancari e per Astaldi.
Hsbc rivede al ribasso il rating su Cerved con il nuovo target price a 10,7 euro. Anche Morgan Stanley si è espressa, ma su Unicredit. La banca americana lascia il giudizio su overweight e porta il target price a 18 euro. Nonostante questo, il titolo di Unicredit non va in crisi, trascinato dall’andamento positivo del settore bancario a a Piazza Affari.
Va male invece il titolo di Astaldi, dopo il downgrade sia di Fitch che di Standard & Poor’s. Per Fitch il rating sul debito a lungo termine di Astaldi passa da “B” a CCC-”, così come per la Standard & Poor’s. A pesare sui giudizi, il rinvio della vendita degli asset sulla Concessione del Terzo Ponte sul Bosforo. Il ritardo porta ad un rinvio anche sul programmato aumento di capitale.
Rimane quindi alto il rischio liquidità, basato sul Rating Watch Evolving. Il debito a breve termine preoccupa, e oggi il titolo perde quasi il 5%.
Astaldi deve dismettere e poi aumentare il capitale, se non vorrà subire altri downgrade in futuro. In gioco è il rifinanziamento delle sue attività, concesso dalle banche. Senza la vendita della concessione sul ponte, questo sarà a rischio.
Oggi le azioni sono scese a 1,23 euro, il minimo storico.
Vivendi attacca Elliott sulla perdita di valore delle azioni Tim e sulla governance: una mossa inaspettata, soprattutto per ciò che concerne il periodo difficile che l’azienda sta passando. Un attacco sfornato utilizzando tutte le proprie cartucce in proprio possesso.

Si apre il mercato americano per l’Eni, con il piazzamento dei bond in dollari. I bond offrono un tasso fisso. Sono delle obbligazioni a 5 e 10 anni e vengono piazzati con un valore totale di 2 miliardi di dollari.
Il mercato si è mostrato molto interessato alle obbligazioni dell’Eni. Il prestito a 5 anni vale 1 miliardo, e altrettanto quello a 10 anni. Per il prestito a 5 anni la cedola annuale offre il 4,000% con un re-offer di 99,463%.
Per le obbligazioni a 10 anni abbiamo una cedola annua del 4,750% e un re-offer di 99,199%. L’Eni così potrà finanziari la sua amministrazione. Le obbligazioni vanno molto bene, con investimenti da parte di fondi pensione, assicurazioni e fund managers.
Oggi qualche novità sulle posizioni corte, dalla Consob, con il Pictet Asset Management che ha subito un taglio sulla sua posizione a 0,56%, da 0,6%, per A2A.
Azimut Holding invece viene aumentato da Old Mutual Global Investors (UK) Limited. Si passa a 0,61% da 0,52%. Scende invece la posizione di Banco Bpm, rivista da PDT Partners. Si scende a 0,78% dallo 0,89%. Aumento per la posizione corta di Bper Banca, a 1,25% da 1,12% fatto da AHL Partners.
La Lega si riunisce al Viminale con il vicepremier Matteo Salvini e gli esperti in economia per tracciare quella dovrà essere nei prossimi giorni la via da seguire per dare vita ad una Legge di Bilancio degna di questo nome e che possa soddisfare le reali esigenze del paese.

Oggi è il giorno di Fincantieri, che vede il suo titolo salire grazie alle voci che la vogliono protagonista della ricostruzione di Ponte Morandi e grazie soprattutto all’upgrade del rating da parte di Mediobanca.
Oggi c’è stato questo upgrade, che ha visto gli analisti della banca italiana portare il target price a 1,8 euro. Per Banca Imi invece il target price è a 1,54 euro, e il suggerimento resta sul Buy.
Tutto questo ha portato il titolo Fincantieri a guadagnare il 6% circa a Piazza Affari in apertura. A metà mattinata il rialzo era del 6,2%.
Gli investitori hanno seguito il consiglio Buy degli analisti e stanno acquistando azioni Fincantieri in massa. Ora (12:00) c’è un momento di pausa e il titolo guadagna il 5%.
Ma il futuro di Fincantieri, secondo Mediobanca, è roseo. Per gli analisti infatti, la quotata farà molto meglio delle aziende del suo settore. Il Piano Industriale per 2018-22 è confermato, dallo stesso Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono.
Le previsioni dell’azienza sono per un +50% del fatturato nel quadriennio. E poi c’è ancora in ballo l’affaire Naval Group, su cui stanno decidendo i governi interessati. E ancora la ricostruzione di ponte Morandi a Genova, si cui l’azienda è molto disponibile.
Potrebbero esserci cattive notizie in arrivo: per quanto nessun pagamento al momento sia ancora dovuto, Ubi Banca potrebbe ricevere una multa da parte della Banca Centrale Europea: è stato infatti confermato l’avvio di un processo sanzionatorio nei suoi confronti in materia di conflitto d’interessi.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria non tentenna: non bisogna mettere in discussione l’affidabilità dell’Italia. I partner cinesi del Governo Italiano non devono temere né colpi di testa né l’uscita dall’euro del nostro paese.

La borsa di Milano oggi apre male scendendo dello 0,13%. La notizia positiva è che Atlantia segna un piccolo recupero. Il titolo, crollato con il Ponte Morandi, oggi sale di un piccolo 0,93% e si posiziona su un prezzo di 18,30 euro. Intanto Tenaris ve in flessione e crolla del 3,35%. Va male anche Cnh Industrial che scende dell’1,9%. Anche Bper Banca va giù dell’1%.
L’Italia continua ad essere al centro dell’attenzione dei mercati. In particolare è la legge di Bilancio che dovrà essere approvata ad essere sotto la lente di ingrandimento. Questo provoca movimenti sui mercati, assieme a tentativi di acquisizioni.
Ma a tenere banco a Piazza Affari, è Pierrel e il suo rally del 14%. La company sta trascinando il listino di Milano. Tutta merito di un semestre molto positivo, con ricavi di 8,69 milioni di euro, dai 5,97 milioni del semestre precedente. Un aumento del 46% che sta entusiasmando gli investitori.
Tutte le previsioni sono molto ottimistiche e i ricavi lordi consolidati arriveranno a 19,3 milioni di euro, e il margine operativo lordo potrebbe arrivare a 1,8 milioni di euro.
E’ tempo di nozze tra Unicredit e SocGen? Se ne parla da tempo e oggi molti analisti hanno concentrato la loro attenzione nella possibile formulazione di un giudizio in attesa di una potenziale fusione. Sebbene le trattative legate alla loro fusione siano tutt’altro che realmente partite, i due istituti stanno già facendo parlare di loro.

Per gli investitori oggi Wall Street potrebbe essere una manna che cade dal cielo. I futures infatti danno segnali più che positivi, e a poco dall’apertura sono in molti a scommettere su un altro record della borsa newyorchese. In Europa, mentre Londra è chiusa per festività, vanno male Milano e Zurigo. Forte rally invece di Hong Kong, e chiusura positiva per Tokyo.
Tutti gli indicatori futures della borsa di Wall Street portano a credere che le contrattazioni oggi porteranno gli indici parecchio su. Il future sul Dow Jones si posiziona infatti a +0,3%, e lo S&P 500 segna un +0,24%. Anche il future sul Nasdaq sta segnando un rialzo. Ora è a +0,37%.
Dopo il record di venerdì scorso dunque, gli investitori sono pronti a fare profitti sui tre listini principali di New York. Sotto osservazione i tecnologici, segnalati tutti in forte rialzo. Google Alphabet segna un progresso del 1,27%, e Facebook dell’1,01%. Molto bene Alibaba con 1,06% e Invdia, con il 2,02%. Anche Tesla sale, mentre soffrono i bancari.
Sotto osservazione le materie prime, con oro e argento in regressione. Altro titolo in forte rialzo è la Ferrari, che sale del 2%, ma soprattutto Netflix, che supera il 5% di rialzo, e Paypal, che supera il 3%.
L’Africa potrebbe essere un luogo molto interessante per investire. Infatti, pur ancora non facendo parte del novero dei mercati emergenti, quest’ultimo anno ha dato dei segni di consolidamento di grande rilevanza.
In particolare Ghana ed Egitto si sono segnalate per per la domanda e il continente è salito molto nelle valutazioni degli analisti della J.P. Morgan.
È vero che ci sono state molte turbolenze sui mercati emergenti, ma molti mercati sono ancora appetibili, e si segnalano come in netto miglioramento.
Se alcuni paesi, come Argentina e Medio Oriente sono ancora a rischio, altri, dell’Africa si segnalano come in netto vantaggio.
I rendimenti sono in aumento, e in media valgono tra il 7,1% al 5,9%, secondo i dati dell’anno scorso. Il Ghana e l’Egitto hanno aderito ai programmi del Fondo Monetario Internazionale. Certo, stanno procedendo a delle riforme strutturali per ottenere i finanziamenti, e sappiamo che in passato, molti di questi programmi, sono stati fallimentari.
Ma nel contempo, questi programmi stanno favorendo i rendimenti dei debiti sovrani, per gli investitori.
Il paese, da un punto di vista politico, è stabile e il PIL crescerà al 5,5% per il prossimo quinquennio.
L’Egitto sta seguendo la stessa linea, e per il momento sta consolidando i bilanci.
Atlantia continua a soffrire dopo il crollo di ponte Morandi. Dopo il leggero recupero di venerdì, questa mattina il titolo crolla subito del 9%, e va a 19,3 euro. Le rassicurazioni del fine settimana non sono quindi servite, anche perché, se da una parte Salvini ha cercato di smorzare i toni, dall’altra Di Maio non vuole cedere.
La mattinata si è aperta con i titoli dei giornali che hanno riportato la notizia di una legge speciale per Autostrade per l’Italia. Una legge per togliere all’azienda la concessione sulle autostrade italiane. Da vedere poi chi si occuperà della rete di comunicazioni nazionale.
Il crollo di oggi però sembra più legato all’incontro del CdA di Autostrade, avvenuto nel fine settimana. L’Ad Castellucci ha annunciato un finanziamento immediato di mezzo miliardo per far fronte alla crisi. La liquidità verrà attivata già oggi, a disposizione delle famiglie delle vittime del ponte, e agli sfollati. Da questa somma, il consiglio ha escluso i risarcimenti, che verranno erogati a parte.
Altri soldi dunque, per Autostrade per l’Italia, che fanno traballare gli investitori, con vendite di massa. Il crollo di Ponte Morandi si trascinerà a lungo, per l’azienda, per Genova e per l’Italia, colpita al cuore, sia umanamente che finanziariamente.
Penale miliardaria per il Governo se revoca la concessione ad Atlantia? Sì, proprio così: a dettar leggere in questo caso è il contratto tra le due parti che prevede un forte indennizzo in caso di “colpi di testa” dello Stato Italiano in merito.
