L’Africa e le possibilità di investimento per il futuro

africaL’Africa potrebbe essere un luogo molto interessante per investire. Infatti, pur ancora non facendo parte del novero dei mercati emergenti, quest’ultimo anno ha dato dei segni di consolidamento di grande rilevanza.

In particolare Ghana ed Egitto si sono segnalate per per la domanda e il continente è salito molto nelle valutazioni degli analisti della J.P. Morgan.

La situazione

È vero che ci sono state molte turbolenze sui mercati emergenti, ma molti mercati sono ancora appetibili, e si segnalano come in netto miglioramento.

Se alcuni paesi, come Argentina e Medio Oriente sono ancora a rischio, altri, dell’Africa si segnalano come in netto vantaggio.

I rendimenti sono in aumento, e in media valgono tra il 7,1% al 5,9%, secondo i dati dell’anno scorso. Il Ghana e l’Egitto hanno aderito ai programmi del Fondo Monetario Internazionale. Certo, stanno procedendo a delle riforme strutturali per ottenere i finanziamenti, e sappiamo che in passato, molti di questi programmi, sono stati fallimentari.

Ma nel contempo, questi programmi stanno favorendo i rendimenti dei debiti sovrani, per gli investitori.

Il paese, da un punto di vista politico, è stabile e il PIL crescerà al 5,5% per il prossimo quinquennio.

L’Egitto sta seguendo la stessa linea, e per il momento sta consolidando i bilanci.

Ancora un crollo di Atlantia, -9%. L’AD attiva finanziamenti straordinari

atlantiaAtlantia continua a soffrire dopo il crollo di ponte Morandi. Dopo il leggero recupero di venerdì, questa mattina il titolo crolla subito del 9%, e va a 19,3 euro. Le rassicurazioni del fine settimana non sono quindi servite, anche perché, se da una parte Salvini ha cercato di smorzare i toni, dall’altra Di Maio non vuole cedere.

La mattinata

La mattinata si è aperta con i titoli dei giornali che hanno riportato la notizia di una legge speciale per Autostrade per l’Italia. Una legge per togliere all’azienda la concessione sulle autostrade italiane. Da vedere poi chi si occuperà della rete di comunicazioni nazionale.

Il crollo di oggi però sembra più legato all’incontro del CdA di Autostrade, avvenuto nel fine settimana. L’Ad Castellucci ha annunciato un finanziamento immediato di mezzo miliardo per far fronte alla crisi. La liquidità verrà attivata già oggi, a disposizione delle famiglie delle vittime del ponte, e agli sfollati. Da questa somma, il consiglio ha escluso i risarcimenti, che verranno erogati a parte.

Altri soldi dunque, per Autostrade per l’Italia, che fanno traballare gli investitori, con vendite di massa. Il crollo di Ponte Morandi si trascinerà a lungo, per l’azienda, per Genova e per l’Italia, colpita al cuore, sia umanamente che finanziariamente.

Dopo Ponte Morandi crolla anche il titolo Atlantia, controllore di Autostrade

ponte morandiIl controllore di Autostrade, Atlantia, paga caro il crollo di Ponte Morandi. In apertura, questa mattina, il titolo cade subito del 21%, e ora (10:30 CEST) perde oltre il 25%, con un prezzo di 17,59 euro per azione, dal prezzo di partenza di 23,54 euro.

Un crollo annunciato, dopo le dichiarazioni politiche a seguito del disastro del ponte della A10 di Genova.

Il futuro del titolo

Il titolo di Atlantia ha un futuro decisamente nero. Chiaramente, dalle dichiarazioni politiche, ai fatti, ci sarà tempo e non sappiamo ancora se il Governo toglierà la concessione ad Autostrade per l’Italia.

Intanto è eccesso di ribasso. Verso le 9 il titolo ha smesso di fare il prezzo. Contrattazioni ferme e ora si ricomincia a scendere.

Il Governo ha chiesto le dimissioni dei vertici aziendali, ha annunciato il ritoro della concessione e una maxi multa di 150 milioni di euro. Ma allo stesso tempo, lo spread è schizzato in alto, a 290 punti.

Questo perché il contratto prevede delle penali. Il ritiro della concessione, secondo alcuni analisti, potrebbe costare anche 10 miliardi. Intanto, da Autostrade, fanno sapere che in caso di ritiro, all’azienda spetterebbe il valore residuo della concessione.

Per il momento Atlantia paga caro il crollo del ponte, con una perdita di capitalizzazione pari a 4,5 miliardi di euro.

Fca e Hyundai: fusione in vista?

Se ne era già parlato e Sergio Marchionne aveva mostrato apertamente interesse qualche mese fa: FCA e Hyundai potrebbero divenire protagoniste di una fusione? Ci troviamo in un momento nel quale il gruppo italoamericano potrebbe trovarsi nella necessità di una mossa forte: sarà questa?

FCA, salgono vendite Europa

Prevista forte volatilità sui mercati emergenti. Occasioni e pericoli

mercati emergentiI mercati emergenti stanno per essere interessati da un periodo di forte volatilità. Ci saranno sicuramente delle occasioni per guadagnare ma anche forti rischi di perdere capitali.

Dopo il lungo periodo di stabilità, arriverà un periodo di forte incertezza. Il clima sarà innescato dalle banche centrali, che restringeranno i criteri della politica monetaria, ma anche dalla guerra valutaria e dall’inflazione, che le stesse banche centrali vogliono far crescere. Infine bisegnerà sempre tener d’occhio le mosse di Trump sui dazi.

Come arriverà la volatilità

A parlarne a Investireoggi è Michael Conelius, gestore del fondo T. Rowe Price Emerging Markets debt, T. Rowe Price. Per il momento la volatilità di questo 2018 ha avuto due timing distinti.
Inizialmente ci sono stati dei fattori tecnici a influire. Molto denaro è andato negli strumenti indicizzati alla volatilità. La seconda fase di volatilità ha visto invece protagonisti fattori più marcatamente caratteriali dei mercati. Le banche centrali hanno innescato l’incertezza con le loro strette monetarie, mentre la guerra commerciale degli Stati Uniti ha messo a disagio molti investitori. Il continuo botta e risposta tra Usa e Cina ha gettato nell’incertezza la finanza su quelle che sono le aziende asiatiche, e il loro valore azionario. Dazi anche del 25% peseranno molto, per entrambi i paesi. La Cina è un mercato ad espansione costante, che tutti vogliono conquistare. Ma per il momento, la politica della Casa Bianca, rischia di tagliare fuori le multinazionali Made in Usa. Non a caso, molti colossi statunitensi, stanno progettando l’apertura di stabilimenti direttamente nei paesi colpiti dalle tariffe doganali, per aggirare i dazi.

I consigli, nei periodi di volatilità, sono quelli usuali. Diversificazione del portafoglio ma anche flessibilità e attività a short term. Le posizioni lunghe potrebbero essere molto rischiose. Meglio agire con velocità ed essere molto attivi, quasi quotidiani.

Corrado Passera lancia Illimity, la sua banca

L’ex ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera torna a fare il banchiere ed a farlo in grande: ha infatti lanciato una nuova banca, Illimity: un istituto che promette di essere attiva e di successo fin dal breve periodo e non è difficile da immaginare se si pensa all’esperienza del suo amministratore delegato.

Come va il mercato oggi? Azioni su e azioni giù

azioni bancheIl mercato delle azioni sta vivendo un momento altalenante, tra la guerra commerciale lanciata dal Trump e le attese degli investitori sulle varie economie nazionali e continentali.

La notizia che la Germania sembra aver rallentato potrebbe frenare i mercati europei, mentre l’America sembra navigare bene nelle acque mosse e agitate dal suo presidente. L’Asia invece paga spesso le bizzarrie della Casa Bianca, e ogni tanto lascia sul terreno pesanti perdite.

Le azioni su cui puntare e quelle da lasciare

Come al solito è molto importante seguire le indicazioni delle agenzie di rating, che spesso influiscono sul prezzo delle azioni. Un rating positivo o negativo può far scattare rally o crolli.

Per quel che riguarda alcune quotate di Piazza Affari, oggi le principali novità vengono dagli analisti di Banca Imi e Kepler Cheuvreux.

La banca italiana ha portato il target price della famosa azienda Fila a 23,20 euro, e mantiene il rating su Buy. Se questo target price è stato alzato, quello su Amplifon, altra nota azienda quotata, è stato invece abbassato. Sempre Banca Imi ha rivisto il rating di Unicredit portandolo a Buy.

Kepler Cheuvreux invece abbassa il target price di Ima a 82 euro, mantenendo comunque il buy.

Alitalia, una newco per nazionalizzarla

Nessun problema per il “51% statale”: a quanto pare sia la Lega che il Movimento 5 Stelle vogliono la nazionalizzazione totale di Alitalia.  Cosa si prospetta per le tasche degli italiani se la scelta intrapresa è quella di dare vita ad una newco per aggirare tutte le problematiche “legali” della questione?

Mercato tecnologico. Apple supera il trilione. Un mercato che fa ricchi

indice faangIl mercato tecnologico ha appena avuto un sussulto. La Apple è la prima azienda, quotata in borsa, che in assoluto supera il valore di capitalizzazione di mille miliardi. Un trilione tondo tondo, per una sola azienda, che in molti davano per spacciata, dopo la morte del fondatore Steve Jobs.

I mercati non avevano fiducia nella successione a Tim Cook, che invece ha stupito tutti.

Ma la Apple aveva già stupito, dopo il rischiato fallimento degli anni ’90.
L’indice FAANG, che raccoglie tutti colossi di internet, Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google, ha oggi un valore di 3.415 miliardi di dollari, con un +27% solo quest’anno.

Il mercato tecnologico

Per chi ha scommesso subito sui grandi di internet, si è trattato di un vero e proprio arricchimento senza sforzi. Un po’ come chi ha preso l’onda iniziale delle criptovalute. Ma il tecnologico continua a stupire.

Le azioni Amazon, solo quest’anno, sono cresciute del 52% in borsa, per 895 miliardi di capitalizzazione. La migliore? È Netflix, con un balzo del 72% e “solo” 150 miliardi di capitalizzazione. Facebook vale invece 510 miliardi, ed è l’unica con segno negativo (-1,7%). Ma per il più famoso dei social media è stato un anno difficile, con lo scandalo sulla violazione dei profili. Ma Facebook ha fatto, nel solo 2017, profitti per 15,9 miliardi, un +56% rispetto al 2016.

Se avessimo investito in queste aziende al loro debutto, ora saremmo ricchi. Per esempio, la prima ad esordire in borsa fu la Apple. Era il dicembre 1980 e le azioni costavano pochissimo. Con 470 dollari avremmo comprato mille azioni, che oggi valgono 207.000 dollari (rendimento annuo dell 18%).
Amazon e Netflix sono in borsa da 16 anni. La prima valeva 14 dollari per azione, l’altra addirittura un dollaro. Oggi valgono rispettivamente 1.837 e 347 dollari, con rendimenti del 35,6% e del 44% nel secondo.

Google costava, nel 2004, 85 dollari ad azione. Oggi ogni azione vale 1.226 dollari. Facebook valeva 38 dollari, oggi 178. Insomma, occhio al tecnologico.

Mediobanca: con bilancio ottimo cresce dividendo

Mediobanca fa registrare un ottimo bilancio e alza il dividendo: la base di questo buon risultato? L’ottimo funzionamento della sua nuova strategia di riposizionamento del Wealth Management e il potenziamento del credito al consumo, i quali hanno portato ad una crescita del dividendo del 27%.

Le azioni da tenere d’occhio oggi

azioniLa giornata di oggi vede due azioni in particolare da tenere d’occhio, anche grazie alle trimestrali positive. La prima è quella di Aeffe, che in apertura a Milano sale subito fino all’8% per portarsi a 3,06 euro. Scende poi a +3,65% per riscendere sotto ai 3 euro, ma l’azienda del lusso mostra una trimestrale da capogiro.

Il primo semestre indica 8,3 milioni euro di utile netto, un balzo enorme rispetto al primo semestre dell’anno scorso. La metà del 2017si era chiusa con un’utile di 4,6 milioni, il che significa un incremento del 79%.

I ricavi consolidati si attestano a 171,1 milioni, ovvero +21,1 milioni rispetto all’anno precedente. L’azienda è dunque in ottima salute, e le azioni volano in borsa, anche se ci saranno pi le classiche prese di profitto.

Cofide

L’altra azione da tenere d’occhio è quella di Cofide, l’azienda cassa di De Benedetti. L’azienda controlla il gruppo GEDI, Sogefi e KOS. La sua trimestrale è positiva. Il primo semestre segna ricavi a +4,9%, pari a 1,431 miliardi di euro.

L’EBITDA è di 166,8 milioni, e l’utile netto di 13,4 milioni di euro. È inferiore di un milione rispetto all’anno precedente, ma questo perché l’azienda ha ricomprato le sue azioni dagli investitori, investendo su se stessa. Sale dunque l’indebitamento finanziario, ma il titolo è a prezzo speciale.

Il titolo infatti viene scontato al 40%.

FCA, male la trimestrale. Gli Agnelli potrebbero lasciare?

FCA, salgono vendite EuropaDopo la morte di Sergio Marchionne, per Fca arriva un altro duro colpo. Il secondo trimestre non è andato bene, e sono state riviste anche le previsione per quest’anno sono state riviste.

Ieri il titolo è stato colpito duramente dalle vendite, con un crollo sul prezzo del 15,5%. Poi oggi, il doppio downgrade, che frena la ripresa del titolo.

Il downgrade

Il doppio downgrade è arrivato inesorabile, dopo la trimestrale di ieri. A rivedere il giudizio sul Lingotto sia Barclays che Kepler Cheuvreux. Per la banca inglese, il prezzo target è ora di 20 euro e per la company di analisi invece a 22 euro. Kepler Cheuvreux ha anche confermato il rating buy su Fca.

Gli Agnelli lasciano

Un’altra notizia potrebbe scuotere i mercati. Stanno circolando voci su un possibile addio della famiglia Agnelli alla sua storica industria.

Si tratterebbe comunque di un addio a medio e lungo termine. Queste voci sono la conseguenza del presunto interessamento della Hyundai a Fiat Chrysler Automobiles. Se l’interessamento dovesse concretizzarsi, alcuni esperti ritengono possibile un ridimensionamento, o un’uscita totale, del ruolo degli Agnelli nel capitale societario.

Sempre alcuni esperti pensano che la Exor, in capo alla famiglia, voglia vendere la sua quota in Fca. Dal canto suo, il gruppo, dopo l’azzeramento dei debiti, potrebbe rappresentare una delle vendite più importanti dei prossimi anni. E gli Agnelli sembrano sempre meno interessati al settore automobilistico.

Facebook, crollo azioni per trimestrale deludente

Facebook sperimenta in questo momento l’inaspettato: il crollo delle sue azioni a causa dei dati trimestrali deludenti: a quanto pare l’azienda di Mark Zuckerberg non è uscita del tutto indenne dal recente scandalo dei dati di Cambridge Analytica e dalle varie problematiche ad essa collegate.