E’ fissata per lunedì prossimo, 27 settembre 2010, un’asta di titoli pubblici rappresentata dai Certificati di Credito del Tesoro Zero Coupon (CTZ) per un importo nominale complessivo pari a tre miliardi di euro. A darne notizia è il Dipartimento del Tesoro del MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze che lunedì prossimo, in terza tranche, offrirà tre miliardi di euro di CTZ con decorrenza 31 agosto 2010, scadenza 31 agosto 2012 e codice ISIN IT0004634124. Le prenotazioni da parte del pubblico si chiudono nella giornata di oggi, venerdì 24 settembre 2010, mentre le domande in asta, a fronte di una data di regolamento per la sottoscrizione fissata per il 30 settembre 2010, dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 11 di lunedì prossimo. Con lo stesso calendario è inoltre prevista un’asta di Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) con scadenza semestrale per un importo pari a 9 miliardi di euro; trattasi, nello specifico, dei Bot 31.03.2011 con scadenza a 182 giorni.
Edison: obbligazioni, esteso il Programma EMTN
Il Consiglio di Amministrazione di Edison, riunitosi in data odierna, venerdì 24 settembre 2010, ha deliberato l’incremento, da due miliardi di euro a tre miliardi di euro, dell’importo massimo di obbligazioni che la società potrà emettere nell’ambito del Programma EMTN – Euro Medium Term Note. A darne notizia è stata la stessa Edison con un comunicato ufficiale precisando al riguardo come, in accordo con quanto già reso noto alla comunità finanziaria, il Programma fosse stato già approvato nel mese di giugno dello scorso anno e registrato presso la Borsa del Lussemburgo nel luglio del 2009. Ad oggi, ed a valere proprio sul programma di emissione di Eurobond da parte di Edison, la società ha complessivamente emesso obbligazioni per un controvalore pari a 1,2 miliardi di euro; il collocamento è avvenuto presso investitori qualificati, mentre per le negoziazioni delle stesse queste avvengono presso la Borsa del Lussemburgo a fronte di un taglio minimo in sede di collocamento dei titoli pari a 50 mila euro.
Multi Unit Luxemburg propone dieci nuovi Etf sull’Msci World
Multi Unit Luxemburg è una delle principali componenti di Société Générale per quel che riguarda gli investimenti finanziari: la società in questione è sempre molto attiva nei vari comparti e a testimonianza di ciò c’è l’importante annuncio effettuato in questi giorni. In effetti, è prevista proprio per la giornata di oggi l’emissione e la relativa negoziazione di ben dieci nuovi Exchange Traded Fund, strumenti che beneficeranno di questo marchio e che troveranno la loro adeguata collocazione all’interno del mercato EtfPlus (la compagnia francese è una delle principali specialiste in tale ambito). In che cosa consiste, con esattezza, questa interessante offerta? Analizziamo uno per uno tutti i prodotti, cercando di comprederne peculiarità e caratteristiche.
Rbs: bond, sempre bond, fortissimamente bond
Royal Bank of Scotland ha già deciso la data esatta in cui lancerà sul Mercato delle Obbligazioni Telematiche (uno dei principali segmenti di Borsa Italiana) i suoi nuovi titoli obbligazionari: si tratta, in effetti, di tre bond che verranno messi a disposizione dall’emittente britannica a partire dal prossimo 27 settembre. Non bisogna comunque dimenticare che tali strumenti finanziari saranno disponibili anche presso un’altra piazza finanziaria, vale a dire l’EuroTlx (il mercato presso cui avvengono gli scambi organizzati di contratti conclusi). Il celebre istituto di credito di Edimburgo conferma in tal modo la propria “predilezione” per gli strumenti di questo specifico comparto, rinnovando in maniera decisa la propria gamma. Di cosa si tratta esattamente?
Popolare di Vicenza e Intesa pensano al collocamento di bond ibridi
I bond ibridi hanno questo nome così particolare a causa della loro principale peculiarità: in effetti, questi strumenti finanziari presentano delle caratteristiche che sono proprie sia dei titoli azionari che di quelli obbligazionari, dunque sono in grado di fornire agli investitori un maggiore rendimento, ma anche un rischio molto più alto (soprattutto in fase di liquidazione). Ebbene, questi prodotti sembrano attirare l’attenzione di diversi istituti di credito del nostro paese: gli ultimi in ordine temporali sono stati Intesa Sanpaolo e Banca Popolare di Vicenza. Cerchiamo di analizzare nel dettaglio queste due specifiche emissioni. Anzitutto, c’è da approfondire l’offerta messa a disposizione da Banca Popolare di Vicenza.
Stati Uniti: gli swap sul debito governativo ai massimi da agosto
Il costo per minimizzare le perdite del debito governativo americano è giunto ai suoi livelli più alti delle ultime sei settimane: determinante, in questo senso, è stato sicuramente l’atteggiamento degli investitori finanziari, i quali avevano puntato molto su una strategia della Fed, vale a dire quella volta a immettere maggiore denaro nel sistema economico. Altro fattore di rilievo, poi, è stato il calo dei prezzi del comparto immobiliare. I Credit Default Swaps (Cds) relativi al Tesoro statunitense, dunque, hanno guadagnato 1,7 punti base, il maggiore incremento dall’inizio del mese, giungendo fino a un totale di 49,4. Questa situazione, inoltre, si inserisce in un quadro macroeconomico in cui prezzl’andamento del dollaro e quello dell’oro non coincidono, tanto che la nazione a stelle e strisce sta accumulando sempre più titoli obbligazionari, di gran lunga superiori al quantitativo che è in grado di ripagare.
Mediobanca: torna il dividendo in contanti
Dopo aver remunerato lo scorso anno gli azionisti con un dividendo in titoli e warrant, torna nel 2010 il dividendo per gli azionisti di Mediobanca. Il Gruppo Bancario ha infatti reso noto che il Consiglio di Amministrazione, in concomitanza con l’approvazione del progetto di bilancio al 30 giugno del 2010, ha deliberato per la distribuzione di una cedola in contanti pari a 0,17 euro per azione con data stacco il 22 novembre e messa in pagamento in data 25 novembre del 2010; la distribuzione della cedola, così come deliberato dal CdA di Mediobanca, dovrà essere approvata dall’Assemblea degli azionisti che è stata fissata per il 28 ottobre prossimo. Intanto, al 30 giugno 2010 l’anno fiscale per Mediobanca s’è chiuso con una crescita dei ricavi del 14% appena sopra il livello dei due miliardi di euro a fronte di un utile netto che è passato dai 2 milioni di euro del giugno 2009 ai 401 milioni di euro al 30 giugno del 2010.
Gruppo Coin: forte crescita delle vendite sotto insegna
Nel primo semestre fiscale del 2010, quello che va dall’1 febbraio al 31 luglio di quest’anno, il Gruppo Coin ha conseguito una crescita delle vendite sotto insegna del 40,3% a 802,9 milioni di euro, mentre senza Upim l’aumento di fatturato nel periodo si è attestato al 5,5%. Questo è quanto, in particolare, è emerso dai dati esaminati ed approvati dal Consiglio di Amministrazione del Gruppo Coin che, inoltre, ha rilevato un aumento dell’Ebitda, ovverosia del margine operativo lordo, del 25,9% a 61,1 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; senza Upim l’Ebitda è comunque cresciuto del 24,1%. Prima delle imposte il risultato di periodo è positivo per 7,7 milioni di euro, ma sale a 16,1 milioni di euro senza Upim con una crescita di 8,6 milioni di euro rispetto al periodo febbraio – luglio 2009.
Finmeccanica sottoscrive linea di credito con 24 Banche
Attraverso un sindacato composto da ben 24 istituti di credito, sia domestici, sia internazionali, sotto il coordinamento di BNP Paribas, Finmeccanica ha annunciato la sottoscrizione di una nuova linea di credito per un controvalore pari a ben 2,4 miliardi di euro. La linea di credito, in accordo con quanto reso noto dal colosso aerospaziale italiano, è stata sottoscritta a Londra, e trattasi di una nuova linea di credito a medio termine, in modalità revolving, avente come finalità quella di backup di liquidità, in prevalenza, ma anche di finanziamento stagionale del capitale circolante. La linea di credito, che ha una durata quinquennale, con disponibilità, quindi, fino al mese di settembre del 2015, va a sostituire e ad annullare le altre linee di credito bancarie in essere aventi sia caratteristiche equivalenti, sia analogo importo complessivo. L’operazione ha fatto registrare un forte interesse da parte delle Banche visto che a fronte di una linea di credito richiesta da Finmeccanica per 2,4 miliardi di euro, è stata generata una domanda pari a ben 3,8 miliardi di euro.
Unicredit Group: l’Ad Alessandro Profumo rassegna le dimissioni
L’Amministratore delegato di Unicredit Group, Alessandro Profumo, ha rassegnato le dimissioni. A darne notizia con una nota ufficiale è stato proprio il colosso bancario europeo nel sottolineare come, dopo 15 anni, a seguito dell’orientamento che è maturato in sede di Consiglio di Amministrazione, è stato concordato che è giunto il momento per un cambiamento ai vertici del Gruppo. Il CdA ha accettato le dimissioni di Profumo ringraziandolo per il lavoro svolto negli ultimi 15 anni che, tra l’altro, ha portato Unicredit Group a trasformarsi da banca puramente domestica ad uno dei più importanti gruppi bancari del Vecchio Continente. A livello di capitalizzazione, negli ultimi quindici anni, Unicredit Group è passata da un valore di 1,5 miliardi di euro ad una capitalizzazione di ben 37 miliardi di euro con una generazione di utili conseguita ogni trimestre anche durante la recente crisi finanziaria globale.
Investimenti in arte: il comparto rimane volatile e poco euforico
Molto affidabile e poco euforico: sono questi i due aggettivi che maggiormente si addicono al momento attuale del mercato degli investimenti nell’arte, due caratteristiche che sembrano coincidere poco a livello finanziario, dunque gli analisti si stanno affrettando ad elargire i consigli più utili in questo senso. Il mercato dell’arte si è pienamente ripreso proprio nel corso di quest’anno, un ottimismo che viene confermato dall’ingente volume d’affari fatto registrare dalle principali case d’aste (Christie’s e Sotheby’s in primis). Un altro fattore determinante è rappresentato dall’ingresso di Vontobel nel settore. I ricavi sono stati davvero interessanti, ma c’è anche da dire che la crisi e la volatilità attuali hanno provocato una contrazione non indifferente; secondo alcuni dati diffusi da Artprice, l’indice dei prezzi delle opere d’arte ha subito un incremento di ben quindici punti percentuali negli ultimi vent’anni, soprattutto in relazione agli Stati Uniti.
L’Eurex lancerà a breve un contratto future sui Btp triennali
L’Eurex (sigla che sta a identificare lo Europe’s Global Financial Marketplace) rappresenta una delle maggiori piazze telematiche al mondo per quel che concerne la quotazione e lo scambio di strumenti derivati: ebbene, una delle novità più interessanti del mondo degli investimenti finanziari si riferisce proprio a questa piattaforma detenuta in ugual misura dalla Borsa tedesca e da quella svizzera. In effetti, c’è grande attesa per la data del prossimo 18 ottobre, giorno in cui appunto l’Eurex provvederà a lanciare un nuovo contratto future, il quale andrà a prendere come riferimento di base i Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) del nostro paese, nello specifico quelli con scadenza a tre anni. Quali caratteristiche avrà il prodotto in questione?
Tod’s: via libera al dividendo straordinario
3,50 euro per azione. A tanto ammonta il dividendo straordinario che l’Assemblea ordinaria degli azionisti di Tod’s ha approvato dopo la relativa proposta di distribuzione della cedola formulata dal Consiglio di Amministrazione della società. A darne notizia, in data odierna, è stato il Gruppo Tod’s nel precisare che lo stacco della cedola, la numero 11, avverrà in data 11 ottobre 2010 con messa in pagamento del dividendo straordinario, pari come sopra accennato a 3,50 euro per azione, in data 14 ottobre 2010; in merito alla distribuzione del dividendo, il Gruppo Tod’s ha fatto presente come il monte distribuito ammonterà ai 107,1 milioni di euro che saranno prelevati dalle riserve liberamente distribuibili. La decisione del Cda di proporre una cedola straordinaria è anche frutto dei buoni dati semestrali annunciati dal Gruppo Tod’s nello scorso mese di luglio, e che sono stati caratterizzati in particolare da un aumento del fatturato del 5,2% nel periodo gennaio – giugno 2010.
Rivoluzione finanziaria per l’Fmi: gli emergenti e la Cina avanzano
Se non si tratta di un cambio davvero rivoluzionario poco ci manca: il Fondo Monetario Internazionale ha dovuto rivedere in maniera rinnovata la conformazione e la struttura della finanza mondiale, a causa del sopravanzare sempre più convincente da parte di alcune nazioni e del contemporaneo declino di altre. Questo cambio di gerarchie è piuttosto probabile e dovrebbe diventare concreto a breve. Come dovremo leggere dunque la nuova cartina geografica ed economica? Sono soprattutto i mercati e i paesi emergenti a farla da padrona in questo momento, con la Cina che può a ragione essere considerata molto più di una economia in fase di sviluppo. L’indiscrezione a cui ci stiamo riferendo proviene direttamente dalla stampa giapponese, più precisamente dal quotidiano nipponico Nikkei, e sta avendo ampio risalto in questi giorni. L’organizzazione sorta a Bretton Woods dovrà pertanto operare delle modifiche importanti per quel che concerne le quote di partecipazione dei vari stati, anche perché l’obiettivo rimane sempre quello di mettere in luce il reale andamento della situazione economica.