Source guarda ai Bric per il lancio dei tre nuovi Etf

Gli Etf sono senza dubbio una delle prerogative principali di Source, l’emittente specializzata proprio in questo tipo di prodotti: l’onda da cavalcare nel momento attuale è quella delle nazioni Bric (Brasile, Russia, India e Cina), dunque la holding londinese ha deciso di puntare con decisione sulle più vivaci piazze emergenti, proponendo tre nuovi Exchange Traded Fund, i quali andranno a osservare da vicino le performance degli indici Msci (Brazil, China e India per la precisione). La gamma di Source era già piuttosto ampia, pertanto sorge spontanea una domanda: qual è il motivo dell’introduzione di tali strumenti? La firma della società britannica era stata apposta da tempo su Etf collegati ai mercati emergenti (si tratta dell’Msci Emerging Markets e dell’Rdx, il quale è relativo all’andamento dell’economia russa), a questo punto, invece, i clienti interessati potranno essere esposti su un’area geografica ancora più allargata, sfruttando i rally dei paesi Bric.

State Street, in vendita undici miliardi di titoli ipotecari

Nell’ideale podio delle maggiori banche depositarie a livello internazionale, State Street Corporation occupa un importante terzo posto e già questo dato fa comprendere il suo rilievo: anche l’ultima operazione finanziaria posta in essere dalla compagnia di Boston ha assunto dimensioni notevoli, visto che si tratta della vendita di ben undici miliardi di dollari di titoli ipotecari ed altri assets. Questo tipo di movimentazione si verifica soprattutto quando le aziende si sono accordate con i regolatori per attenuare i regolamenti alla base del capitale. In effetti, tale cessione dovrebbe ridurre i profitti dagli attuali 350 milioni di dollari; l’annuncio non poteva non avere conseguenze e infatti le azioni della stessa State Street hanno perso 3,4 punti percentuali a Wall Street.

Amplifon perfeziona acquisto NHC Group Ltd

Via libera all’acquisto, da parte di Amplifon, del 100% del capitale sociale di  NHC Group Ltd. A darne notizia in data odierna, venerdì 10 dicembre 2010, è stata proprio la società italiana quotata in Borsa nel rendere noto alla comunità finanziaria come i costi inerenti l’operazione siano stati coperti, per una quota pari a 70 milioni di euro, quali costi di transazione, attraverso un’operazione di aumento di capitale riservato, ed i 460 milioni di dollari australiani, pari al controvalore dell’operazione, attraverso un finanziamento bancario. Con l’acquisizione del Gruppo NHC, Amplifon ha così rilevato una società che è strategica per lo sviluppo del proprio business societario; questo perché NHC può vantare su circa 200 negozi in India, Nuova Zelanda e Australia per quel che riguarda la commercializzazione di soluzioni per l’udito; nei mercati in cui opera NHC l’area geografica non risulta ancora essere pienamente presidiata, ragion per cui sono ampi i margini e le potenzialità di crescita per il futuro.

Invesco: ecco le novità che riguarderanno gli Etf nel 2011

Il 2011 rappresenterà un anno denso di novità per quel che riguarda gli investimenti in Exchange Traded Fund, parola di Invesco PowerShares: il comparto specializzato in questi specifici prodotti della omonima compagnia americana ha infatti deciso di lanciare, a partire dal prossimo 5 gennaio, una serie di innovazioni piuttosto interessanti in relazione all’offerta di Etf nel continente europeo. Volendo essere più precisi, c’è da dire che la gamma potrà contare sulla cosiddetta replica sintetica, una metodologia che consente ai clienti di sfruttare gli strumenti per replicare appunto persino quegli indici che non sono contemplati dal metodo basato sul denaro cash (il “cash-based”). Questa opportunità verrà posta in essere mediante un procedimento piuttosto semplice; in effetti, la società di Atlanta convertirà due dei propri Etf dal metodo di replica fisica a quella di impostazione sintetica.

Le opzioni call di KKR scommettono su un rally delle azioni

Kkr Financial Holdings, società californiana dalla spiccata attitudine agli investimenti finanziari, è il nome che maggiormente sta caratterizzando la piazza azionaria statunitense; in effetti, le opzioni call della compagnia sono aumentate di volume in maniera esponenziale, tanto da triplicare addirittura la media settimanale. Si tratta, comunque, di un risultato piuttosto sorprendente, visto che è stato ottenuto proprio mentre i titoli azionari della stessa azienda americana erano in fase di declino. Più di ottomila call improntate all’acquisto dei prodotti in questione è passata di mano, 2,6 volte il numero di opzioni put improntate invece alla vendita: questo ampio scambio ha rappresentato di fatto una strategia volta a far acquisire 1.500 call relative al mese di aprile e a vendere lo stesso numero di put a un prezzo di dieci dollari.

Fondi e Sicav: investire con Deposito Accumulo Azionario

Si chiama “Deposito Accumulo Azionario“, ed è un prodotto di investimento proposto da Banca Sella per chi vuole investire, con il giusto mix, e comunque in linea con il proprio profilo di rischio, in strumenti finanziari di liquidità e contestualmente in quote di Fondi e/o Sicav. Deposito Accumulo Azionario è infatti un prodotto con la liquidità depositata in un libretto nominativo che offre un tasso lordo interessante, e contestualmente, al fine di ridurre e mediare il rischio, si può attivare un piano rateale di investimento in quote di due Fondi e/o i Sicav rientranti nella categoria degli Azionari Internazionali denominati in Euro, e degli Azionario Euro. E’ possibile scegliere, in base alle proprie esigenze di investimento, un piano di conferimento rateale in Fondi e/o Sicav della durata di 18, 24 oppure 36 mesi. La sottoscrizione di Deposito Accumulo Azionario, previa lettura delle note informative e dei prospetti, è quindi ideale per quell’investitore/risparmiatore che vuole investire in liquidità e nello stesso tempo vuole destinare una quota di capitale ad investimenti più dinamici attraverso una metodologia di conferimento come quella a rate che di norma riesce ad abbattere la volatilità.

Titoli di Stato: asta Bot 10 dicembre 2010

E’ stata disposta nella giornata di domani, venerdì 10 dicembre 2010, da parte del MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, un’asta di BOT, Buoni Ordinari del Tesoro, per un controvalore complessivo pari a 4 miliardi di euro. Trattasi, nello specifico, dei BOT 15.12.2011 con scadenza a 365 giorni, mentre il BOT trimestrale non sarà offerto in asta in quanto, così come recita una nota del Ministero, c’è assenza di esigenze di cassa. Il collocamento dei BOT avviene in concomitanza con la scadenza, in data 15 dicembre 2010, di Buoni Ordinari del Tesoro per complessivi 8.175 milioni di euro, dei quali 4.675 milioni di euro di BOT annuali, e 3.500 milioni di euro di Buoni Ordinari del Tesoro trimestrali. I risparmiatori, entro oggi, giovedì 9 dicembre 2010, potranno prenotare in asta i BOT 15.12.2011 attraverso gli intermediari per lotti pari a 1.000 euro nominali o multipli; la data di regolamento dei Buoni è quella di mercoledì prossimo, 15 dicembre 2010.

Brusca caduta dell’oro, gli investitori sono costretti a vendere

Il rally aureo è terminato ieri con una caduta fragorosa da parte del prezioso metallo: tale inversione di tendenza così evidente ha spinto gran parte degli investitori finanziari a vendere titoli, visto che il contemporaneo rafforzamento del dollaro ha drasticamente ridotto l’appeal del comparto in questione come asset alternativo. Anche l’argento si è comportato nello stesso modo. La perdita dell’oro è stata pari a un punto percentuale, declino che ha fatto assestare la bionda commodity fino a quota 1.388,45 dollari l’oncia, prima però di essere scambiato oltre i 1.391 dollari a Seul; i lingotti quotati in euro hanno conseguito importanti record, mentre l’argento ha dovuto subire un calo pari allo 0,7%. Hwang Il Doo, trader presso la Korea Exchange Bank Futures Co., ha fatto sapere di ritenere questo trend soltanto un andamento temporaneo che potrebbe protrarsi fino alla fine del 2010: l’oro, inoltre, dovrebbe continuare a essere il bene rifugio privilegiato dai risparmiatori.

Mercati finanziari: piattaforma Trading+ di Intesa Sanpaolo

Si chiama “Trading+”, ed è un servizio proposto da Intesa Sanpaolo per poter operare sui mercati finanziari in modo tempestivo e rapido potendo far leva, tra l’altro, su strumenti di analisi tra i più evoluti. Trattasi di un servizio a pagamento, con un canone mensile pari a 25 euro, ma se nell’arco del mese solare vengono effettuati almeno 20 ordini eseguiti, allora, il canone mensile si azzera e non deve essere di conseguenza pagato dal cliente. Per l’attivazione di “Trading+” basta recarsi presso una filiale del Gruppo Intesa Sanpaolo al fine di poter operare sui mercati con un piano commissionale flat, ovverosia una tantum per ogni eseguito, oppure quello a percentuale sul controvalore investito. Il tutto fermo restando che, in caso di variazione di operatività, il cliente può in qualsiasi momento andare a variare il proprio piano tariffario.

Polizza Vita Uniopportunità

Si chiama “Uniopportunità“, ed è una polizza a vita intera ed a premio unico, proposta dal colosso bancario europeo Unicredit alla propria clientela, che da un lato può permettere di proteggere il capitale a fronte di un rendimento minimo annuo garantito, e dall’altro, permette altresì di poter comunque cogliere le migliori opportunità di crescita grazie ad una quota di capitale non garantita che viene investita sui mercati finanziari internazionali. A fronte di ben cinque soluzioni di investimento possibili, da quella più conservativa a quella decisamente più dinamica e di lungo periodo, le somme che confluiscono in “Uniopportunità” possono essere ripartite tra il Fondo Azionario – Fia Opportunità Azionario, ed il Fondo Garantito – Gestione Separata (GS), con quest’ultimo che offre attualmente un rendimento annuo minimo garantito pari all’1,5%. E’ possibile scegliere la combinazione 90% capitale garantito, e 10% Opportunità Azionario, oppure 80% garantito e 20 Azionario fino ad arrivare alla quinta soluzione d’investimento, più dinamica ed orientata sul lungo periodo, tra 50% Garantito e 50% Azionario. Inoltre, relativamente alla sola quota garantita, il sottoscrittore può andare annualmente a monetizzare il rendimento sotto forma di pagamento di una cedola.

Polonia, si tornano a vendere bond collegati all’inflazione

C’è sempre una prima volta: è uno dei luoghi comuni più abusati, ma non c’è nulla di più azzeccato per descrivere l’ultima decisione finanziaria della Polonia, la quale sta pianificando proprio la sua prima vendita di bond inflation-linked (conosciute familiarmente anche come “linkers”, sono delle obbligazioni collegate principalmente all’andamento dell’inflazione) da oltre due anni a questa parte. La svolta è giunta quando ci si è accorti che gli investitori polacchi erano sempre più propensi a ricercare maggiore protezione contro i crescenti prezzi al consumo, in modo da poter “scommettere” sui futuri tassi di interesse.

Finmeccanica: Standard & Poor’s conferma rating lungo termine

Il credit rating della società Finmeccanica è stato confermato dall’Agenzia Standard & Poor’s a “BBB”, mentre l’outlook è stato invece rivisto da “stabile” a “negativo”. A darne notizia è stata con un comunicato ufficiale proprio il colosso aerospaziale italiano nel precisare in particolare che la revisione da parte dell’Agenzia di rating rifletta “il profilo di rischio finanziario di Finmeccanica potrebbe non migliorare in misura adeguata all’attuale categoria di rating“. Ebbene, al riguardo la società quotata in Borsa a Piazza Affari nella nota ha colto l’occasione per confermare il proprio impegno al fine di poter preservare il proprio rating attraverso il ritorno dell’outlook a “stabile”; questo attraverso il mantenimento di un solido profilo finanziario, nonché attraverso un miglioramento della performance operativa. Inoltre, Finmeccanica ha altresì fatto presente come la visibilità sui ricavi futuri sia assicurata dalla backlog di ordini a fronte di un portafoglio di prodotti ben equilibrato.

Banca Generali: risparmio gestito, trend novembre positivo

Nello scorso mese di novembre Banca Generali ha chiuso il periodo con una raccolta netta totale pari a 108 milioni di euro, di cui 61 milioni di euro da parte di Banca Generali Private Banking, ed i restanti 47 milioni di euro da parte della rete Banca Generali. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata proprio Banca Generali nel sottolineare come, in virtù del trend positivo della raccolta anche a novembre 2010, dall’inizio dell’anno la raccolta netta positiva abbia ampiamente superato la quota del miliardo di euro; nel dettaglio, la raccolta netta totale da inizio anno è pari a 1,06 miliardi di euro, dei quali 496 milioni di euro da parte di Banca Generali Private Banking, e 570 milioni di euro da parte della rete di Banca Generali. Secondo quanto dichiarato da Giorgio Girelli, l’Amministratore Delegato di Banca Generali, la società chiude anche novembre con buoni dati per la raccolta a conferma della qualità dei prodotti sempre più apprezzati dai clienti che vogliono dai propri capitali sia gestione, sia protezione a fronte di una capacità di crescita costante e solida.

Novelis, via alla seconda parte dell’offerta di bond a 7 e 10 anni

Novelis Inc. è uno dei nomi di punta per quel che riguarda la produzione e la commercializzazione dell’alluminio: ma la compagnia canadese, la quale beneficia da almeno tre anni dell’acquisizione posta in essere dall’indiana Hindalco, sta facendo parlare di sé nei mercati obbligazionari per gli alti rendimenti conseguiti negli ultimi tempi, anche perché venerdì dovrebbe essere la giornata decisiva per la seconda parte dell’offerta di bond. Si fanno già dei nomi per la gestione di tale operazione, visto che si parla con una certa insistenza di Citigroup, Bank of America, Royal Bank of Scotland e Ubs. Che cosa avverrà di preciso? I titoli senior verranno offerti per l’appunto in due blocchi distinti, i quali consistono in una tranche con scadenza a sette anni (la quale non potrà essere riscattata prima di tre anni) e di una a dieci anni, non riscattabile per i primi cinque.