Poltrona Frau sale al 100% di Cassina S.p.A.

Il Gruppo Poltrona Frau ha il pieno controllo di Cassina S.p.A. attraverso l’acquisizione di una partecipazione che ha fatto salire al 100% delle quote la società quotata in Borsa a Piazza Affari. A darne notizia è stato proprio il Gruppo Poltrona Frau nel precisare che l’operazione di acquisizione del rimanente 14% di Cassina S.p.A., posseduto dal distributore giapponese Cassina IXC, è avvenuto a prezzi molto interessanti per la società. In particolare, il prezzo di acquisto, pari a 7,25 milioni di euro, avrà nel corso del 2011 un impatto finanziario diluito. Il Gruppo Poltrona Frau sale così al 100% in una società che con il suo marchio presenta la maggiore crescita e la più elevata redditività, nel 2010, per l’azienda quotata a Piazza Affari. In particolare, parlare di Cassina significa andare a considerare una realtà con oltre ottanta anni di storia e con un catalogo di prodotti che vede spiccare firme dell’architettura e del design di livello mondiale come Philippe Starck, Charlotte Perriand, Le Corbusier e Charles Mackintosh.

Conto Deposito CheBanca!: promozione in scadenza

Manca pochissimo alla scadenza di una promozione che può permettere ai nuovi clienti di aprire il Conto Deposito CheBanca! potendo ottenere 100 euro in buoni acquisto DARTY. La promozione, infatti, scade nella giornata di domani, 20 dicembre 2010, e prevede la concessione dei buoni acquisto a fronte dell’apertura del Conto Deposito CheBanca! e del vincolo di almeno 500 euro per dodici mesi entro la data del 20 gennaio 2011. Il Conto Deposito CheBanca!, infatti, oltre al rendimento base offerto sulle giacenze libere, permette di vincolare le somme, a partire da soli 100 euro ad operazione, potendo guadagnare di più ed in particolare, attualmente, fino al 2,50% annuo lordo sulle somme vincolate sulla scadenza a 12 mesi; l’investimento vincolato con il Conto Deposito CheBanca!, tra l’altro, permette di ottenere anche il pagamento degli interessi in anticipo.

Il governo portoghese tenta di diversificare i propri investitori

Come siamo abituati a dire in più occasioni, tentar non nuoce ed è proprio quello che intende fare il governo del Portogallo: Lisbona è da tempo nel mirino delle agenzie di rating per la sua complessa situazione economica che la fa inquadrare alla stregua di “prossima nazione in default”, dunque non deve stupire se i tentativi sono molteplici e ripetuti. L’esecutivo guidato dal primo ministro Socrates intende infatti diversificare nella maniera più ampia possibile i propri potenziali investitori finanziari in relazione al debito vantato attualmente dalla nazione lusitana. L’obiettivo rimane comunque soltanto uno, vale a dire la possibilità di vantare, al momento delle prossime cessioni di assets, un adeguato volume di domanda, in modo che quest’ultima riesca ad attenuare i costi di indebitamento della repubblica iberica.

Olinda Fondo Shops (Prelios Sgr): plusvalenza nel real estate

Il comparto immobiliare mantiene intatto tutto il proprio fascino: almeno questo è quanto emerge dalle performance fatte registrare da Olinda Fondo Shops, il fondo comune di investimento nel real estate appunto e di tipo chiuso, il quale è quotato sul segmento Mtf (Mercato Telematico dei Fondi) sotto la gestione di Prelios, la società di gestione del risparmio lanciata circa sette anni fa. La plusvalenza in questione è un buon risultato per gli investitori finanziari ed è dovuta, in larga parte, a una specifica operazione posta in essere in questi giorni, vale a dire la cessione di un immobile per un ammontare totale pari a quasi 18 milioni di euro; la plusvalenza a cui si è fatto riferimento, invece, è stata superiore ai 560.000 euro, con un incremento di 3,28 punti percentuali rispetto a quanto iscritto nel bilancio della società.

Monte dei Paschi: via libera al riassetto organizzativo

Via libera per il Gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena al riassetto organizzativo. Nella giornata di ieri, venerdì 17 dicembre 2010, il piano di riassetto è stato infatti approvato dal Consiglio di Amministrazione del Gruppo bancario, con l’obiettivo di garantire, tra l’altro, maggiori risorse in rete ed un più efficace presidio sul territorio. Con l’approvazione del piano da parte del CdA di MPS si chiude così un processo di riorganizzazione complessiva che il Gruppo bancario ha avviato due anni fa; nel dettaglio, nell’ambito del nuovo assetto nascono ben 99 nuove Direzioni Territoriali, così come le strutture della direzione generale saranno oggetto di una revisione con il fine di incrementare l’efficienza di funzionamento della struttura di capogruppo. Dal punto di vista prettamente finanziario, MPS stima un calo del battente strutturale di costo pari all’incirca a ben 180 milioni di euro a fronte di un aumento dei ricavi netti. Secondo quanto dichiarato da Antonio Vigni, direttore generale del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, quello messo in atto rappresenta l’ultimo passo importante dopo le operazioni di fusione di società e di banche all’interno del Gruppo, e dopo l’acquisizione di Banca Antonveneta.

Contratti futures: regole nuove di zecca dalla Cftc

Mai più speculazioni sulle materie prime: parole e musica della Commodity Futures Trading Commission (Cftc). Sono praticamente realtà le nuove regole statunitensi che si riferiscono al comparto dei contratti futures e alle principali commodities su cui si è abituati a investire e focalizzare le strategie di portafoglio. L’agenzia americana intende infatti contrastare nella maniera più efficace possibile le speculazioni in eccesso, venendo incontro, in particolare, al Dodd-Frank Act, la legge varata la scorsa estate dall’amministrazione Obama al fine di riformare da capo a piedi i mercati finanziari. Il regolamento a cui dovranno far riferimento traders e risparmiatori non è ancora stato completato e consta di due versioni non definitive; in effetti, una prima bozza è quella relativa alle restrizioni da applicare in merito alle posizioni aperte sugli strumenti derivati, mentre la seconda punta alla trasparenza negli scambi over-the-counter, quindi al di fuori dei consueti mercati regolamentati e non riferibili esclusivamente alle materie prime.

UBI Banca: Fitch abbassa rating lungo termine

Passa da “A+” ad “A” il rating a lungo termine del gruppo bancario UBI Banca. Questo è quanto deciso dall’Agenzia di rating Fitch che, nello stesso tempo, ha confermato tutti gli altri rating di UBI Banca mantenendo l’outloook stabile. Nonostante la riduzione attuata, UBI Banca con un comunicato ufficiale ha fatto presente come tra i maggiori gruppi bancari italiani quello assegnato risulti essere il secondo miglior rating assegnato dall’Agenzia Fitch. Nel dettaglio, l’abbassamento del rating, da “A+” ad “A” con outlook stabile, riguarda quello “Long Term Issuer Default Rating”, ovverosia il rating controparte a lungo termine, mentre rimane ad “F1” lo Short Term Issuer Default Rating, a “B/C” il Bank Individual Rating, a “BBB” il Support Rating Floor, ed a “2” il Support Rating. Per quel che riguarda l’abbassamento del rating a lungo termine, UBI Banca con un comunicato ufficiale ha fatto presente come Fitch sia intervenuta in virtù del rallentamento dell’attività economica nel nostro Paese che, unito ad un basso livello dei tassi di interesse sul mercato, secondo l’Agenzia di rating rendono improbabile un rapito recupero da parte del Gruppo bancario della redditività.

Banca Sella, una nuova linea di credito dalla Bei per le pmi

Banca Sella, uno dei nomi di punta per quel che concerne il nostro paese e le banche di stampo privato, non può che ringraziare la generosità dimostrata dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei): in effetti, è stata proprio l’istituzione finanziaria dell’Unione Europea a mettere a disposizione della spa biellese una nuova e sostanziosa linea di credito. Si tratta di ben settanta milioni di euro, somma di denaro che verrà utilizzata in maniera particolare per alcune iniziative della stessa banca e per dar vita a nuovi investimenti relativi alle piccole e medie imprese d’Italia. Il riferimento, in questo caso, va soprattutto a quei progetti che non sono ancora stati portati a compimento.

Atlantia: finanziamento BEI per terza corsia A14

La società Autostrade per l’Italia ha stipulato con la BEI, Banca Europea per gli Investimenti, un finanziamento per l’erogazione di una ulteriore tranche, per un controvalore pari a 300 milioni di euro, avente come finalità quella della costruzione delle terza corsia dell’autostrada A14 inerente il tratto da Rimini e fino a Porto S. Elpidio. A darne notizia in data odierna, venerdì 17 dicembre 2010, è stato il Gruppo Atlantia nel precisare come l’opera rientri, con il IV Atto Aggiuntivo sottoscritto nell’anno 2002, tra gli impegni di investimento che Autostrade per l’Italia s’è assunta con l’Anas. Il nuovo contratto di finanziamento si va così ad aggiungere ad una linea di credito sottoscritta sempre con la Banca Europea per gli Investimenti, per un controvalore pari ad 1 miliardo di euro, nel novembre del 2008, e sinora utilizzata per 0,5 miliardi di euro.

Saipem: nuovi contratti per $ 1,2 miliardi

Ammontano a ben 1,2 miliardi di dollari americani i nuovi contratti onshore che si è aggiudicata la Saipem. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata proprio la società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari nel precisare come i contratti riguardino il Kuwait e la Siria. Nel dettaglio, nel nord del Kuwait, Saipem ha acquisito da Kharafi National una commessa nell’ambito di “Early Production Facility“, un progetto finalizzato allo sfruttamento del giacimento Jurassic che si trova a cinquanta chilometri circa di Kuwait City. In particolare, la commessa prevede che i lavori vengano completati entro il secondo trimestre dell’anno 2013 a fronte, da parte di Saipem, di servizi e lavori di ingegneria, di approvvigionamento, costruzione e messa in esercizio delle strutture per il trattamento di olio e gas.

Mediobanca, in scena il Terzo Atto con bond in dollari ed euro

Mediobanca, l’istituto di credito milanese attivo in larga misura nei servizi finanziari, è l’autentica protagonista delle emissioni della giornata odierna: la banca fondata da Enrico Cuccia ha deciso infatti di lanciare le sue nuove obbligazioni Terzo Atto, dei bond che consentono agli investitori di beneficiare di alcune caratteristiche molto interessanti, prima fra tutte il tasso variabile. Tali prodotti, anzitutto, sono stati sottoscritti presso l’EuroMot, il mercato delle obbligazioni telematiche di Borsa Italiana, e possono essere suddivisi in due grandi branche, vale a dire gli strumenti denominati in dollari statunitensi e quelli in euro. Analizzando nel dettaglio l’offerta, c’è da dire che le obbligazioni a stelle e strisce giungeranno a scadenza nel 2015 (la durata è quinquennale), mentre il loro codice Isin di riferimento è IT0004669120; nel caso dei bond “europei”, invece, l’Isin è IT0004669138, ma la scadenza rimane sempre la stessa.

Kerself: piano industriale e finanziario, via libera del CdA

Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Kerself ha approvato, a valere sugli anni dal 2010 al 2014, il Piano industriale e finanziario che prevede, tra l’altro, il conseguimento di un valore della produzione pari a 330 milioni di euro circa nell’anno in corso, e di 800 milioni di euro nell’anno 2014. Il Piano, in particolare, contempla altresì un aumento di capitale per un controvalore fino a 50 milioni di euro per cassa ed in opzione ai soci unitamente sia alla conferma dei fidi che sono attualmente in essere, sia il riscadenziamento e la rimodulazione del debito a medio e lungo termine, includendo anche il leasing; in più, il Piano precede altresì la concessione di linee di credito commerciali e di firma che siano coerenti con le attività industriali della società quotata in Borsa a Piazza Affari ed attiva nel settore delle energie rinnovabili. Intanto, con un comunicato ufficiale, il Consiglio di Amministrazione di Kerself, tra l’altro, ha revocato a Pier Angelo Masselli, l’Amministratore Delegato, le deleghe ed i poteri a lui conferiti attribuendoli, per quel che riguarda la carica di Ad, a Marco Giorgi, il Vice Presidente del Gruppo Kerself.

Enel: Moody’s mette rating in creditwatch

L’Agenzia di rating Moody’s ha messo il rating del colosso energetico Enel in creditwatch, ovverosia sotto osservazione, per un possibile declassamento. In particolare, è stato messo sotto osservazione il rating a lungo termine di Enel, attualmente pari ad “A2”, e quello a breve termine che attualmente è pari a “Prime-1”. Ciò nonostante l’Agenzia di rating Moody’s abbia comunque riconosciuto al Gruppo Enel, rispetto all’ultima rilevazione sul rating risalente al mese di aprile dello scorso anno, la capacità di riduzione del proprio indebitamento finanziario netto con la conseguenza del miglioramento dei parametri legati alla misurazione del credito; questo, in particolare, è avvenuto sia a seguito di un aumento di capitale, per un controvalore pari all’incirca ad otto miliardi di euro, ed al piano di dismissioni portato avanti nel biennio 2009-2010 tra cui, di recente, il collocamento sul mercato delle azioni della controllata verde EGP – Enel Green Power.

Renault: i Samurai Bond battono i titoli di Mazda

Il piano che Bank of Japan sta approntando in questi giorni è piuttosto preciso: l’istituto di credito centrale del Giappone ha infatti intenzione di acquisire 35 trilioni di yen per quel che concerne gli assets finanziari, in modo da ridurre i tassi di indebitamento, una mossa che potrebbe agevolare le performance di Renault nei confronti di Madza Motor. Le vendite dei cosiddetti Samurai Bond (le obbligazioni quotate a Tokyo e denominate in yen, ma emesse da una compagnia non giapponese) da parte di aziende estere ha subito un rialzo importante quest’anno, vale a dire un incremento del 34%, attestandosi a quota 1,74 trilioni, il livello più alto da tra anni a questa parte.