Fed: Jerome Powell ha paura dell’Italia?

L’atteggiamento dell’Italia nei confronti della manovra e le eventuali conseguenze del suo comportamento sembrano rappresentare, per il presidente della Fed Jerome Powell, un importante fattore di rischio per l’economia mondiale e quindi anche per quella americana.

Mario Draghi, niente quantitative easing nel 2019

Niente quantitative easing nel 2019: per quanto si potrebbe dar vita a sostegni di breve termine, al momento arriva la conferma da parte del presidente della BCE Mario Draghi del fatto che il programma di acquisti di titoli di Stato da parte dell’Europa finirà con dicembre.

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Wall Street e bancari italiani in evidenza

Questo pomeriggio si segnala una Wall Street performante, come da previsioni, mentre fanno la parte dei protagonisti, a Milano, i bancari italiani.

A New York tutto secondo le analisi, con il Dow Jones a +0,94%, S&P 500 a +0,96% e Nasdaq a +1,1%. Il Nasdaq vola dopo i record di acquisti dei clienti nerd per il black friday. Amazon è l’azienda protagonista, mentre sul Dow Jones si segnala la performance del petrolio.

I bancari italiani

A Milano invece, giovano le parole concilianti di Matteo Salvini sul rapporto deficit/Pil. Lo spreaad scende sotto i 300 punti e le banche possono respirare, così come la borsa di Milano che segna un ottimo +3,15% per il Ftse Mib. A trainare infatti, sono i bancari, con Ubi Banca che segna il 6,7%. Tanti acquisti anche per Banco Bpm (+5,95%), Unicredit (+5,89%) e Intesa Sanpaolo (+5,7%).

La diminuzione del differenziale tra i Btp e i Bund porta e banche italiane in un nuovo clima, dopo i giorni cupi dello scontro tra Europa e Governo italiano. La notizia sull’apertura della trattativa tra il nostro paese e l’Europa dovrebbe impedire la procedura di infrazione. Anche il presidente della Commissione Europea si è espresso con toni conciliatori verso l’Italia, e il governo sta pensando di portare il target dal 2,4% al 2-2,1%.

Manovra, Tria: i conti sono sotto controllo

Il ministro del Tesoro Giovanni Tria continua a sostenere che i conti italiani sono sotto controllo e che il debito pubblico scenderà: la posizione del Governo Italiano in merito all’ennesimo no dell’Europa alla manovra è sempre lo stesso.

Alitalia, Luigi Gubitosi lascia per Telecom Italia

Alitalia è una società differente rispetto a prima, i cui conti sono migliorati così come le prospettive di crescita che ora appaiono decisamente migliorate. Luigi Gubitosi è particolarmente fiero, lasciando la compagnia, di poter sottolineare come la situazione sia migliorata.

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Banca Popolare di Bari: la cartolarizzazione si è conclusa ad un prezzo sopra le attese

Banca Popolare di Bari la cartolarizzazione si è conclusa ad un prezzo sopra le attese

Conclusa con un prezzo al di sopra delle aspettative, la cartolarizzazione multi-originator denominata POP NPLs 2018, originata da 17 banche popolari e non (di cui 12 popolari).

In particolare, le banche coinvolte sono: Cassa di Ravenna, Banco di Lucca e del Tirreno, Banca di Imola, Credito di Romagna, Banca Popolare del Lazio, Banca di Piacenza, Banca Popolare Pugliese, Banca Popolare di Fondi, Banca Popolare del Frusinate, Cassa di Risparmio di Orvieto, Banca Popolare del Cassinate, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Banca Popolare di Cortona, SanFelice 1893 Banca Popolare, Banca Popolare Valconca, Banca Popolare Sant’Angelo, insieme alla Banca Popolare di Bari.

Nell’ambito dell’operazione Jp Morgan e Banca Popolare di Bari hanno svolto il ruolo di Arranger.

Gli Istituti di credito hanno ceduto a un veicolo di cartolarizzazione, denominato POP NPLS 2018, un portafoglio di crediti in sofferenza avente valore lordo esigibile pari a 1.578,3 milioni, composto da crediti secured per il 65,7% e da crediti unsecured per il 34,3%.

Il veicolo ha emesso tre tranches di notes ABS: una senior di 426 milioni, corrispondente al 27% del valore lordo esigibile, dotata di rating Baa3 e BBB da parte, rispettivamente, delle agenzie Moodys e Scope Ratings ed eleggibile per la GACS; una mezzanine di 50 milioni, corrispondente al 3,2% del valore lordo esigibile, dotata di rating Caa2 e B, rispettivamente, da parte di Moodys e Scope Ratings; una junior, non dotata di rating, pari a 15,78 milioni.

Il valore complessivo delle notes dotate di rating è pari al 30,2% del valore lordo esigibile.

La struttura dell’operazione, grazie all’abbinamento della cartolarizzazione con l’assegnazione dei rating e il rilascio della GACS, consente, per le singole banche originator, di migliorare sensibilmente la valutazione del portafoglio e, allo stesso tempo, di ridurre l’onerosità complessiva dell’operazione, assicurando comunque rendimenti interessanti ai potenziali sottoscrittori delle diverse tranches, inclusa la junior.

I titoli in vista oggi: Carige e Tim

TIMSono due i titoli che oggi stanno salendo alla borsa di Milano: Carige e Tim. Per motivi diversi, i due titoli sono in rally. Per Carige si tratta di una boccata d’ossigeno, visto che il titolo era sprofondato a quotazioni imbarazzanti.

Così basta la conferma del rating CCC+ da parte di Fitch a far volare il titolo in borsa a +12%. L’agenzia di rating ha tolto lo stato di sorveglianza negativa, visto che il rafforzamento patrimoniale permetterà alla banca di rispettare i requisiti prudenziali. Vedremo se sarà l’inizio di una lenta ripresa delle azioni della banca, che attualmente valgono 0,00012 euro l’una. Il prossimo passo sarà il collocamento del prestito subordinato.

Tim

Anche la Tim va in rally a Milano, con il +3,19% alle 11:47, dopo il via ufficiale alla convergenza con Open Fiber.

Grandi novità nel consiglio di amministrazione dell’azienda, al centro dello scontro tra Vivendi e Fondo Elliott. Dopo le dimissioni di Sparkle e Persidera, si attendono ora anche quelle di Inwit. Le agenzie di rating mantengono il loro giudizio su Buy, mentre il target price si aggira sui 0,64 euro.

A giovare al titolo della tlc, la nomina, già annunciata, di Luigi Gubitosi come Amministratore Delegato di Tim, arrivata nella serata di ieri.

Questo non ha smorzato i toni tra i due colossi che si contengono il controllo della quotata, e i francesi della Vivendi vogliono già da ora chiedere una nuova assemblea, per riprendere il controllo.

Banca Carige: azioni in rialzo dopo stop allo scoperto solo in apertura

BANCA CARIGELa Consob ha deciso di bloccare per oggi le vendite allo scoperto per le azioni di Banca Carige, che riescono così a guadagnare ben il 15% in apertura. Ma l’euforia dura poco, e le azioni iniziano a scendere già dopo un’ora, arrivando a perdere il 5%.
La situazione delle banca resta difficile, così come quella delle sue azioni, che hanno subito un tracollo ormai da tempo. Il capitale azionario della banca infatti, vale oramai meno della sua sede genovese.

La situazione

La situazione della banca è pessima. Finora tutti gli interventi non hanno sortito effetti, e si attende ancora il piano di rilancio che prevede l’emissione di bonds e quindi l’aumento di capitale.

Ma con le azioni a 0,0025 euro, il capitale azionario della banca è di appena 100 milioni di euro, come detto, men del prezzo di mercato della sede centrale.

La banca non riesce a far fronte alla spirale di ribassi, e dovrà procedere alla ricapitalizzazioni facendo prezzi ancora più favorevoli. Una serie di interventi che sembrano essere il classico cane che si morde la coda.

Domani, il consiglio di amministrazione varerà l’accorpamento delle azioni, portando il rapporto di 1 a 1000, ovvero un nuovo titolo ogni 1000 vecchi titoli. Basterà?

Carige, le banche pronte a salvarla

Le banche italiane sono pronte a salvare Carige dal fallimento: è quel che si evince dal piano di salvataggio presentato lo scorso lunedì dall’antico istituto genovese.

Tim, Elliott a sopresa licenzia Amos Genish

Con un’assemblea straordinaria il consiglio di amministrazione di Telecom ha sfiduciato l’ad Amos Genish: Elliott, a sorpresa, ha prodotto l’ennesimo colpo di scena nella lunga storia di questa società già messa sotto scacco con la diatriba corrente che li coinvolge con il socio di maggioranza Vivendi.

Buyback azionario. A Wall Street è record di ricompera della proprie azioni

Buyback azionarioIl Buyback azionario è la ricompera delle proprie azioni da parte delle società quotate, e quest’anno si è segnato un record alla borsa di New York. Un fenomeno importante perché impatta decisamente sul mercato azionario.

I dati di Wall Street

I dati rilasciati da DataTrek indicano che nel 2018, le quotate dello S&P 500 newyorchese hanno riacomprato titoli per 646 miliardi di dollari. Si tratta di un +29% rispetto all’anno precedente. Ma il 2018 non è ancora finito, e a quanto trapela, sarebbero pronti altri 350 miliardi da impiegare fino a Natale. Questo porterebbe il Buyback totale attorno ai 1.000 miliardi.

Il Buyback riduce le azioni della concorrenza e sostiene le aziende, anche se è molto criticato da più analisti. Questo perché la ricompera droga il mercato con capitali che invece potrebbero essere investiti in impieghi produttivi, specialmente nel medio-lungo termine.

A spingere il fenomeno del buyback di quest’anno, è stato il taglio delle tasse di Trump, nel qudro di una politica di salvaguardia dell’economia nazionale.

Dopo però l’esaurimento degli incentivi, il buyback tornerà in forse. Il problema, per le aziende americane, è il costo delle azioni ricomprate, maggiore del valore reale, che potrebbe ritorcersi contro di loro una volta svanito l’effetto del beneficio fiscale trumpiano.

FIAIP: campagna di comunicazione per tutelare il cittadino dalle truffe

Acquistare o affittare un certo immobile, come ad esempio una casa, è un passo molto importante che può addirittura stravolgere la vita di una persona. Si tratta di un investimento che richiede a monte una valutazione dei pro e dei contro, in cui rientra la tassazione fiscale, la manutenzione dell’immobile e le spese che ne derivano.

Prima di fare questo la decisione più importante da prendere è di affidarsi ad un agente immobiliare professionale così da rendere l’investimento sicuro e protetto da eventuali truffe.

Per sensibilizzare i cittadini sui possibili rischi delle trattative immobiliari “fai da te”, la FIAIP (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) ha ideato tre video, da 45 secondi ciascuno, che sono stati lanciati sui social network.

I filmati fanno parte della campagna di comunicazione digitale che FIAIP ha messo in campo ad ottobre e che è stata presentata a Roma a fine settembre.

I video accendono i riflettori su tre situazioni differenti ma comuni, in cui i consumatori durante l’acquisto di una casa, la vendita di un immobile e l’affitto di un locale commerciale, pensando di “risparmiare” e “raggiungere velocemente l’obiettivo” non si affidano ad un agente immobiliare e quindi rischiano di incorrere in sonore truffe.

L’obiettivo della campagna di comunicazione della Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) è di mettere in guardia i consumatori dalle numerose fregature perpetuate sia sul web che mediante finti agenti immobiliari.

La Federazione scende in campo per porre fine ai pericoli del “fai da te” e per fornire a chi si appresta a comprare, vendere o affittare casa, una maggiore consapevolezza, anche rispetto ai valori immobiliari correnti.

In occasione della presentazione dei video, il Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini ha precisato:

“Fiaip da sempre lavora per creare un circuito di sicurezza nella compravendita immobiliare, circuito che dovrebbe vedere uniti tutti gli attori della filiera contrattuale. Da sempre lavoriamo per unire le varie figure professionali che accompagnano il cliente nel percorso precontrattuale e in quello dei trasferimenti. Due fasi molto diverse che però avrebbero bisogno di essere integrate”.

Fiaip, da più di 40 anni, oltre ad essere fra le più grandi e dinamiche Federazioni di categoria Europee, è anche accreditata presso il Parlamento Europeo. In Italia è referente tecnica dell’O.P.M.I. Osservatorio Parlamentare del Mercato Immobiliare.

La presenza capillare su tutto il territorio nazionale, operata attraverso 20 sedi regionali e 105 collegi provinciali e interprovinciali, rappresenta per gli associati un punto di informazione e di consulenza professionale nonché di difesa sindacale degli interessi della categoria.

FIAIP è aderente a Confindustria, Confedilizia, Tecnoborsa, Confassociazioni e collabora con CEPI -European Association of Real Estate Professions e con il NAR – National Association of Realtors.

Tante le iniziative che la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali negli anni ha messo in campo, ma questa è la prima campagna di comunicazione digitale diretta al cittadino, al cliente, per fargli capire che affidarsi a un agente immobiliare professionale è importante per la sua tutela ed è garanzia di sicurezza e serenità.

“Chi promette al mercato di fornire valutazioni veritiere – è stato il commento del Presidente Baccarini -, basandosi per le valutazioni immobiliari su algoritmi di cui nessuno conosce i codici, molto probabilmente non sa o non vuole sapere che la valutazione del bene casa è molto complessa e che ogni unità immobiliare è diversa l’una dall’altra. Massificare le valutazioni, può esser utile per le start up del web che vogliono svolgere le funzioni degli agenti immobiliari, ma non certo alle famiglie italiane che nell’acquisto della loro casa, mettono i risparmi di una vita”.

Di seguito gli altri 2 video della campagna

Tesla, Robyn Denholm nuovo presidente

Finalmente si fa più chiara la situazione della Tesla: è infatti avvenuto ufficialmente il tanto annunciato cambio al vertice. La necessità di rilanciare l’azienda ed allontanare Elon Musk dopo le ultime “bravate” ed a causa della denuncia per truffa giunta da parte del Sec, l’ente chiamato a vigilare sulla mercato azionario negli Stati Uniti ha portato alla scelta di Robyn Denholm.

Tria: manovra non cambia ma aperto dialogo con Commissione Europea

Giovanni Tria è fermo nelle sue posizioni: la manovra al momento non si tocca ma non per questo viene a mancare il dialogo con la Commissione Europea sulla stessa. Così si è espresso il ministro del Tesoro a margine della riunione dell’Eurogruppo nel corso del quale si è parlato ancora una volta dell’Italia e della necessità di trovare una soluzione.