Vi è una soluzione da perseguire per Carige che può essere considerata la migliore e si tratta, senza ombra di dubbio, dell’aggregazione: è questo ciò che ha spiegato vicedirettore generale di Bankitalia Fabio Panetta.

Vi è una soluzione da perseguire per Carige che può essere considerata la migliore e si tratta, senza ombra di dubbio, dell’aggregazione: è questo ciò che ha spiegato vicedirettore generale di Bankitalia Fabio Panetta.

Con le trimestrali che escono giornalmente, la Borsa di Milano segna gli umori degli investitori. Oggi sono due i titoli sotto osservazione, nel bene e nel male. Nel male il titolo Tod’s, come era prevedibile, dopo la presentazione dei bilanci che hanno deluso ampiamente le aspettative. Il titolo paga subito in apertura e perde il 7% in soli venti minuti di seduta. Ora un leggero recupero, a -5,25%, con il titolo a 41,12 euro. Tod’s chiude il 2018 con ricavi a -2,4% (940,4 milioni di euro), anche se una nota dell’azienda parla di un risultato atteso, e di un nuovo acquisto di azioni, a quanto pare massiccio.
Bene invece Stm. La quotata aumenta i suoi ricavi del 7,4%, arrivando a 2,65 miliardi di dollari. Il 5% arriva dall’ultimo trimestre dell’anno, con un utile netto di 418 milioni. Si tratta di più di 100 milioni di miglioramento rispetto allo stesso trimestre del 2017. Anche se le previsioni sul primo trimestre 2019 non sembrano buone, con ricavi per 2,1 miliardi di dollari (-5,7%) rispetto al primo trimestre del 2018, il titolo va in rally a Milano. L’apertura è ottima, con il titolo che guadagna l’8.89% e va al prezzo di 13,62 euro (+1,12 euro).
L’Agcom sottolinea l’importanza dello scorporo della rete per Tim e il fondo Elliott Management torna alla carica in materia e le azioni scendono, creando qualche malumore in attesa che la situazione si stabilizzi.

Si segnala una giornata all’insegna dell’attesa, a Milano, con i titoli Tim e Enel da tenere d’occhio. La settimana si apre con nuovi intoppi tra Cina e Usa, e stavolta riguarderebbero i prodotti agricoli. Wall Street aveva comunque chiuso la settimana scorsa in rialzo, grazie alle voci che vedevano la Cina offrire agli Usa l’occasione irripetibile di annullare il suo disavanzo commerciale con Pechino, tramite maxi acquisti di prodotti, entro il 2025.
Questa mattina anche Tokyo ha chiuso in positivo (+0,25%), ed è probabile che le borse europee tengano un atteggiamento rialzista, anche se prudente. A Milano sotto osservazione ci sono Enel e Tim. Per Enel possibilità di forte volatilità, oggi che l’azienda staccherà le cedole dei dividendi. Probabilmente le prese di profitto penalizzeranno il titolo. Per Tim invece, si aspetta un rimbalzo, per recuperare le perdite di venerdì scorso, ma il titolo inizia male, con un -0,72% in apertura. Venerdì aveva subito un doppio downgrade di target price, e questa mattina non sembra poter rimbalzare.
Intanto Banca Carige chiede 2 miliardi di garazie statali per i suoi bond. La banca tenta due emissioni obbligazionarie da 12 e 18 mesi, sfruttando il Decreto Legge numero 1 del 2019 che le garantisce fino a 3 miliardi di garanzie.
Bisogna fare attenzione all’incertezza geopolitica: Mario Draghi non è stato molto ottimista nel corso del suo intervento presso il Parlamento europeo, sottolineando la necessità di mantenere alti gli stimoli e non cantare vittoria.

La mattinata alla borsa di Milano si apre negativamente, anche se ieri Wall Street aveva avuto una buona seduta, soprattutto con i bancari, dopo la pubblicazione dei trimestrali. In flessione invece Tokyo, con lo yen forte che porta ad una chiusura a -0,2%.
I titoli da tenere sotto osservazione a Piazza Affari oggi sono Enel e FCA. Per Enel ci potrebbero essere dei rialzi, grazie all’annuncio sull’accordo con i cinesi di CGN Energy International Holdings, che compreranno tre impianti rinnovabili, per un totale di 540 MW. Il titolo, per il momento, scende dello 0,12%.
Sempre dalla Cina ci sono le voci sull’interessamento su Fca da parte di Geely, gruppo cinese interessato ad alcuni assets di Torino, tra cui Cnh Industrial. I cinesi potrebbero entrare nel gruppo, e il magnate Li Shufu già controlla Proton in Malesia e Volvo, Polestar e Lotus in Occidente. Le voci di un interessamento di Geely non sono nuove, e ora sembra che il gruppo voglia far parte di Alfa Romeo e Maserati. L’intenzione è quella di costruire un polo del lusso.
Il titolo di FCA quindi potrebbe entrare in rally, grazie a questo interessamento. Il titolo per il momento guadagna lo 0,57%.

Banca Popolare di Bari sta affrontando adeguatamente, con molto impegno, i rapporti con i propri soci e i clienti.
In linea con questo impegno, il Gruppo Banca Popolare di Bari, il più grande gruppo bancario autonomo del Centro e Sud Italia, sta preparando un nuovo piano industriale per rilanciare la Banca e un contestuale aumento di capitale.
Il settore bancario è alle prese con uno uno scenario attuale non sereno e non mancano le turbolenze. Inoltre negli ultimi anni, il quadro normativo incerto non ha aiutato le banche popolari.
Il Consiglio di Stato in merito alla complessa interpretazione della riforma, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, ha deciso di adire la Corte di Giustizia dell’UE per ottenere i necessari chiarimenti sui due temi maggiormente controversi: la soglia degli attivi e il diritto al rimborso per i soci in caso di trasformazione.
Oltre due anni per decidere sulla riforma e ciò ha avuto delle ripercussioni sul settore delle popolari che sono, da sempre, maggiormente vicine ai tessuti produttivi in cui operano.
In questo contesto turbolento gli istituti di credito cercano di affrontare le leggi e le riforme approvate.
Popolare di Bari si sta adeguando al panorama, tanto che a breve si attiverà per deliberare un irrobustimento del patrimonio.
Ancora un nulla di fatto per Vivendi in merito ai tentativi di riprendere il controllo di Telecom: il consiglio di amministrazione ha deciso di convocare un’unica assemblea degli azionisti il 29 marzo per discutere del bilancio e della possibile revoca di consiglieri richiesta dall’azienda francese, primo azionista di Tim.

Mentre in campo politico imperversano polemiche relative al decreto salva Carige, la banca non rimane ferma ad attendere che le cose si sistemino da sole, anzi: i commissari stanno già lavorando sul piano industriale e stanno mettendo a punto quello di salvataggio.

Oggi la borsa di Milano mette sotto osservazione le azioni della FCA, dopo che ieri la multinazionale dell’auto avrebbe raggiunto un accordo con il Governo degli Stati Uniti sulle emissioni dei diesel. L’accordo aveva provocato subito un rally, immediatamente spento oggi dalle prese di profitto che ha portato le azioni a perdere fino al 2% in apertura, parzialmente recuperato verso le 9 e 30 con una perdita di solo l’1%.
L’accordo prevede una multa da 700 milioni, per Fiat Chrysler, ma su questo punto, per il momento, ci sono ancora solo delle note delle agenzie di stampa, mentre non abbiamo commenti da parte dell’azienda.
Intanto c’è stata una revisione dei rating per due banche, da parte degli analisti di Kepler Cheuvreux. Il giudizio sulle azioni di doBank e di Unipol è stato rivisto, in positivo per il primo istituto, e in negativo per il secondo.
Per i titoli di doBank si passa al rating di buy, con target price a 12,3 euro. Per Unipol invece, il rating scende a hold e il target price a 4,5 euro. Naturalmente i mercati hanno reagito di conseguenza, con le azioni di doBank che vanno in rally del 4,25% e quelle di Unipol che scendono dello 0,67%.
E’ arrivato il decreto salva banca per Carige? Forse la scelta delle parole non sarà perfettamente adeguata ma come definire un decreto legge che dà il via libera, in caso di bisogno ad un aumento di capitale finanziato da denaro pubblico?

L’Asia è il continente che più, nell’immaginario collettivo, sembra essere il traino dell’economia, il continente dove si può guardare per ottenere dei profitti. Il pensiero va subito ai due paesi simbolo della grande crescita, Cina e India, ma in realtà ci sono altri paesi a cui guardare, tra cui Indonesia, Malesia, Singapore e Filippine.
Le aree da guardare con interesse, in Asia, sono molte. In particolare i paesi dell’Asean, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, sono un gruppo economicamente forte, con un Pil di 2,800 miliardi. Un gruppo di paesi che può concorrere, insieme, a sfidare il Pil di grandi paesi come la Francia o la stessa India, con il vantaggio di rappresentare 650 milioni di persone. Molti ricordano la crisi finanziaria che colpì questi paesi alla fine degli anni ’90. Ma oggi invece, queste economie sono di grande rilevanza, con grandi crescite economiche e demografiche. Qui, le capacità produttive, anche di alta tecnologia, cominciano ad essere importanti, con tante start-up e nuove corporations.
La produttività sarà migliorata con la con la costruzione di grandi infrastrutture, che aumenteranno il peso specifico delle relative economie. Va quindi detto che le obbligazioni di questi paesi potranno essere molto interessanti, già da ora. E non solo quelle governative, ma anche quelle corporates. In Asia c’è un ottimismo più diffuso riguardo al futuro, mentre la stanza Europa arranca sui suoi problemi.
Sarà Mps a salvare Banca Carige? In un momento di estrema confusione rispetto a quella che sarà la sopravvivenza dell’istituto senese sono molte le voci che si rincorrono e che vorrebbero la banca senese come “protagonista” del salvataggio.

La correzione last minute della manovra da parte del Governo mette i Btp, per il primo trimestre di questo 2019, al primo posto tra le soluzioni obbligatorie da intraprendere saldi i suoi conti: scopriamo insieme cosa succederà.
