Mario Draghi, niente quantitative easing nel 2019

Niente quantitative easing nel 2019: per quanto si potrebbe dar vita a sostegni di breve termine, al momento arriva la conferma da parte del presidente della BCE Mario Draghi del fatto che il programma di acquisti di titoli di Stato da parte dell’Europa finirà con dicembre.

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E’ questo ciò che il Governatore della Banca Centrale Europea ha sottolineato nel corso dell’audizione al Parlamento Europeo trovando il modo, pur senza nominare l’Italia, di “tirare le orecchie” al Governo per l’atteggiamento negativo nei confronti della sistemazione della manovra economica. Ha spiegato Mario Draghi sul programma:

I recenti sviluppi confermano le precedenti valutazioni del Consiglio direttivo sulle prospettive di inflazione a medio termine: la forza di fondo della domanda interna e dei salari continua a sostenere la nostra fiducia, che proseguirà la convergenza sostenuta dell’inflazione verso il nostro obiettivo, e verrà mantenuta anche dopo una graduale liquidazione dei nostri acquisti netti. Il Consiglio direttivo continua pertanto ad anticipare che, in base ai dati in arrivo che confermano le nostre prospettive di inflazione a medio termine, gli acquisti di attività nette si concluderanno a dicembre 2018.

E per ciò che riguarda la manovra, pur parlando in generale, ha chiarito:

Politiche insostenibili alla fine costringono a aggiustamenti economici socialmente dolorosi e finanziariamente costosi, che possono minare la coesione nell’Unione economica e monetaria. L’area euro area può essere esposta a rischi che originano da politiche domestiche insostenibili che portano a debiti troppo alti, vulnerabilità del settore finanziario e mancanza di competitività.

Il responsabile della BCE ha evitato di entrare nello specifico facendo nomi, ma lanciando comunque un messaggio abbastanza chiaro.

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