Investimenti finanziari: criptovalute ancora in flessione, cosa aspettarsi nei prossimi mesi?

di Daniele Pace Commenta

Cosa c'è da sapere per chi intende approcciare questo mondo

Si può dire che, almeno fino ad ora, il 2022 non è l’anno delle criptovalute. La flessione iniziata subito dopo il raggiungimento del record di capitalizzazione del mercato toccato all’inizio dello scorso mese di novembre non si è ancora arrestata. Il calo ha raggiunto il 70%: il lungo inverno del mondo crypto non è concluso, ma nelle ultime settimane ci sono stati degli interessanti segnali di stabilizzazione.

investimenti finanziari

La crisi ha portato un nuovo equilibrio, molto precario per il momento, con determinate tipologie di monete digitali che sono state spazzate via e con il lancio di nuovi progetti che sembrano destinati ad affermarsi nei prossimi mesi. Si pensa quindi ad un nuovo ciclo di espansione, anche se bisogna fare i conti con uno scenario decisamente diverso rispetto al passato, visto che le istituzioni stanno mettendo in atto i primi interventi concreti di regolamentazione.

Criptovalute ancora al centro degli investimenti finanziari

L’interesse nei confronti delle criptovalute non intende arrestarsi: sono infatti in crescita gli utenti che scelgono di investire nei mercati valutari sperando di riuscire a sfruttare al meglio le opportunità che offrono.

Le monete digitali hanno un ottimo potenziale, e la loro crescita nel corso degli anni lo dimostra, ma si tratta di un comparto molto volatile, a volte imprevedibile e non regolamentato. Almeno per ora, visto che l’Unione Europea ha già approvato il quadro regolatorio che potrebbe entrare in vigore nel prossimo futuro. Al momento per comprare criptovalute esistono due modalità: tramite gli exchange e tramite i broker di trading online.

Come investire sulle monete digitali

Gli exchange permettono di acquistare le monete digitali scambiandole con altre criptovalute o con moneta tradizionale. I token acquistati devono poi essere trasferiti in un portafoglio digitale. L’acquisto diretto è l’opzione preferita da chi vuole fare investimenti di lungo periodo, ma presenta dei costi elevati e soprattutto ci possono essere dei problemi di sicurezza. È vero che alcuni di loro hanno un’ottima reputazione e si sono dimostrati affidabili, ma gli exchange non sono regolamentati.

I broker di trading online, invece, per operare nel nostro paese devono avere ottenuto la licenza di un’autorità di vigilanza europea ed il permesso della Consob. Tramite i CFD consentono di speculare su tutte le oscillazioni dei prezzi delle monete digitali e di tantissimi altri asset. Le migliori piattaforme sono quelle di XTB, Capex.com, Plus 500, Markets.com, Trade, AvaTrade ed eToro, che a differenza degli altri permette anche l’acquisto diretto di una selezione di token.

Le previsioni per il prossimo futuro tra fine della flessione e nuove regole

Come detto in apertura, il mercato criptovalutario sta attraversando un lungo periodo di flessione. Nelle ultime sedute c’è stato qualche segnale incoraggiante, ma è troppo presto per parlare di inversione del trend. Per vedere di nuovo il mondo crypto in crescita bisongerà attendere ancora un po’, anche se gli analisti non hanno dubbi sul fatto che prima o poi le monete digitali torneranno a volare. Già a cavallo tra il 2022 ed il 2023 potrebbe arrivare un nuovo record di capitalizzazione.

Bisogna poi tenere conto di quelle che potrebbero essere le nuove regole. Entro la fine del 2023 infatti dovrebbe entrare a regime la nuova normativa UE sulle criptovalute. L’obiettivo è quello di portare stabilità finanziaria e tutelare la sicurezza degli investitori; tra le novità più interessanti dovrebbero esserci l’istituzione di un regime di licenza unificato, i controlli anti evasione e anti riciclaggio fatti obbligatoriamente dagli exchange e la vigilanza sui portafogli personali non gestiti tramite un exchange o una società crypto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>