Inversione dei rendimenti americani. Vediamo cosa sta succedendo

di Daniele Pace Commenta

 I rendimenti americani invertono la rotta dopo ben 12 anni. I bond governativi decennali sono scesi sotto al 2,44%, il rendimento che si registrava nel 2007. Sempre in riferimento allo stesso anno, i rendimenti dei bond a 3 mesi registrano il 2,46%

Si tratta di un dato che allarma gli analisti, perché ha sempre coinciso con una recessione, nell’ultimo mezzo secolo di storia degli Stati Uniti.

I precedenti

Gli Stati Uniti sono andati in recessione nel 1990, nel 2001 e nel 2008, e tutte queste crisi sono state anticipate dall’inversione dei rendimenti, circa un anno prima, nel 1989, nel 2000 e nel 2006. Secondo i calcoli di Bloomberg, tra l’inversione dei rendimenti e la crisi, l’arco temporale trascorso mediamente è stato di 311 giorni. E i segnali che sono già presenti e pubblicati da tempo dalla Federal Reserve e altri enti, già parlano di rallentamento.

Certamente è troppo presto per dare certezze di recessione, ma i timori ci sono e si fanno sentire sui mercati. Tanto che anche la Federal Reserve ha rinunciato ad alzare i tassi sul dollaro, proprio per favori il credito e tentare di rallentare la contrazione. Stessa strategia anche per la Bce, che però non ha mai pensato seriamente di alzare i tassi sull’euro, viste le analisi a disposizione.

Ribadiamo che non ci sono certezze che il passato si ripresenti, ma una crisi azzererebbe i margini d’interesse per le banche, mandando in crisi anche l’erogazione del credito, con tutte le conseguenze sull’economia.

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