Creval cade in Borsa: parte l’aumento di capitale

di Valentina Cervelli Commenta

Creval crolla a Piazza Affari ma affronta l’aumento di capitale di 700 milioni stabilito: tra le prime caratteristiche notabili relative a questo step preso della banca vi è il fatto che esso è pari a 7 volte il valore di Borsa dell’Istituto. Un passaggio doveroso però.

Che ispira fiducia, a quanto pare, ai potenziali investitori. Se l’aumento di capitale andrà come dovuto ed i crediti deteriorati verranno il più possibile eliminati e contenuti, Credito Valtellinese potrebbe entrare nelle grazie e divenire parte di un’aggregazione bancaria che potrebbe avvenire già nei prossimi mesi. Le nuove azioni verranno vendute a 0,1 euro, con un sconto del 16% mentre per chi tra i 150 mila soci non vorrà aderire, la diluizione sarà praticamente totale, da qui il tonfo nel mercato azionario di ieri.

Tra coloro che puntano sulla risalita di Credito Valtellinese vi sono Mediobanca, Citi, Barclays, Credit Suisse e Santander che nel ruolo di global coordinator garantiscono 85 milioni ciascuno ed ancora Equita, Commerz, SocGen, Akros, Kbw e MainFirst. Inoltre nuove azioni per 20 milioni a testa andranno, in caso di inoptato, al fondo Algebris di Davide Serra, e a Fonspa, che stanno trattando con Creval l’acquisto di circa mezzo miliardo di non perfoming loans.

In caso il piano di risanamento di Credito Valtellinese andasse a buon fine non solo la stessa banca si ritroverebbe ad essere tra le più virtuose (fattore chiave la vendita dei crediti deteriorati, N.d.R.) ma sarebbe in grado di attirare definitivamente l’attenzione dei fondi istituzionali che già la stanno osservando da lontano.

 

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