Come richiedere l’anticipo Naspi per mettersi in proprio?

di Daniele Pace Commenta

Cosa sappiamo su un argomento particolarmente interessante per tanti italiani

Un rapporto di lavoro giunto al termine, per alcuni, è un duro colpo difficile da digerire. In altri casi, invece, può addirittura rivelarsi una grande opportunità per cambiare direzione e provare, finalmente, a mettere in pratica le proprie capacità.

Come trasformare un licenziamento in un punto di svolta? Richiedendo l’anticipo Naspi – ossia il pagamento dell’indennità di disoccupazione in un’unica soluzione – come incentivo per l’apertura di un’impresa, un negozio o uno studio professionale.

Vediamo insieme di che si tratta e a chi è diretta questa interessante agevolazione.

anticipo Naspi

Anticipo Naspi: cos’è?

Come incentivo all’autoimprenditorialità, è stato introdotto il cosiddetto “anticipo Naspi”. Ossia, per i percettori dell’indennità di disoccupazione, la possibilità di ricevere la somma di tutti gli assegni mensili (eccetto il primo) in un unico versamento, come aiuto economico per l’avvio o ampliamento di un’attività autonoma.

In altre parole, se l’indennità percepita è pari a 500 € / mese, per un periodo di 8 mesi, il soggetto può richiedere un anticipo di 3.500 € (ovvero 7 mensilità).

Come richiedere la Naspi anticipata?

L’iter corretto per richiedere la Naspi anticipata è il seguente:

  • conclusione rapporto di lavoro
  • richiesta indennità di disoccupazione
  • apertura Partita IVA
  • richiesta anticipo Naspi entro 30 giorni

Quali documenti bisogna presentare?

La documentazione necessaria, da accompagnare alla domanda, comprende:

  • Certificato attribuzione P. IVA dell’Agenzia delle Entrate
  • Documenti apertura posizione Gestione Separata INPS per i liberi professionisti
  • Documenti apertura posizione Gestione Artigiani e Commercianti INPS per le ditte individuali (specificare “ditta in apertura”, se la documentazione è assente)

Requisiti per ricevere l’anticipo Naspi: quali sono?

L’incentivo è destinato, in primo luogo, ai soggetti aventi diritto all’indennità di disoccupazione. Questi dovranno, poi, dimostrare la volontà di avviare un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa o sviluppare a tempo pieno un’attività autonoma che ha avuto inizio durante il rapporto di lavoro dipendente (ora giunto al termine).

Una volta incassate le mensilità rimanenti, il soggetto non potrà stringere nuovi rapporti di lavoro subordinato per l’intero periodo coperto dall’anticipo Naspi.

Qualora ciò accadesse, infatti, vi sarebbe l’obbligo di restituire l’importo.

Come aprire la Partita IVA per richiedere la Naspi anticipata?

Sorge, quindi, un problema: a chi rivolgersi per l’apertura della Partita IVA (come professionista o ditta individuale) nel più breve tempo possibile e a basso costo?

Se un comune studio commerciale può richiedere diverse centinaia di euro solo per attivare la Partita IVA (con eventuale maggiorazione del prezzo nel caso in cui occorra predisporre la ComUnica), scegliendo un consulente telematico la spesa si riduce sensibilmente, pur senza essere costretti a “scontrarsi” con fisco e burocrazia.

Ad esempio, con il servizio Fiscozen, l’apertura è gratuita per i liberi professionisti, mentre per artigiani e commercianti vi è un costo fisso di 200 € + IVA, nel quale sono compresi i diritti camerali, le imposte di bollo e l’invio della SCIA (se prevista).

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