Il mercato dei fondi comuni di tipo monetario, vale a dire quegli strumenti in cui il denaro ceduto viene usato per l’acquisto di titoli di Stato nazionali o esteri, aveva bisogno di una fresca ventata di novità: quest’ultima è arrivata finalmente con una offerta congiunta, visto che sia JP Morgan Chase, società globale di servizi finanziari con oltre novanta milioni di clienti a disposizione, che Natixis, banca francese di investimento (la sede centrale si trova a Parigi, mentre i due azionisti di riferimento sono Banque Populaire e Groupe Caisse d’Epargne), nonché controllata della prima, sono pronte a lanciare sul mercato di riferimento questi specifici prodotti. C’è un intento ben preciso in questo senso, dato che si vuole riconquistare in qualche modo la fiducia dei risparmiatori, sempre più intimoriti dagli effetti provocati dalla crisi globale e intenzionati a ricominciare dall’inizio per quel che concerne l’allocazione dei loro capitali.
Investimenti News
Gruppo Trevi annuncia nuovi contratti all’estero
Ammontano a complessivi 130 milioni di euro i nuovi contratti che il Gruppo Trevi s’è aggiudicato all’estero. A darne notizia è stata la società quotata in Borsa a Piazza Affari dopo che la Divisione Fondazioni s’è aggiudicata lavori per un viadotto in Kuwait, per opere di consolidamento del terreno in Venezuela, e per la costruzione negli Stati Uniti, ed in particolare a Washington D.C., delle fondazioni per il nuovo Marriot Hotel. Complessivamente questi contratti hanno un controvalore pari ad 80 milioni di euro, mentre altri ordini, per complessivi 53 milioni di euro, sono stati acquisiti, attraverso le società Drillmec Inc e Drillmec SpA, dalla Divisione Metalmeccanica; la realizzazione dei lavori è per le Americhe e per la Bielorussia dove verrà consegnato un impianto petrolifero completo meccanico la cui realizzazione sarà effettuata a Piacenza, presso gli stabilimenti di Podenzano.
Source e Pimco, alleanza strategica sugli Etf
L’unione fa la forza: devono aver pensato questo Pimco e Source nell’approntare la loro distribuzione di Exchange Traded Fund sul mercato del continente europeo. Si tratta, come è noto, di due aziende di comprovata affidabilità; la Pacific Investment Management Company è infatti la società Newport Beach che si occupa della gestione degli assets finanziari, mentre Source è nota proprio per questo specifico prodotto di investimento. Le parti in questione hanno deciso di porre in essere un’importante intesa volta a rendere disponibile e distribuire degli Etf di tipo obbligazionario sulla piazza del Vecchio Continente. L’obiettivo principale, dunque, è quello di dar vita a degli strumenti che siano in grado di esporsi in maniera adeguata agli investitori europei.
Malesia: al vaglio un piano per la scalata ai Water Bond
Il governo della Malesia sta considerando con la massima attenzione le proposte avanzate da alcuni obbligazionisti: in particolare, si intendono evitare in tutti i modi i possibili default derivanti dalle compagnie operanti nel settore dell’acqua all’interno dello stato di Selangor, tra cui, non ultima, figura il take over agli strumenti finanziari coinvolti, oppure ancora l’offerta di prestiti. L’annuncio è giunto direttamente da Peter Chin, ministro dell’Energia, della Tecnologia Verde e dell’Acqua della nazione asiatica, il quale ha fatto sapere che il governo di Kuala Lumpur deve anzitutto valutare la disponibilità di tali bond, al fine di scongiurare effetti negativi sul mercato di riferimento. Gran parte degli obbligazionisti delle società in questione hanno chiesto al governo di assumere il controllo totale dei prodotti, o al massimo di estendere una sorta di prestiti “soft” allo stesso stato di Selangor in relazione ai finanziamenti della distribuzione dell’acqua.
Le regole sui derivati accrescono i rischi degli swap cinesi
Le nuove regole che disciplinano i Credit Default Swap in Cina vengono già considerate troppo limitate, anche perché accusate di ostacolare la crescita del settore e di provocare una distorsione dei prezzi quando invece il mercato dei corporate bond è in aumento del 45%; circa ventitre accordi (1,99 miliardi di yuan per quel che riguarda il volume di affari) sono stati introdotti un mese fa, secondo quanto fatto sapere dalla People’s Bank of China, l’istituto di credito centrale dell’ex Impero Celeste. Una delle critiche più forti è giunta da Gao Feng, a capo del settore che analizza i mercati globali cinesi presso Deutsche Bank, il quale ha chiesto espressamente che i regolamenti in questione possano contenere qualche elemento più innovativo. Gli swap a cinque anni costano attualmente in media circa 81 punti base in rapporto al debito cinese (valutato col rating AAA): è ormai noto come questi specifici contratti tendano solitamente a far registrare dei rialzi non appena la fiducia dell’investitore si deteriora, mentre i ribassi sono relativi ai miglioramenti di tale confidenza.
Poltrona Frau sale al 100% di Cassina S.p.A.
Il Gruppo Poltrona Frau ha il pieno controllo di Cassina S.p.A. attraverso l’acquisizione di una partecipazione che ha fatto salire al 100% delle quote la società quotata in Borsa a Piazza Affari. A darne notizia è stato proprio il Gruppo Poltrona Frau nel precisare che l’operazione di acquisizione del rimanente 14% di Cassina S.p.A., posseduto dal distributore giapponese Cassina IXC, è avvenuto a prezzi molto interessanti per la società. In particolare, il prezzo di acquisto, pari a 7,25 milioni di euro, avrà nel corso del 2011 un impatto finanziario diluito. Il Gruppo Poltrona Frau sale così al 100% in una società che con il suo marchio presenta la maggiore crescita e la più elevata redditività, nel 2010, per l’azienda quotata a Piazza Affari. In particolare, parlare di Cassina significa andare a considerare una realtà con oltre ottanta anni di storia e con un catalogo di prodotti che vede spiccare firme dell’architettura e del design di livello mondiale come Philippe Starck, Charlotte Perriand, Le Corbusier e Charles Mackintosh.
Il governo portoghese tenta di diversificare i propri investitori
Come siamo abituati a dire in più occasioni, tentar non nuoce ed è proprio quello che intende fare il governo del Portogallo: Lisbona è da tempo nel mirino delle agenzie di rating per la sua complessa situazione economica che la fa inquadrare alla stregua di “prossima nazione in default”, dunque non deve stupire se i tentativi sono molteplici e ripetuti. L’esecutivo guidato dal primo ministro Socrates intende infatti diversificare nella maniera più ampia possibile i propri potenziali investitori finanziari in relazione al debito vantato attualmente dalla nazione lusitana. L’obiettivo rimane comunque soltanto uno, vale a dire la possibilità di vantare, al momento delle prossime cessioni di assets, un adeguato volume di domanda, in modo che quest’ultima riesca ad attenuare i costi di indebitamento della repubblica iberica.
Banca Sella, una nuova linea di credito dalla Bei per le pmi
Banca Sella, uno dei nomi di punta per quel che concerne il nostro paese e le banche di stampo privato, non può che ringraziare la generosità dimostrata dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei): in effetti, è stata proprio l’istituzione finanziaria dell’Unione Europea a mettere a disposizione della spa biellese una nuova e sostanziosa linea di credito. Si tratta di ben settanta milioni di euro, somma di denaro che verrà utilizzata in maniera particolare per alcune iniziative della stessa banca e per dar vita a nuovi investimenti relativi alle piccole e medie imprese d’Italia. Il riferimento, in questo caso, va soprattutto a quei progetti che non sono ancora stati portati a compimento.
Atlantia: finanziamento BEI per terza corsia A14
La società Autostrade per l’Italia ha stipulato con la BEI, Banca Europea per gli Investimenti, un finanziamento per l’erogazione di una ulteriore tranche, per un controvalore pari a 300 milioni di euro, avente come finalità quella della costruzione delle terza corsia dell’autostrada A14 inerente il tratto da Rimini e fino a Porto S. Elpidio. A darne notizia in data odierna, venerdì 17 dicembre 2010, è stato il Gruppo Atlantia nel precisare come l’opera rientri, con il IV Atto Aggiuntivo sottoscritto nell’anno 2002, tra gli impegni di investimento che Autostrade per l’Italia s’è assunta con l’Anas. Il nuovo contratto di finanziamento si va così ad aggiungere ad una linea di credito sottoscritta sempre con la Banca Europea per gli Investimenti, per un controvalore pari ad 1 miliardo di euro, nel novembre del 2008, e sinora utilizzata per 0,5 miliardi di euro.
Saipem: nuovi contratti per $ 1,2 miliardi
Ammontano a ben 1,2 miliardi di dollari americani i nuovi contratti onshore che si è aggiudicata la Saipem. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata proprio la società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari nel precisare come i contratti riguardino il Kuwait e la Siria. Nel dettaglio, nel nord del Kuwait, Saipem ha acquisito da Kharafi National una commessa nell’ambito di “Early Production Facility“, un progetto finalizzato allo sfruttamento del giacimento Jurassic che si trova a cinquanta chilometri circa di Kuwait City. In particolare, la commessa prevede che i lavori vengano completati entro il secondo trimestre dell’anno 2013 a fronte, da parte di Saipem, di servizi e lavori di ingegneria, di approvvigionamento, costruzione e messa in esercizio delle strutture per il trattamento di olio e gas.
Renault: i Samurai Bond battono i titoli di Mazda
Il piano che Bank of Japan sta approntando in questi giorni è piuttosto preciso: l’istituto di credito centrale del Giappone ha infatti intenzione di acquisire 35 trilioni di yen per quel che concerne gli assets finanziari, in modo da ridurre i tassi di indebitamento, una mossa che potrebbe agevolare le performance di Renault nei confronti di Madza Motor. Le vendite dei cosiddetti Samurai Bond (le obbligazioni quotate a Tokyo e denominate in yen, ma emesse da una compagnia non giapponese) da parte di aziende estere ha subito un rialzo importante quest’anno, vale a dire un incremento del 34%, attestandosi a quota 1,74 trilioni, il livello più alto da tra anni a questa parte.
Sul segmento OICR è di casa il nuovo Etf di Ishares
La data odierna è fondamentale per quel che riguarda l’emissione degli Exchange Traded Fund e il segmento Oicr (acronimo che identifica gli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio): in effetti, Ishares Plc, leader mondiale in tale ambito, ha reso possibile la negoziazione di un nuovo prodotto di cui essa stessa sarà emittente. La compagnia specialista dell’offerta in questione, invece, sarà Susquehanna International Securities, la quale fa parte dell’omonimo gruppo privato, specializzato negli investimenti in titoli azionari. Lo strumento a cui ci stiamo riferendo assumerà una ben precisa denominazione, vale a dire Ishares Markit Iboxx Euro High Yield, un nome che fa già comprendere alcune delle caratteristiche più importanti di cui potranno beneficiare i risparmiatori.
Erg: OPA volontaria su Erg Renew
La società energetica ERG ha lanciato un’OPA, Offerta Pubblica di Acquisto, volontaria, sulla totalità delle azioni della società ERG Renew. A darne notizia in data odierna è stata proprio la società Erg dopo che il Consiglio di Amministrazione ha dato il via libera all’operazione sull’acquisizione dell’intera quota azionaria ancora in circolazione di Erg Renew ad un prezzo pari a 0,97 euro per azione. L’OPA volontaria, essendo Erg in possesso del 77,39% di ERG Renew, riguarda 29.999.407 azioni ordinarie ancora in circolazione con l’obiettivo del delisting, ovverosia la revoca dalla negoziazione in Borsa, sull’MTA, il Mercato Telematico Azionario, delle azioni ERG Renew. Con l’OPA volontaria ERG ritiene che ERG Renew possa portare avanti meglio e con più rapidità i piani strategici di crescita, gli obiettivi di investimento, ed il proprio posizionamento sul mercato. In caso di piena adesione all’OPA volontaria, l’esborso massimo da parte di ERG S.p.A. sarà pari a 29.099.425 euro; per quel che riguarda il prezzo, fissato a 0,97 euro per ogni azione ERG Renew, Erg ha fatto presente come questo incorpori un premio del 34,5% rispetto ai valori di chiusura di Borsa di ieri.
Eurotech annuncia accordo con Cisco Systems
Eurotech, società quotata in Borsa a Piazza Affari, e leader nei prodotti, nelle tecnologie e nei sistemi embedded, è diventata ufficialmente “STI”, Solution Technology Integrator, per il colosso americano del networking Cisco Systems; in questo modo Eurotech potrà andare a sfruttare i componenti del colosso americano del networking al fine di poter creare per il mercato dei trasporti delle soluzioni competitive. Secondo quanto dichiarato dal responsabile marketing di Cisco Government Systems and Solutions Group, Tony Jeffs, Eurotech potrà incorporare grazie all’accordo importanti soluzioni tecnologiche Cisco nei propri Mobile Access Router. Allo stesso modo il CTO di Eurotech in Nord America, Arlen Nipper, ha posto l’accento sul fatto che l’accordo consentirà di capitalizzare le relazioni di lunga durata con Cisco Systems andando ad incrementare ancora di più la qualità ed il valore che Eurotech potrà offrire ai committenti ed ai clienti che sono alla ricerca di soluzioni all’avanguardia.