Bper compra Carige da Fitd per un euro

di Valentina Cervelli Commenta

Bper compra Carige da Fitd per un euro, segnando un ulteriore passo verso la creazione del quarto polo bancario italiano per grandezza: un progetto che una volta conclusosi in maniera definitiva potrebbe davvero cambiare gli equilibri in gioco o comunque movimentare realmente il mercato.

Carige  e Bper, unione approvata

E la ragione è semplice: con Modena che acquisisce Genova sarà possibile dare vita a un polo bancario di più di 155 miliardi di attivi, di cui 22 messi sul piatto direttamente dall’istituto ligure con oltre cinque milioni di clienti totali, di cui 800 mila provenienti da Carige. Le filiali sono ben 2100 totali: numeri che superano quelli di Mps e che avranno modo d’interfacciarsi in modo sensibile con quelli “proposti” da Unicredit e Intesa Sanpaolo. Ovviamente tutto ciò è stato possibile grazie alla Fitd che ha accettato la proposta, anche come Schema Volontario, di cedere alla banca modenese guidata da Piero Luigi Montani, l’80% dell’istituto ligure a 1 euro e con una dote di 530 milioni versata dal Fitd.

Insomma, l’accordo che era stato trovato qualche settimana fa ha trovato compimento. Va sottolineato: si tratta dell’ultimo “versamento di sostegno” che la Fitd elargirà  “a tutela dei depositanti e degli stakeholder“. Il salvataggio da parte di Ber dovrebbe finalmente mettere Carige al riparo da qualsiasi criticità, evidenziandone il “lato buono”. Non bisogna dimenticare che Carige ha perso nel 2021 circa 90 milioni e ha un rapporto costi-ricavi che si avvicina al 100%, ma che questi ultimi sono in crescita del 12,7%. Verranno fatti alcuni tagli sul personale, sebbene ancora non sia stato chiarito quali saranno.

I tempi dell’operazione di acquisizione

L’operazione è avvenuta, come già anticipato, tenendo conto di diversi fattori, sia per ciò che riguarda le necessità di Carige, sia quelle di Bper. Quest’ultima aveva sottolineato che la procedura sarebbe andata avanti solo se non ci sarebbero stati impatti negativi sul capitale modenese e peggioramenti per quel che concerneva la qualità del credito.

Così è stato, a margine della valutazione positiva emersa dalla due diligence condotta dagli advisor PWC, Chiomenti, Mediobanca e Rothschild, i quali hanno confermato il bisogno di una “dote” al fine di coprire i costi straordinari collegati allo scioglimento degli accordi che la banca ligure aveva con Ibm, Amissima, Hdi, Creditis e Gardant e alcune rettifiche di valore sui crediti e sul real estate. I tempi per portare a conclusione l’operazione? Molto serrati: l’acquisizione deve essere perfezionata entro giugno dando modo a Bper di usufruire di 370 milioni di benefici fiscali netti, sotto forma di Dta e poi, entro la fine dell’estate il lancio dell’opa sul restante 20%, tra cui figura anche la quota dell’8% in mano a Cassa Centrale Banca, a 0,80 euro.

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