Bce, siamo alla fine del Bitcoin

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La Bce ritiene che i Bitcoin abbiano raggiunto il loro picco più basso. L’astio generale provato finora nei confronti delle criptovalute sembra aver trovato un fondamento.

Situazioni che si pensavano inconcepibili

Almeno stando a ciò che sta accadendo in questi giorni, in particolare a causa del crollo di FTX e del suo fallimento. È un dato di fatto che ciò che è accaduto all’exchange abbia avuto le sue conseguenze all’interno del mondo cripto. Bitcoin è forse la moneta digitale che ha sofferto di più di questo “incidente” proprio per via della sua maggiore diffusione e del suo più importante valore. Valore che è crollato rispetto all’inizio del 2022, quando si ipotizzava, nonostante la crisi energetica e la guerra in Ucraina, che potesse arrivare a dicembre sfiorando i 100 mila dollari.

La realtà è ben diversa visto che si aggira ora intorno ai 16 mila dollari, toccando uno dei minimi che mai si pensava potesse raggiungere. Gli investitori di certo non esultano, avendo perso moltissimo. E la ce in pratica si vendica, sottolineando quanto il Bitcoin sia stato un asset troppo rischioso fin dalla sua nascita. La Banca centrale europea ricorda infatti che questo è stato creato da Satoshi Nakamoto per superare il sistema monetario e finanziario esistente.

In un post del blog ufficiale della Bce, Ulrich Bindseil e Juergen Schaaf hanno pubblicato un articolo che in qualche modo rappresenta un lungo coccodrillo di questa moneta digitale. Ripercorrendo la sua storia, hanno sottolineato come il Bitcoin non sia uno degli investimenti su cui puntare. Soprattutto se si vuole guadagnare in maniera stabile dato che non genera flussi di cassa, dividendi e non è una materia prima.

Il suo valore, e questo è innegabile, si muove a causa di bolle speculative che si succedono l’una dopo l’altra, portando il prezzo verso l’alto o verso il basso. Entrano in campo le lobby e il loro potere che sfruttano la propria cassa di risonanza per muovere il prezzo.

Bce attacca anche sull’aspetto green dell’asset

La Bce, o meglio i suoi autori, sottolineano come anche il mining di questa moneta sia problematico. Questo perché inquina a causa della energia che spreca per la creazione di queste monete digitali. E non solo: porta anche alla produzione di rifiuti hardware in grande quantità. È stato calcolato che l’intero sistema del Bitcoin produca tanti rifiuti elettronici quanto l’Olanda intera. E si tratta di un’inefficienza che in pratica garantisce l’integrità del sistema decentralizzato completamente.

Si fa fatica a creare delle norme comuni per Bitcoin: questo dipende dal fatto che non è né un sistema di pagamento né una forma reale di investimento. E quindi diventa difficile sia per la Bce che per qualsiasi altra autorità in tal senso riuscire a creare una normativa.

Con il suo articolo la BCE sottolinea quanto poco sia conveniente investire sul Bitcoin e quanto lo stesso, in questo momento, si trovi in una situazione davvero pessima. Molto su cui riflettere in attesa che si capisca se l’asset digitale sarà in grado di tornare ai suoi fasti.

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