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Settore luxory in borsa ripaga gli investitori

 
ND82
6 luglio 2012
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Il settore del lusso non sembra conoscere crisi, nemmeno in una fase dove le incertezze si accavallano di continuo tra crisi dell’euro, crisi dei debiti sovrani, recessione economica e scandali finanziari. I motivi risiedono nella crescita, redditività e solidità delle principali aziende del luxory, che possono beneficiare anche del crescente numero di milionari nel mondo, soprattutto nei paesi del Far East asiatico e del Medio Oriente. La scelta di investire nel comparto del lusso sta ripagando gli investitori. L’indice Swiss & Global Luxory ha battuto nettamente sia l’Msci World Consumer Discretionary sia il più generico Msci World.

Qualche operatore, però, inizia a nutrire dei dubbi sulla reale capacità del settore di continuare a sovraperfomare gli altri mercati ma i gestori che operano nel settore da anni sono convinti che il trend di crescita possa proseguire ancora. Secondo Scilla Huang Sun, money manager del Jb Luxory Brands Fund di Swiss&Global, “quello del lusso è un settore in espansione, il cui driver principale è la crescita della ricchezza, soprattutto nei mercati emergenti”.

Secondo il gestore, i consumatori di Asia (escluso il Giappone), Medio Oriente, Europa dell’Est e Sud America “acquistano già la metà di tutti i beni di lusso e rappresentano la parte maggiore della crescita”. I potenziali consumatori del lusso potrebbero raddoppiare entro il 2020. In particolare potrebbero crescere del 503% in Russia, del 262% in Cina e del 181% in India. Inoltre, bisogna considerare che i nuovi milionari sono mediamente molto giovani. Ad esempio, in Cina è di 39 anni.

Nonostante il rallentamento in corso nelle economie emergenti, in particolare Cina, Brasile e India, il settore del luxory continua a macinare utili. I top brand come Burberry’s, Hermès, Louis Vuitton, Gucci e Ferragamo mostrano una grande solidità finanziaria: elevati margini, debiti inesistenti e importanti ritorni sul capitale. In Italia, da inizio anno il titolo Tod’s ha guadagnato il 28% alla borsa di Milano mentre Salvatore Ferragamo il 63%.

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