Unicredit, dal 2020 tassi negativi pagati dai clienti

di Valentina Cervelli Commenta

Quella che fino a qualche giorno sembrava una semplice possibilità è stata poi confermata dall’ad di Unicredit Jean Pierre Mustier: dal 2020 la banca scaricherà i costi dei tassi negativi sulla sua clientela. Ma in che modo? E chi riguarda questa novità?

Cosa ha deciso sui tassi negativi Unicredit

Va sottolineato nuovamente: che qualche cambiamento fosse nell’aria in tal senso era ormai chiaro a tutti ed il fatto che Mustier avesse preso in considerazione l’introduzione di questa misura già qualche tempo fa ha reso l’annuncio non sorprendente nei suoi contenuti. Non si deve dimenticare che proprio la scorsa settimana l’ad di Unicredit aveva sottolineato di essere favorevole ad un simile approccio, secondo lui perfetto per rispondere e rendere più efficaci le politiche monetarie della BCE. Ecco quindi che dal prossimo anno i costi legati ai tassi negativi verranno scaricati su quelli che è possibile definire i grandi correntisti, ovvero quelli con depositi superiori ai 100 mila euro. In questo modo i correntisti “minori” non soffriranno ulteriori spese che non sono in grado di affrontare. Contestualmente Unicredit ha deciso di offrire soluzioni alternative ai depositi tra cui “investimenti in fondi di mercato monetario senza commissioni e obiettivi di performance in territorio positivo” in modo da accontentare tutti.

Sebbene le banche italiane non abbiano mai preso, prima di Unicredit, in considerazione una simile soluzione, in Europa sono state diverse che hanno lavorato sui tassi negativi. Un esempio? Jyske Bank, che ha iniziato ad applicare un tasso negativo del -0,75%, e la tedesca Volksbank, che sui correntisti sopra i 100 mila euro ha introdotto un tasso del -0,5%.

Critiche su gestione tassi negativi di Unicredit

Ovviamente non sono mancate le critiche in merito a questa decisione e scorrendo i media specializzati in economia è possibile notare come ad essere scettici siano soprattutto gli analisti di Mediobanca, sia per ciò che riguarda possibili investimenti sia per i benefici di una simile scelta. Hanno infatti dichiarato, secondo indiscrezioni stampa del Corriere della Sera:

Non si vede come il trasferimento di tassi negativi sulla base di clienti possa stimolare gli investimenti, dato che a spingerli sono ragioni industriali piuttosto che una logica finanziaria. Siamo scettici anche sui possibili benefici per la redditività delle banche, poiché l’applicazione di tassi negativi potrebbe scatenare una concorrenza più intensa sui prezzi, specialmente sui prestiti alle imprese e in particolare in un paese come l’Italia in cui la crescita dei prestiti è ferma da anni.

Maggiori dettagli sulla decisione di Unicredit in merito ai tassi negativi arriveranno sicuramente a breve.

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