Mps, Lovaglio confermato: cosa accade

Luigi Lovaglio conferma il suo posto in Mps. Cosa comporta questo? Cosa bisogna aspettarsi nel prossimo futuro? Sono tutte domande alla quale si necessita di trovare risposta.

Cosa è successo in Mps

Non possiamo non riconoscere che si tratti di un passaggio importante per il futuro dell’istituto senese. La “vittoria” in consiglio del manager non va intesa come uno scontro personale, ma piuttosto come il consolidamento della linea strategica proposta dall’amministratore delegato. Il quale ora può contare su un sostegno più solido nelle decisioni chiave.

Negli ultimi anni, Mps ha attraversato una fase complessa fatta di ristrutturazioni, aumenti di capitale e interventi pubblici. L’arrivo di Luigi Lovaglio nel 2022 aveva già segnato un cambio di passo, con l’obiettivo di rendere la banca più efficiente, meno esposta ai rischi e capace di generare utili in modo stabile. Il rafforzamento della sua posizione nel consiglio di amministrazione indica che questa direzione è stata ritenuta convincente anche dagli altri membri del board.

Ma cosa comporta concretamente questa situazione? In primo luogo, una maggiore stabilità nella governance. Quando un amministratore delegato ha il supporto del consiglio può portare avanti le proprie strategie con meno ostacoli interni. Questo si traduce in decisioni più rapide e in una maggiore coerenza nelle scelte industriali, fondamentali in un settore competitivo come quello bancario.

Accelerazione su diversi progetti

mps nuovi rating da Moody's

In secondo luogo, la vittoria di Lovaglio potrebbe accelerare alcuni processi già avviati in Mps. Tra questi ci sono la riduzione dei costi, il miglioramento della qualità del credito e lo sviluppo dei servizi digitali. Tutti aspetti che puntano a rendere Monte dei Paschi più moderna e capace di competere con i grandi gruppi bancari italiani ed europei.

C’è poi il tema, sempre presente, del ruolo dello Stato. Il Ministero dell’Economia resta un azionista importante della banca e ogni scelta strategica ha inevitabilmente anche una dimensione politica. Una leadership forte e riconosciuta può facilitare il dialogo con le istituzioni e rendere più chiaro il percorso verso una possibile uscita pubblica dal capitale, obiettivo dichiarato da tempo.

Non mancherebbero poi gli effetti sulla percezione esterna della banca. Investitori e mercati tendono a premiare chi mostra stabilità e chiarezza nella guida. Il rafforzamento di Lovaglio in Mps può quindi contribuire a migliorare la fiducia, elemento essenziale per attrarre capitali e sostenere la crescita.

Ecco quindi che la posizione più solida di Luigi Lovaglio nel consiglio di amministrazione rappresenta un tassello importante nel percorso di rilancio di Mps. Non è una soluzione immediata a tutti i problemi, ma offre una base più stabile da cui costruire il futuro della banca.

Mps, Moody ritocca e migliora il rating

Moody’s ha rivisto in positivo i giudizi su Banca MPS: come? Aumentando i rating standalone fino a B3 da CAA1, confermando i rating a lungo termine del debito senior unsecured e dei depositi  rispettivamente a “Caa1” e “B1” e migliorando l’outlook da “negativo” a “positivo”.

mps nuovi rating da Moody's

MPS vola in borsa. È il caso di investire?

banca-monte-dei-paschi-di-sienaOggi è la giornata di Monte dei Paschi che alla borsa di Milano guadagna ora l’1,16%, dopo essere arrivata quasi al 2%.
Questo rally è spinto da indiscrezioni stampa, che parlano di una possibile operazione finanziaria da parte dell’istituto di credito.

La cartolarizzazione dei crediti

Oggi infatti si è iniziato a parlare di una quotazione dei titoli della cartolarizzazione dei propri crediti non performanti, da mettere sul mercato da parte della banca toscana.

La stampa parla di un pacchetto da 24,6 miliardi di euro da mettere sul mercato. Si tratta di un’operazione inusuale per la piazza di Milano, a cui servirebbe la garanzia pubblica almeno per la parte senior, considerata a bassissimo rischio.

L’operazione partirebbe a breve per concludersi entro giugno. A pubblicare le indiscrezione è stato il quotidiano finanziario Milano Finanza, che ha descritto l’operazione come un’iniezione di liquidità per le senior notes garantite, oltre che ha portare nuovo denaro nelle casse con il rally dei titoli.

Una boccata d’ossigeno, dopo il brutto inizio d’anno, per la banca, che aveva visto le quotazioni delle sue azioni subire un grosso ridimensionamento.
La banca, secondo l’amministratore delegato di Mps, Morelli, sembrerebbe sulla via del risanamento, come detto nell’ultima assemblea degli azionisti: “rispetto alla fine del 2017, abbiamo una inversione di tendenza. Una ripresa degli impieghi vivi lordi e stiamo aumentando la raccolta commerciale nonostante il taglio del costo della raccolta. Un segno che la banca si rimette in cammino. L’attività dei prestiti sta recuperando nel corso del 2018”.

MPS, il titolo continua a perdere

mpsMPS non riesce ad uscire dalla crisi del prezzo delle sue azioni, che da quando sono state ricollocate sul mercato non hanno mai raggiunto il target minimo. Il ribasso è costante, fin dal primo giorno, e gli investitori iniziali saranno rimasti delusi, ma sicuramente potranno approfittarne i nuovi investitori. Ieri ancora un ribasso del 3,1%, una vera e propria debacle che ha portato il prezzo dell’azione a 3,37 euro. Ma siamo ancora alle fasi preliminari, con la fase di adesione sull’offerta pubblica, su base volontaria. Quando lo scambio con i vecchi titoli subordinati sarà terminato, si potrebbe assistere alla risalita del titolo. Lo scambio sta proseguendo abbastanza bene, ma mancano solo quattro giorni alla fine dell’offerta, e solo i tre quarti dei titoli sono stati scambiati. L’adesione è del 73,59%, per un totale di 174.911.176 di azioni, in scadenza alla chiusura della piazza di Milano per il 20 novembre. Qui si chiuderà la possibilità per i piccoli risparmiatori, e quindi dopo scenderanno in campo gli investitori più grandi, allora si saprà quale è il destino delle azioni Mps.

L’ultima settimana il titolo ha perso quasi il 20%, ma una volta in campo i grandi investitori, si dovrebbe assistere alla risalita.

Mps, domani il ritorno in Borsa

Mps domani torna in Borsa dopo aver ottenuto il via libera dalla Consob. Tante le imposizioni per questo rientro, tante le domande a riguardo ma cosa aspettarsi realmente? Il nuovo ingresso a Piazza Affari sembra già essere “corredato” di tante e specifiche condizioni.

Monte Paschi e l’attivazione dei CDS

La situazione di Monte Paschi di Siena è senza dubbio una tra le più curiose attualmente in atto in Italia. L’ultimo avvenimento in ordine di tempo riguarda la ricapitalizzazione precauzionale con burden sharing sui detentori delle obbligazioni subordinate Lower Tier II che, si è potuto osservare, ha fatto attivare il credit event sui credit default swap.

MPS, salta assemblea straordinaria azionisti

E’ saltata l’assemblea straordinaria degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena: non è stato  infatti raggiunto il il quorum necessario. verificando il capitale presente in assemblea è stato possibile accertare che vi fosse presente solo il 16,3% dello stesso: una quota insufficiente.

Mps, crollo in Borsa malgrado aumento di capitale

Si verifica l’ennesimo crollo in Borsa per quanto riguarda Mps. Una brutta caduta, quella di oggi, per il Monte dei Paschi di Siena durante secondo giorno di aumento di capitale e a seguito dei movimenti tecnici di ieri.

Banche italiane da sottopesare in portafoglio secondo Morgan Stanley

Negli ultimi giorni Morgan Stanley si sta interessando molto alla valutazione dello stato di salute del settore bancario. Gli analisti della banca d’affari americana ritengono che il recupero del settore finanziario, iniziato da fine luglio 2012 e tuttora in corso, potrebbe non essere più omogeneo nei prossimi mesi per cui saranno premiati maggiormente soltanto quesgli istituti di credito che hanno saputo rispondere meglio alla crisi. Morgan Stanley è convinta che d’ora in poi i mercati premieranno solo le banche più avanti nel processo di ristrutturazione e di miglioramento della capitalizzazione.

Mps +12% in borsa grazie al crollo dello spread

Banca Mps è stata l’autentica protagonista dell’ultimo seduta di borsa a Piazza Affari. Le azioni della banca senese hanno messo a segno un guadagno del 12,34% a 0,264 euro, toccando il massimo più alto degli ultimi tre mesi e mezzo a 0,266 euro. Il titolo è stato spesso sospeso per eccesso di rialzo, a causa degli incessanti acquisti durante l’intero arco della giornata. In questo inizio 2013 il titolo ha già guadagnato quasi il 17%. A favorire il boom del titolo in borsa è il forte calo dello spread Btp-Bund.

Banca Mps -2,3% in borsa dopo altolà Bce sui Monti-bond

La Bce sarà sempre più un organo fondamentale per la vigilanza sui maggiori istituti di credito europei. L’Eurotower inizia sin da ora a dare i suoi pareri e ha già acceso un faro sul dossier dei Monti-bond, che Banca Monte dei Paschi di Siena venderà al Tesoro italiano per raccogliere la liquidità necessaria per far fronte alle richieste dell’Eba relativa al rafforzamento del capitale entro la fine del 2012. L’istituto centrale europeo guidato da Mario Draghi preferirebbe un ingresso diretto dello Stato italiano nel capitale della banca senese.

Mps emette altri 500 milioni di euro di Monti-bond

Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha promosso l’emissione dei Monti-bond per un complessivo importo massimo di 3,9 miliardi di euro: di questi, 1,9 miliardi di euro saranno utilizzati per riscattare e sostituire integralmente i c.d. Tremonti-bond. Ad affermarlo è la stessa banca senese in un comunicato stampa in cui precisa altresì come l’emissione avverrà in via subordinata al rilascio delle necessarie autorizzazioni. L’operazione dovrebbe comunque formalizzarsi entro il 28 dicembre 2012, con un prezzo di emissione alla pari.

Monte Paschi Siena in rosso a settembre 2012

Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha chiuso i primi nove mesi del 2012 con una perdita di 1.665 milioni di euro, contro un utile di 303,5 milioni di euro registrato nello stesso periodo del 2011. Il comunicato societario ricorda che il risultato considera gli effetti della Ppa, circa 39 milioni, e delle svalutazioni per complessivi 1.574 milioni. Il margine della gestione finanziaria e assicurativa del gruppo é invece pari a 4.182 milioni di euro, in crescita dello 0,7 per cento su base annua, mentre il margine di intermediazione primario ha raggiunto circa 3.619 milioni (3.874 milioni primi nove mesi 2011).

Antonveneta – Mps: Mussari indagato

A distanza di cinque mesi dall’acquisizione di Antonveneta da parte di Monte dei Paschi di Siena (transazione che nel lontano 2007 costò alla banca toscana 10,3 miliardi di euro), l’attuale presidente dell’Abi Giuseppe Mussari – ai tempi dei fatti presidente dell’istituto – è stato iscritto nel registro degli indagati. Si chiude in tal modo una prima tappa delle lunghe indagini avviate il 9 maggio dalla Finanza, che ha effettuato una serie ripetuta di ispezioni nella sede storica del Monte (Rocca Salimbeni), negli uffici della Fondazione Monte dei Paschi, in Comune, in Provincia, in abitazioni private e uffici di coloro che avevano preso parte a vario titolo all’acquisto di Antonveneta da Banco Santander, che due mesi prima l’avevano pagata “solo” 6,6 miliardi di euro.