Rinegoziare mutuo, è boom con la discesa dello spread

Se si vuole cambiare mutuo senza cambiare banca è possibile rinegoziare il proprio mutuo. È un vantaggio che può essere usato per avere dei benefici rispetto alle condizioni della prima stipula del mutuo.

Se la banca non vuole rinegoziare il mutuo, la cui natura esige il consenso anche della banca mutuante, il debitore può rivolgersi ad un altro istituto di credito che potrebbe soddisfare le sue diverse esigenze economico-contrattuali.

I migliori mutui di maggio a tasso variabile

In questo momento si sta avendo un vero e proprio boom di richieste di rinegoziazione dei mutui, motivati principalmente dal fatto che le condizioni che si stanno delineando stanno, facendo nascere offerte sicuramente più convenienti rispetto alle antecedenti.
Stando ad un’indagine fatta sui dati del sito specializzato Mutui.It, le domande di rinegoziazione hanno raggiunto il 13,7% delle domande totali di mutuo. Il motivo è che gli italiani chiedono un cambio del mutuo per i tassi più convenienti garantiti dal ridimensionamento dello spread. Si continuano, comunque, a privilegiare i tassi variabili, dal momento che le prospettive sono di mantenimento di tassi bassi per un lungo periodo di tempo.

Facendo una statistica, oggi i migliori mutui a tasso variabile risultano essere mutuo a tasso variabile Trasformamutuo BNL del gruppo BNL- BNP Paribas, che dà un TAEG pari al 2,93%; il mutuo a tasso variabile Hello Bank! di BNL- BNP Paribas, che dà un TAEG pari al 2,93% con zero spese di istruttoria; e il mutuo a tasso variabile IW Mutuo a tasso variabile di IW Bank, che offre un TAEG pari al 3%.

 

Buoni fruttiferi postali, un investimento per il lungo periodo a interessi crescenti

La Cassa Depositi e Prestiti ha annunciato la disponibilità presso gli uffici postali delle nuove serie di Buoni Fruttiferi Postali. Per marzo 2014 sono disponibili nuove serie come il Buono fruttifero 3X4 della serie T29, per un investimento di lungo periodo con la sua durata di 12 anni, che riconosce un tasso di interesse crescente nel tempo.

Quali sono i vantaggi che offre un investimento in CTz

CTz è un acronimo usato per indicare i Certificati del Tesoro zero coupon, che vuol dire, insomma, che hanno una cedola pari a zero euro. Cosa ci sarebbe dunque di vantaggioso nell’usare questi strumenti per investire il proprio denaro? Per rispondere alla domanda introduciamo l’argomento e spieghiamo le caratteristiche del prodotto.I Certificati del Tesoro zero coupon resistono sul mercato dal 1995 e sono caratterizzati dall’assenza della cedola periodica. La loro durata è molto breve, vanno dai 18 ai 24 mesi e il taglio minimo proposto è di mille euro.

Come scegliere le scadenze migliori tra Bot, Ctz e Btp

Il loro scopo è quello di finanziare il debito pubblico e infatti l’emissione di questi certificati è a cura del governo. La loro scadenza, tanto per essere chiari, coincide sempre con un giorno lavorativo, ma quanto alla durata, questa può variare, visto che i CTz possono essere riaperti e può essere ridotta la durata originaria del titolo.

Titoli di Stato: nuova asta Bot e CTZ del 25 Novembre 2011

I Certificati del Tesoro, di norma, sono emessi nelle aste marginali e sul loro rendimento si paga un’imposta sostitutiva del 12,5 per cento esattamente come i BoT, calcolata sullo scarto di emissione. Rispetto ai Bot la ritenuta non è pagata al momento dell’emissione del titolo ma alla scadenza dello stesso, quindi il prezzo del rimborso è ridotto in misura dell’imposta sostitutiva.

Quali sono le migliori scadenze? Per prima cosa  se si vuole evitare di essere soggetti alla volatilità dei mercati bisogna scegliere i titoli di stato con scadenza brevi. Questi titoli offrono maggiore sicurezza, soprattutto per ciò che concerne il rischio sovrano. Infatti, se la crisi dell’euro e/o dei debiti pubblici dovesse peggiorare nuovamente, magari a causa di un fallimento degli accordi tra i leader dell’UE-17, soltanto le scadenze brevi allontanerebbero guai peggiori.

 

 

Workshop gratuito sulle evoluzioni normative fiscali e tecniche per professionisti del settore immobiliare

vendere casa

Nel corso degli ultimi mesi il settore immobiliare italiano ha subito grandi cambiamenti in relazione all’apparato normativo fiscale e tecnico, all’interno dei quali non è sempre facile orientarsi anche per i professionisti del settore.

Per venire incontro alle esigenze di quanti desiderano approfondire le tematiche più discusse del momento, come quella delle ultime evoluzioni normative subite dal sistema legislativo italiano relativo agli immobili, il gruppo immobiliare Tree Real Estate, attraverso la sua scuola di formazione, Tree ReAcademy, organizza anche quest’anno una interessante attività di formazione professionale aperta a tutti i gli addetti ai lavori e ai professionisti interessati.

Conti correnti a zero spese, è boom di offerte. Ecco le migliori

In aumento le offerte di nuovi conti correnti a zero spese, che consentono di attuare operazioni bancarie gratis, senza spese di apertura, gestione e chiusura, e che al massimo possono prevedere un piccolissimo canone da pagare. Alcuni istituiti non prevedono nemmeno il pagamento dell’imposta di bollo, purchè vengano rispettate specificate condizioni in merito a saldo minimo o accrediti minimi ciclici. Sono queste le caratteristiche dei conti correnti a zero spese.

Conti Correnti, le migliori offerte a confronto

Tra le migliori offerte di questo mese di aprile, ottime quelle di Conto BancoPosta Click di Poste Italiane che prevede bonifici online, prelievi allo sportello o dagli sportelli ATM delle altre banche, zero imposta di bollo, i prelievi all’estero costano 1,75 euro. Costano 2,50 euro i bonifici allo sportello e 1,75 euro per il registro operazioni. Fino alla fine di giugno 2014 BancoPosta Click assicura un tasso d’interesse annuale lordo dello 0,75% sul saldo giornaliero del conto corrente solo per importi superiori a 5mila euro e fino a 1.000.000.

Conti correnti per la gestione dei risparmi

Conto corrente Arancio Ing Direct, zero spese e zero canone annuo, imposta di bollo gratuita, a carico la banca, e che non prevede nessun costo nemmeno per i bonifici e i prelievi allo sportello, anche fuori dall’Italia; e Conto Corrente Freedom One di Banca Mediolanum, conto a zero spese con rendimenti che sono in netta competizione ai più redditizi conti di deposito dal momento che sulle somme in giacenza di nuova liquidità Mediolanum dà un interesse annuo lordo del 2,50%, per vincoli a 12 mesi, sui depositi costituiti entro il 5-5-2014.

 

I migliori mutui di maggio a tasso variabile

Recupera il mercato dei mutui e rimane conveniente preferire i mutui a tasso variabile. Buone infatti le proposte a tasso variabile per il mese di maggio 2014: chi conclude un contratto entro il 20 maggio 2014 con IWBank potrà sfruttare tassi spread promozionali, a seconda della tipologia di tasso di interesse, fisso o variabile, scelta.

L’offerta BancoPosta: dal mutuo al fido da Poste Italiane

L’offerta di Iwbank comprende tre tipologie di mutui, tutti con lo spread, cioè il tasso di guadagno della banca sulla somma prestata, scontato. Il mutuo a tasso variabile Euribor 1 mese calcolato sulla somma dell’indice Euribor e dello spread è proposto da IWBank con un Taeg al 3,01%, un Tan al 2,94% e uno spread in promozione al 2,70%, diminuito da un valore precedente del 2,85%.

> Cedolare secca le convenienze per li proprietario e l’affittuario
Buono il mutuo offerto da Deutsche Bank, mutuo a tasso misto ricontrattabile ogni due anni, in cui si può passare da tasso variabile a tasso fisso, con uno spread che va dal 2,40%. L’offerta è valida per le richieste di mutuo fatte entro il 31 maggio 2014 e concluse entro 60 giorni dalla richiesta.

Mutuo BancoPosta per rinnovare l’abitazione: fino al 100% per le spese di ristrutturazione

Prendendo come esempio una richiesta di mutuo di 100mila euro a 30 anni per un immobile del valore di 150mila euro fatta da un lavoratore a tempo indeterminato, tra le migliori offerte quella di Mutuo Pratico a tasso variabile di Deutsche Bank, ha un tasso variabile del 2,8% e un taeg del 2,98%; quella di Mutuo variabile di Webank che ha un tasso variabile del 2,845 e un taeg del 2,90%; e quella Mutuo Variabile di Bnl Gruppo Bpn Paribas che offre un tasso variabile del 2,86% e un taeg del 3,01%.

 

Il rendimento delle Obbligazioni strutturate

Un’obbligazione strutturata è una vera e propria obbligazione, ossia un titolo di debito emesso da un ente o da un privato, ma dalla quale differisce per il rendimento: la presenza di una componente azionaria fa si che il rendimento sia legato al verificarsi o meno degli eventi che sono stati previsti nel contratto.

Il valore di una obbligazione strutturata è quindi dato dal rendimento fisso del titolo obbligazionario (che può avere una durata variabile durante la quale il pagamento può avvenire periodicamente o alla scadenza) e dal contratto stipulato che ne determina la cedola o il valore alla scadenza in base ai parametri che sono stati prefissati (possono essere i rendimenti di titoli azionari, di fondi comuni, di materie prime etc).

Investire in un fondo comune a gestione passiva

Grazie a questa doppia composizione le obbligazioni strutturate, seppur legate all’andamento dei mercati, consentono al contraente di limitare il rischio di perdita pur partecipando ai guadagni. Si tratta comunque di strumenti derivati molto costosi e di difficile gestione.

Essendo delle obbligazioni zero coupon e a causa della forte personalizzazione del titolo, non sono strumenti particolarmente convenienti in quanto non facilmente liquidabili.

In sostanza, pertanto, si può dire che un’obbligazione strutturata si configura come una reale obbligazione. In altri termini si tratta dunque di un titolo di debito che viene erogato da un ente oppure da un privato, ma dalla quale differisce per il rendimento: la presenza di una componente azionaria fa si che il rendimento sia connesso al verificarsi o meno degli eventi che sono stati previsti all’interno del contratto.

Prezzo Argento, influenzato dalle scelte della Fed

Prima parte di 2014 decisamente altalenante per il prezzo dell’Argento. In rosso del 36% nel corso del 2013, quello che è stato definito l’oro dei poveri nei primi due mesi dell’anno ha capitalizzato, spingendosi a livelli che non si vedevano da fi ne ottobre, il ribilanciamento degli indici settoriali innescato proprio dal sell-off registrato l’anno scorso.

Come investire sulla volatilità dei tassi

Il varo di nuovi indici, generalmente, è un’anticipazione per investire nel lancio di nuovi strumenti finanziari (future, option, Etp, certificates) che li utilizzano come sottostante.

Rand Sudafricano, ritorna l’interesse degli investitori

Il Rand Sudafricano prova a rialzare la testa dopo un 2013 difficile e un inizio 2014 ancora all’insegna della debolezza.La moneta del paese africano ha perso circa il 25% rispetto al dollaro statunitense l’anno passato e un ulteriore 5% a gennaio. Lo scorso 29 gennaio il cambio dollaro/rand ha raggiunto quota 11,23, con la valuta del continente nero che ha toccato i minimi da oltre cinque anni. Deprezzamento ancora più marcato rispetto all’euro con un saldo 2013 negativo di oltre il 30%.

Sudafrica: i bond si riprendono dopo oltre due anni di ribassi

La sponda del primo rialzo tassi dal 2012 la pronunciata discesa del Rand ha indotto la South Africa Reserve Bank (Sarb), la banca centrale del Sudafrica, a intervenire. Nell’ultima riunione di fine gennaio l’istituto guidato dal governatore Gill Marcus ha rivisto al rialzo il costo del denaro, cercando così di placare le tensioni sui mercati emergenti, spiega Rbs Bank. La Sarb ha così portato il tasso di interesse al 5,50% dal 5% a cui era fermo da metà 2012. Una mossa che ha colto di sorpresa il mercato che si aspettava una conferma dei tassi al 5% e ha permesso al Rand un recupero di oltre il 3% dai minimi. Secondo il consenso Bloomberg il costo del denaro non dovrebbe essere ritoccato nella prossima riunione del comitato di politica monetaria della banca, in programma giovedì 27 marzo. “Non è detto che ci saranno degli aggiustamenti durante ogni incontro o che se i tassi verranno rivisti, l’entità degli aumenti non sarà necessariamente sempre la stessa”, ha precisato Gill Marcus nelle scorse settimane. A pesare sull’andamento del Rand sudafricano e sulle altre divise