Ubi Banca è prossima al posizionamento sul mercato di nuove obbligazioni bancarie. Un’ottima notizia per gli investitori, che dovranno tenere d’occhio le mosse del gruppo di credito.

Ubi Banca è prossima al posizionamento sul mercato di nuove obbligazioni bancarie. Un’ottima notizia per gli investitori, che dovranno tenere d’occhio le mosse del gruppo di credito.

A partire da lunedì 19 settembre, che si sono visti azzerare i bond subordinati per assorbire parte delle perdite registrate da Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti nell’ambito del Decreto Salva banche riceveranno i primi rimborsi.

Successivamente all’exploit di Saipem, anche la controllante Eni ha raccolto nuovi fondi sul mercato dei capitali.

Qui Asia. l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha concluso la seduta di ieri facendo registrare un ribasso pari allo 0,41% a 17.012,44 punti. Il mercato azionario giapponese ha interrotto la serie positiva di inizio settimana che l’aveva condotta intorno ai massimi da tre mesi a questa parte, in relazione a un netto rafforzamento dello yen.

Qualcuno dovrà pur …perdere. Le strategie attuate dalle Banche centrali di (quasi) tutto il mondo in fatto di politica monetaria mietono già le prime vittime. Tra queste un comparto che sino allo scorso anno era tra i più promettenti: quello del risparmio gestito.

Da gennaio 2016 ad oggi, il comparto delle utility ha fatto registrare un calo pari al 2,2%, meno dell’indice Msci Europe. Gli analisti di Morgan Stanley, dal canto loro, hanno evidenziato quelli che sono i titoli che possono recuperare terreno.

Goldman Sachs ha messo sul mercato internazionale nuove obbligazioni. Questa volta, tuttavia, al fine di soddisfare la richiesta degli investitori l’emittente ha dovuto tenere in conto la parte lunga e lunghissima della curva dei rendimenti.
Investire in titoli conviene? La domanda sorge spontanea: conviene ai piccoli risparmiatori investire in titoli? A quanto pare la risposta è “No”. Pensare che il 70% dell’eventuale guadagno è destinato al pagamento di tasse e commissioni. Strano, ma vero.
La Banca centrale europea durante la scorsa settimana ha acquistato ben 16,917 miliardi di euro di bond del comparto pubblico (titoli di Stato e bond di agenzie e istituzioni) nell’ottica del nuovo Quantitative easing.

E’ ufficiale la fusione per l’incorporazione di Banca Tercas e Cassa di Risparmio di Pescara nel Gruppo Banca Popolare di Bari prevista dal piano industriale 2016-2020: l’accordo soddisfa i sindacati (che dallo scorso maggio lavoravano per salvaguardare circa trecento dipendenti considerati in esubero) ma anche lo stesso presidente del Gruppo Banca Popolare di Bari, Marco Jacobini, che ha rispettato i tempi annunciati concludendo l’accordo in data 18 luglio (giorno da cui il provvedimento è considerato a tutti gli effetti in vigore).

I cittadini del Regno Unito hanno scelto, ribaltando i sondaggi della vigilia e ‘provocando’ le dimissioni del Premier David Cameron. Sarà Brexit. Un cambiamento epocale per la Gran Bretagna, che ora avvierà le procedure per l’uscita dall’Ue.

E’ terminata l’asta di Bot a dodici mesi. Il Tesoro ha reso noto di aver piazzato 6,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi (Isin IT0005203523) con rendimento pari a -0,176%. Il rendimento è apparso dunque in calo di 5 punti base rispetto all’asta del 10 giugno scorso. Molto buona comunque la risposta del mercato con un bid to cover a 1,55 rispetto all’1,442 precedente.

Investire e fare trading non sono la stessa cosa, anche se molti erroneamente pensano che le due azioni più o meno si equivalgano. Ma non è così e molte sono le differenze da prendere in considerazione. Pur essendo accomunate dal desiderio di ottenere un profitto, le due operazioni nascondono logiche diverse tra loro.

Per grandi e piccoli investitori il petrolio ed altre commodity sono da sempre un interessante ambito in cui cercare di fare affari, che spesso possono essere anche molto remunerativi.
Guadagnare con il petrolio
Il petrolio è un bene sempre richiesto da tutti i paesi del mondo, il suo consumo è in costante aumento, cosa che lo rende un interessante bene per chi vuole guadagnare, soprattutto per quanto riguarda il trading online. Tipicamente chi guadagna con il petrolio tende ad investire nei titoli azionari delle società coinvolte nell’estrazione, nella distribuzione e nella commercializzazione di questo bene, ma si può anche investire in ETF o, sarebbe meglio dire, in ETC. Si tratta di prodotti molto più indicati ai piccioli investitori, che possono entrare in questo business impiegando piccole quantità di liquidi.
Cosa sono gli ETF
ETF è un acronimo, che significa Exchange Traded Fund. In particolare gli ETF sono contratti scambiabili dedicati al mondo dei fondi di investimento, mentre quelli che riguardano il petrolio, ed altre commodities, sono detti ETC. Con l’acronimo ETF però spesso si indicano i diversi tipi di prodotti scambiabili in modo rapido e pratico. All’atto pratico gli ET dedicati al petrolio si possono acquistare e vendere proprio come se fossero azioni di compagnie petrolifere o quote di petrolio, visto che il loro valore si definisce in base a quello del bene reale cui si riferiscono. Per guadagnare con il trading ETF online è sufficiente indicare se il prodotto da noi scelto avrà un trend positivo o negativo. In linea generale i singoli affari avvengono nel breve periodo (si tratta di minuti), in modo che il piccolo investitore può realizzare il suo guadagno praticamente in tempo reale, senza dover attendere giorni o settimane, come invece accadrebbe giocando in borsa.
I CFD
Per investire nel petrolio è possibile anche fare trading con i CFD, altri prodotti derivati, che funzionano più o meno come gli ETF. L’acronimo questa volta significa Contract for differente, contratto per differenza, anche in questo caso l’investitore guadagna con le sue premonizioni sull’andamento del bene sottostante, che può essere il petrolio, dei titoli azionari, il cambio tra due valute. Questo tipo di affari sono molto interessanti per chi non conosce a sufficienza il mondo della finanza per potersi imbarcare in investimenti onerosi a lungo termine. Il vantaggio maggiore si ha specializzandosi in modo estremo su un singolo bene, in modo da imparare con il passare del tempo a prevedere le possibili fluttuazioni del suo valore.