Gruppo Banca Popolare di Bari-sindacati, è accordo: salvi 300 posti di lavoro

di Maris Matteucci Commenta

E’ ufficiale la fusione per l’incorporazione di Banca Tercas e Cassa di Risparmio di Pescara nel Gruppo Banca Popolare di Bari prevista dal piano industriale 2016-2020: l’accordo soddisfa i sindacati (che dallo scorso maggio lavoravano per salvaguardare circa trecento dipendenti considerati in esubero) ma anche lo stesso presidente del Gruppo Banca Popolare di Bari, Marco Jacobini, che ha rispettato i tempi annunciati concludendo l’accordo in data 18 luglio (giorno da cui il provvedimento è considerato a tutti gli effetti in vigore).

I posti di lavoro sono dunque salvi ma in cambio della attivazione di alcune giornate definite di solidarietà volontaria e considerate necessarie affinché l’accordo tra sindacati e Banca fosse portato a termine con successo. I sindacati, dal canto loro, hanno raggiunto un importante obiettivo a favore dei lavoratori. L’istituto bancario infatti si impegnerà per confermare circa cento lavoratori (apprendisti compresi) a tempo determinato una volta scaduto il loro contratto, riducendo anche del 20% le consulenze. Allo stesso tempo una quarantina di dipendenti usufruiranno della uscita incentivata (opzione questa riservata solo a coloro che matureranno i requisiti utili per andare in pensione entro il 2020). Ma l’accordo siglato dalle due parti mette in ponte anche un altro importante traguardo, fortemente voluto dai sindacati che a lungo si sono adoperati per i loro iscritti: entro l’autunno, infatti, dovranno essere avviate le trattative per il rinnovo del contratto integrativo.

La fusione per l’incorporazione di Banca Tercas e Cassa di Risparmio di Pescara non soddisfa solo i sindacati ma consente anche al Gruppo Banca Popolare di Bari di consolidare la propria posizione sul mercato e accompagnare la crescita di alcune regioni – Puglia, Abruzzo, Campania, Basilicata, Umbria – attraverso un miglioramento della efficienza operativa. Per questo Marco Jacobini si è dichiarato soddisfatto vedendo nell’accordo siglato uno strumento efficace per centrare traguardi sempre più ambiziosi.

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