I bond peruviani sono riusciti nell’intento di realizzare la loro ottava settimana consecutiva di ricavi: si tratta di un risultato davvero sensazionale, la striscia positiva più lunga dal 2007, ma che può essere spiegata in maniera abbastanza agevole. In effetti, l’espansione economica della nazione sudamericana è stata superiore alle previsioni di analisti ed economisti, provocando quindi un buon incremento della domanda di assets. Entrando nel dettaglio finanziario, il rendimento del benchmark del Perù si è attestato su un interessante 8,6%, mentre, in base a quanto rilevato da Citigroup, quello con scadenza nel mese di agosto del 2017 ha perso circa sei punti base, sempre nel corso di questi ultimi sette giorni. Il prodotto interno lordo peruviano è in una buona fase di crescita, agevolato soprattutto dalla produzione manifatturiera e dalla gestione dei rischi da parte della banca centrale.
Le obbligazioni giapponesi concludono una settimana da sogno
Il comparto obbligazionario del Giappone sta dunque vivendo un momento più che positivo: i bond nipponici, infatti, sono riusciti a portare a conclusione la seconda settimana consecutiva di rialzi, un risultato che è stato possibile ottenere grazie soprattutto alla crescita economica generalizzata a livello globale e alla nuova situazione che sta circondando il debito governativo della nazione asiatica. In particolare, c’è da dire che i bond future a dieci anni hanno raggiunto il loro livello più alto addirittura dal 2003, ma tutto questo è avvenuto prima che un report evidenziasse la necessità della banca centrale di introdurre nuove misure di sostegno economico. Il rendimento del benchmark decennale ha perso circa 5,5 punti base nel corso di questa settimana e una conferma in tal senso è giunta anche da Japan Bond Trading Corporation, il maggior broker giapponese.
Polizza vita Conto Insieme di BPM
E’ flessibile tanto nei versamenti quanto nei disinvestimenti, così come è facilmente accessibile in virtù di un investimento minimo pari ad appena 25 euro. Sono queste alcune delle principali caratteristiche di “Conto Insieme”, la polizza vita di Banca Popolare di Milano che, tra l’altro, offre al lordo delle imposte di Legge un rendimento minimo garantito pari al 2%; il tutto fermo restando che in virtù ed in base all’andamento ed al rendimento conseguito da BPM Sicurgest, attraverso la Gestione Separata, il contraente può anche ottenere annualmente dei rendimenti superiori a quello minimo garantito. Come accennato, la polizza vita è flessibile anche nei disinvestimenti, e non a caso “Conto Insieme” si può andare prima a sottoscrivere, non senza aver letto prima attentamente le condizioni contrattuali e la nota informativa, e poi eventualmente disinvestire, per qualsiasi ragione o necessità, già dopo il primo anno senza l’applicazione di alcuna penale relativa al riscatto anticipato.
BancoPosta Click: elevata remunerazione e zero spese fisse
Negli ultimi mesi i rendimenti offerti dai conti di deposito remunerati sono andati via via a scendere; i tassi di interesse base, quelli al netto delle promozioni, sono oramai ridotti al lumicino, ragion per cui è lecito chiedersi se in questo momento valga la pena andare ad avere sia un conto corrente, che magari non paga interessi sulle giacenze, sia un conto corrente remunerato che offra quantomeno un interesse che protegga il capitale dall’erosione dell’inflazione. Ebbene, sul mercato è possibile con un unico prodotto avere sia un conto corrente “low cost”, con tutti i servizi, ed operatività con i canali alternativi allo sportello, sia un conto corrente che garantisca una discreta remunerazione sulle giacenze tenendo conto comunque conto del fatto che attualmente i tassi di interesse offerti sono un po’ ovunque molto bassi. Ebbene, al riguardo uno dei prodotti degni di una valutazione è il conto BancoPosta Click di Poste Italiane, pensato per la clientela che vuole operare online e contestualmente vuole abbattere i costi. Attualmente, per tutto il 2010, salvo proroghe, il conto BancoPosta Click di Poste Italiane offre sulle giacenze il 2% lordo annuo per gli importi sopra i 3.000 euro e fino ad un milione di euro.
McDonald’s propone una nuova obbligazione in valuta cinese
Obbligazioni corporate e Cina, il matrimonio è possibile e promette davvero molto bene: McDonald’s, la nota catena di fast food, ha infatti deciso di lanciare nell’ex Impero Celeste, primo caso di compagnia di tipo non finanziario, dei bond denominati appunto in yuan, per la precisione a Hong Kong. L’ammontare complessivo è pari a 200 milioni di yuan e si tratterà di un’emissione al 3% con scadenza fissata tra tre anni. Hong Kong è stata scelta come banco di prova in questo senso, anche perché non si deve dimenticare che il comparto obbligazionario della Cina è accessibile alle imprese straniere soltanto da pochi mesi. McDonald’s punta molto su questa strategia di investimento, anche e soprattutto alla luce dei mille ristoranti aperti in territorio asiatico negli ultimi tempi. È da febbraio, quindi, che le regole finanziarie cinesi non sono più le stesse e non deve pertanto sorprende una obbligazione in yuan da parte di una società che non ha la propria sede nella nazione asiatica.
L’opzione su Kraft e i prezzi del grano aumentano le scommesse bearish
I trader finanziari di opzioni hanno provveduto a potenziare le loro scommesse di tipo bearish (al ribasso) su Kraft Foods: tra l’altro, bisogna anche sottolineare come moltissimi azionisti stiano vendendo i propri titoli, visto che il colosso alimentare deve far fronte alla difficile situazione relativa ai costi delle commodities, oltre che alla nota integrazione della britannica Cadbury. Le opzioni put, nel dettaglio, hanno subito un rialzo di 1,2 punti base, il livello più alto da tre anni a questa parte; intanto, il titolo Kraft è sceso fino a quota 29,13 dollari (-6,2%). L’azienda statunitense deve anche affrontare l’ostacolo non indifferente degli alti prezzi del grano e del frumento di questi ultimi tempi (si tratta dei maggiori rialzi dal 2008): gli elementi negativi, dunque, non mancano e stanno influendo di conseguenza sui principali strumenti da investimento, con il relativo hedge fund che si è visto costretto a tagliare dell’1% le holding.
Druckenmiller, chiude i battenti l’hedge fund speculativo
Il nome di Stanley Druckenmiller, presidente e uomo di punta di Duquesne Capital, assume una certa rilevanza se si pensa che stiamo parlando di un miliardario americano che ha tratto tutti i propri insegnamenti finanziari da George Soros; di fatto, però, l’ultima esperienza in merito al mondo degli investimenti non è stata affatto positiva, visto che lo stesso Druckenmiller si è visto costretto a chiudere la propria società a causa delle prestazioni non proprio esaltanti dei prodotti finanziari ad essa collegati. Una cocente delusione, certo, per uno dei maggiori protagonisti della gestione dei fondi di tipo speculativo: il miliardario americano è stato infatti in grado di ottenere più di un successo in questo senso, grazie soprattutto al miliardo di dollari ottenuto in favore dello stesso Soros, un’operazione strategica che ha addirittura provocato una evidente svalutazione della sterlina.
Certificati di deposito e polizze tradizionali Unicredit

Per chi punta ad investire con un orizzonte temporale non solo predefinito, ma anche possibilmente a breve termine, il colosso bancario europeo Unicredit propone alla propria clientela, tra l’ampia gamma di strumenti finanziari a basso rischio, anche i certificati di deposito. Trattasi, nello specifico, di titoli emessi dalla Banca a fronte di un interesse a tasso fisso oppure a tasso variabile; la formula di sottoscrizione in agenzia del certificato di deposito di Unicredit può essere nominativa oppure al portatore a fronte del diritto alla scadenza di vedersi rimborsato il capitale più gli interessi secondo la formula di investimento zero coupon. Unicredit propone alla propria clientela anche strumenti finanziari a basso rischio di natura assicurativa; trattasi, in particolare, di polizze che sono con la formula del premio unico, hanno una durata vitalizia, prevedono il riconoscimento annuo di una cedola, oppure il reinvestimento della stessa nella polizza.
Lipper: le commissioni degli hedge fund vanno a gonfie vele
Lipper è una azienda che effettua ricerche di tipo finanziario e che fa parte integrante del gruppo Thomson Reuters: l’ultimo studio in questo senso mette in evidenza dei dati davvero importanti e che inducono a riflettere circa le commissioni che fanno capo ai fondi comuni di investimento. Che cosa c’è di così particolare in queste performance? Ebbene, è stata evidenziata una crescita sostanziale in questa direzione: qualcuno ha avanzato delle critiche nei confronti della ricerca in questione, visto che sono stati presi come riferimento principale soltanto 81 fondi che sono quotati in territorio britannico (volendo essere più precisi, si tratta soltanto del 5% dell’intero comparto), ma si deve anche precisare che è una tendenza di cui si deve tenere conto. L’aumento in questione e accennato poc’anzi è pari a 138 punti percentuali, il risultato del confronto rispetto al dato di un anno fa.
EtfPlus: i peggiori ribassi sono quelli di grano e alluminio
L’ultima settimana di contrattazioni del mercato EtfPlus si è caratterizzata per due elementi peculiari: la forte incertezza che aleggia attorno ai principali strumenti finanziari e la mancanza di una tendenza principale, sia al rialzo che al ribasso. Con un contesto di questo tipo, è inevitabile che i prodotti short (quelli per i quali vale la pena una vendita allo scoperto), tra cui, in prima line, Lyxor e Etfx. Ma le notizie importanti sono giunte anche da alcuni prodotti settoriali: in tal senso, occorre rimarcare le prestazioni finanziarie del prodotto di Db X-Trackers sullo Stoxx 600 Oil&Gas, in grado di porre in essere un buon recupero di un punto percentuale. Tra gli strumenti cosiddetti semiattivi, inoltre, è ancora Lyxor a farla da padrona; l’Xbear sull’indice Ftse Mib e sul paniere industriale del Vecchio Continente non si possono certo lamentare, mentre è stata una vera sorpresa per tutti l’incremento percentuale del prodotto della sgr francese che fa riferimento ai titoli di stato europei con una scadenza che va fino a quindici anni (è stato registrato infatti un inatteso +0,82%).
Usa: monetari e obbligazionari sostengono la raccolta dei fondi
Luglio è stato un mese davvero molto interessante per quel che riguarda gli Stati Uniti e i dati relativi ad alcuni investimenti di tipo finanziario: volendo essere più precisi, inoltre, si tratta del secondo mese consecutivo in cui si è assistito a una performance più che positiva da parte del comparto del risparmio gestito americano, il quale è stato in grado di concludere entrambi i riferimenti temporali con un buon totale. C’è da dire, in questo senso, che la raccolta netta in questione è stata importante, ammontando a circa 31 miliardi di dollari, anche se si deve sottolineare che, a fronte di un risultato così ottimistico, non si è riusciti a porre un freno alla “fuga” dei fondi di tipo azionario. Le rilevazioni principali sono giunte direttamente da Lipper, società di ricerca e di analisi finanziarie che fa parte del vasto gruppo Reuters; che cosa è emerso dunque?
Investimenti e Sviluppo: aumento di capitale, via libera Consob

L’aumento di capitale di Investimenti e Sviluppo S.p.A., società quotata in Borsa a Piazza affari, ed attiva nell’acquisizione di partecipazioni dirette di maggioranza o di minoranza in PMI quotate e non quotate, può ufficialmente partire. In accordo con quanto infatti comunicato dalla società, Investimenti e Sviluppo ha acquisito il via libera da parte della Consob alla pubblicazione del Prospetto Informativo relativo all’Offerta in opzione agli azionisti; in particolare, il periodo di Offerta è quello che parte dal prossimo 23 agosto per concludersi poi il 10 settembre 2010 inclusi. Nel dettaglio, l’operazione di ricapitalizzazione riguarda un aumento di capitale a pagamento che è stato deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Investimenti e Sviluppo per un controvalore massimo pari a 14.756.425,66 euro, ed a fronte dell’emissione di un numero massimo di 1.017.684.528 di nuove azioni Investimenti e Sviluppo S.p.A..
Fondi riservati: risparmio gestito più semplice con la manovra d’estate
Il comparto finanziario relativo al risparmio gestito è stato novellato da due importanti introduzioni della cosiddetta “manovra d’estate” (si tratta del Dl 78 del 2010): cerchiamo dunque di approfondire la portata di tali novità. Anzitutto, la fattispecie “fondo comune di investimento” ha subito e subirà delle riformulazioni fondamentali. Ciò vuol dire che saranno necessarie nuove caratteristiche e nuovi elementi per dar vita a un reale schema di fondo, in modo che l’ordinamento italiano lo riconosca come tale. Inoltre, per quel che concerne i fondi riservati che sono riservati agli investitori qualificati, questi strumenti dovranno passare al vaglio di una opportuna deregolamentazione della loro fase di avvio: la Banca d’Italia, pertanto, non fornirà più la propria approvazione, nemmeno quando ci sarà da affrontare delle fusioni tra fondi comuni.
Piano di Accumulo con il Credem
I versamenti si possono sospendere e riprendere in qualsiasi momento, mentre la frequenza di investimento il risparmiatore la può scegliere in maniera molto flessibile tra quella annuale, semestrale, trimestrale oppure mensile a fronte di versamenti anche minimi, a partire da soli 50 euro. Sono queste alcune delle principali caratteristiche dei “PAC”, i Piani di Accumulo, proposti alla propria clientela dal Credem, il Gruppo bancario Credito Emiliano; il tutto a fronte della massima flessibilità nella scelta dell’investimento visto che il risparmiatore con i PAC del Credem, sottoscrivibili dopo aver letto il Prospetto Informativo e tutta la documentazione inerente messa a disposizione dal soggetto emittente, può in ogni momento modificare la tipologia di sicav o di fondo comune di investimento precedentemente scelta. Con il Credem, in particolare, è possibile sottoscrivere Piani di Accumulo del Capitale con versamenti periodici nelle Sicav di EuroFundLux e/o nei Fondi Comuni di Investimento che sono gestiti dalla Società di Gestione del Risparmio Euromobiliare AM SGR.