Mise e lavoro, quali sono i tavoli di confronto ancora aperti

di Valentina Cervelli Commenta

Il Ministero dello Sviluppo Economico tira le somme per il 2020, al fine di continuare a combattere le crisi industriali in atto nel nostro paese con tutte le sue armi: va detto che nonostante l’emergenza causata dal Covid-19 i lavori del ministero non si sono mai fermati, facendo registrare anche alcune “vittorie” importanti.

Ancora tavoli in corso per dossier in crisi

Sono infatti 15 i dossier chiusi con i relativi accordi che sebbene possano sembrare pochi in realtà sono stati in grado di salvare almeno 30 mila lavoratori su tutto il territorio italiano: certo ne rimangono ancora circa 120 mila la cui situazione deve essere stabilizzata, tenendo conto che alcuni tavoli sono aperti anche da oltre 7 anni. Tra le trattative aperte che più stanno attirano l’attenzione vi è quello aperto con la JSW per la riconversione dello stabilimento siderurgico di Piombino in industriale o ancora quello relativo alla Whirlpool di Napoli, che coinvolge 350 lavoratori per i quali la multinazionale ha deciso di procedere con il licenziamento nel momento in cui sarà possibile e quindi, al momento, il prossimo primo aprile.

Una storia che ha conquistato più volte la ribalta nei telegiornali, sebbene non sia la sola.  Anche la liquidazione di Treofan Italy e il rischio di licenziamento per 130 lavoratori della Jabil di Marcianise preoccupano il Mise che sta lavorando per far sì che i 700 dipendenti del Dema non debbano perdere il proprio posto. Come è possibile evincere sono molti i tavoli di crisi aperti in tutta Italia per i quali si sta cercando, con la complicità dei sindacati, un accordo che possa salvare i lavorati e non scontentare troppo le aziende.

Risvolti positivi per Ex Ilva e Auchan

La trattativa più dura sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico è ancora quella relativa all’ex Ilva, dove a essere nell’incertezza vi sono circa 10 mila lavoratori. In questo caso l’accordo raggiunto tra Invitalia e A.Mittal per l’ingresso dello Stato all’interno del capitale di quest’ultima, che ha in gestione gli impianti industriali ha portato il dossier relativo a lasciare il tavolo della crisi per raggiungere quello di monitoraggio dell’attuazione del piano industriale, al fine di trovare anche l’accordo necessario con i sindacati.

In via di risoluzione anche la crisi di Stefanel, dopo che è stata presentata l’offerta vincolante da parte di Ovs: si attende ora solo il via libera da parte del Mise.  Il lieto fine è arrivato anche per Pernigotti e per  i 5.400 posti di lavoro degli ex centri Auchan acquisiti da Conad: grazie ad una trattativa serrata si è riusciti a ridurre gli esuberi a soli 795  a fronte di un iniziale numero di 6 .200.

Dopo una lunga trattativa si è riusciti a trovare anche un accordo ponte per l’Ast di Terni, lo stabilimento siderurgico che la Thyssenkrupp dovrebbe vendere nel 2021. In questo caso il Mise ha portato a casa alcune garanzie di alto livello, come quella che questo sito dovrà continuare a produrre 1 milione di tonnellate di acciaio fuso, confermare gli attuali 2.324 addetti e il ripristino dei 17 dipendenti fatti uscire lo scorso giugno.

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