Investire in titoli di Stato italiani 2013

di robertor Commenta

Nel corso del 2013 le emissioni di titoli di Stato italiani saranno pari a crica 410 miliardi di euro. Un passo indietro piuttosto corporoso rispetto a quanto precedentemente riscontrato nelle analisi 2012, anno che dovrebbe chiudersi con emissioni pari a 470 miliardi di euro. Ad affermarlo è stata Maria Cannata, responsabile del Tesoro per la gestione del debito, in occasione del recente convegno Euromoney. Vediamo allora quali sono state le principali considerazioni effettuate dalla dirigente poche ore fa.

“Con 40 miliardi abbondanti in meno per le minori scadenze e altri 20 in meno per il minor fabbisogno, quindi 60 miliardi, scenderemo dai 470 miliardi di quest’anno attorno a 410 miliardi, poi vedremo, se le cose progrediscono anche qualcosa di meno” – afferma la numero uno del debito pubblico italiano, per poi aggiungere come – “dopo aver affrontato un 2012 che era un anno così pesante, alla fine di un periodo terribile, come la fine del 2011, quindi con condizioni di mercato abbastanza avverse, non è certo il 2013 che è un anno normale che ci preoccupa”.

Dopo aver comunicato i risultati delle aste di ieri, relative ai Btp a 5 e a 10 anni, che hanno visto i rendimenti calare ai minimi dal mese di maggio 2011, e il collocamento del massimo range offerto, Cannata ha poi sottolineato come il risultato del nuovo Btp a 5 anni sia estremamente buono, con collocamenti “ampiamente sopra mercato”.

“L’asta è andata molto bene” – ha infatti precisato il dirigente – “ottima domanda, bei rendimenti. Sono molto contenta, visti appunto tutti i dubbi che sembravano essere sorti”, ha dichiarato infine, aggiungendo che dopo i collocamenti di ieri il Tesoro ha raggiunto il 91 / 92% del funding per il 2012. Per le aste degli ultimi due mesi del 2012, inoltre, l’esponente del Tesoro conferma l’intenzione di ridurre l’importo delle emissioni a breve, mentre resta remota l’ipotesi di cancellazione di aste.

Qui il nostro approfondimento su quali Btp comprare per combattere l’inflazione nel lungo periodo.

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